Gentile visitatore,

se sei su 12vda è chiaro che apprezzi il nostro lavoro giornalistico, che si può leggere, ascoltare e vedere senza dover pagare nulla, nel rispetto di un'informazione libera ed indipendente.
12vda è una testata che non è supportata da lobby politiche, commerciali o sociali, e si sostiene esclusivamente con la pubblicità, che è non assolutamente invasiva, non prevede fastidiosi "pop up" o "finte notizie".

Il nostro lavoro quotidiano richiede infatti tempo e denaro ed i ricavi della pubblicità ci aiutano a tenere in piedi questa testata giornalistica.

Se leggi questo messaggio vuol dire che hai attivato un "adblocker", che blocca automaticamente e non permette di vedere la pubblicità. Nel rispetto del nostro lavoro ti chiediamo quindi di disattivarlo ed anzi, se di tuo interesse, di cliccare sui nostri banner.

In questo modo potremmo restare on line, indipendenti e liberi di raccontare la Valle d'Aosta come la vediamo noi.

Grazie.

A Pont-St.-Martin si analizza il problema dell'alcolismo giovanile: «fate attenzione agli abusi, le ragazze non si vergognano di ubriacarsi» avverte Franca Beccaria

redazione 12vda.it
Bottiglie in primo piano

La Valle d'Aosta è una delle regioni con la maggior presenza di consumatori a rischio alcool, primato che viene condiviso con il Trentino Alto Adige, il Friuli Venezia Giulia ed il Molise: «per quanto riguarda invece il rapporto tra i giovani e l'alcool, questo risulta essere sicuramente un fenomeno serio ma molto complesso – spiega la professoressa Franca Beccaria, docente di sociologia della salute presso l'Università di Torino che, alle ore 21 di venerdì 22 novembre, a Pont-Saint-Martin, interverrà presso il "Centre culturel" di "Villa Michetti", nell'ambito della rassegna "Quattro chiacchiere in biblioteca" - l'abuso di alcool tra i giovani ha un andamento oscillatorio ed è difficile affermare che sia un fenomeno in aumento ma sicuramente è un argomento di cui è bene parlarne».
Franca Beccaria, sociologa da anni impegnata nella ricerca in campo alcologico, è fondatrice dell'"Istituto di ricerca e formazione eclectica" di Torino, docente presso il master internazionale "European masters in drug and alcohol studies" dell'Università del Piemonte orientale, autrice del volume "Alcool e giovani: riflettere prima dell'uso". Sulla questione, i dati "Istat" dell'indagine multiscopo evidenziano che negli ultimi dieci anni non vi siano stati aumenti significativi: il cosiddetto "binge drinking", nonché il consumo di sei o più bevande alcoliche in un'unica occasione, nel 2003 si attestava intorno all'1,7 per cento nei ragazzi di età compresa tra gli undici ed i quindici anni, diminuendo leggermente nel 2012 all'1,5 per cento, mentre, invece, per i giovani maschi di sedici e diciassette anni, nel 2003 si registrava il 12,3 per cento e nel 2012 si raggiungeva il 13,7 per cento.
Nei maggiorenni di età compresa tra i diciotto ed i ventiquattro anni, i dati confermano il venti per cento stabile sia per il 2003 sia per il 2012: «i ragazzi italiani non iniziano a bere prima dei coetanei europei - aggiunge la Beccaria, analizzando la precocità del fenomeno nelle giovani generazioni - piuttosto, da sempre, iniziano ad assaggiare molto presto in famiglia e non bisogna confondere "assaggi" e "consumi". Piuttosto, come mostra una recente ricerca della "Società italiana di medicina dell'adolescenza", occorre porre la massima attenzione a quei comportamenti di abuso dichiarati da ragazzi tra dodici e quattordici anni. Certamente sono aumentate le donne e le ragazze che oggi consumano bevande alcoliche rispetto alle generazioni precedenti».
Tuttavia non si può parlare di equiparazione dei livelli di consumo tra maschi e femmine, la somiglianza non è sulla diffusione del fenomeno, ma sul fatto che oggi le ragazze vivono con disinvoltura l'ubriachezza, senza la vergogna che invece caratterizzava il bere femminile di un tempo. Per prevenire il complesso fenomeno "giovani e alcool", la dottoressa Beccaria consiglia a genitori, famiglie, operatori del settore di evitare due atteggiamenti estremi: «da una parte non sottovalutare gli episodi di abuso e di ubriachezza dei propri figli, studenti e giovani della comunità - raccomanda - come troppo spesso accade proprio in Valle d'Aosta, e, dall'altro lato, evitare di attribuire significati devastanti ad episodi occasionali. Nel primo caso gli adulti dovrebbero cercare innanzitutto di comprendere le ragioni e le motivazioni del bere, interrogarsi sul proprio ruolo genitoriale o di adulto di riferimento, porre delle regole e pretenderne il rispetto. Inoltre laddove vi sia il sospetto che l'abuso stia diventando regolare è necessario rivolgersi ai servizi territoriali che si occupano di adolescenti o di dipendenze. A volte anche solo un incontro con un professionista può offrire strumenti per maneggiare con cura, non solo l'alcool, ma anche la relazione con l'adolescente».
L'appuntamento di Pont-Saint-Martin, dal titolo "Giovani e alcool, la realtà così com'è e non come si vorrebbe fosse", vede anche la partecipazione di Giulia Gino, giovane scrittrice che, nei suoi libri, "Fragile come un sogni" e "Ritornerà settembre", descrive il mondo giovanile affrontando anche il rapporto dei suoi protagonisti con l'alcool.

timeline

podcast "listening"