Allerta alimentare per un salame felino contaminato dalla salmonella: interessati tre negozi a St.-Christophe, Donnas e Pont-St.-Martin

redazione 12vda.it
Alcuni salami dell'azienda 'Cavalier Umberto Boschi' di Parma

E' stato ritirato, dai tre punti vendita in Valle d'Aosta in cui era stato distribuito, per rischio di contaminazione biologica dalla salmonella, il "Salame felino Igp" prodotto dall'azienda di Parma "Cavalier Umberto Boschi". I esercizi commerciali che vendevano il salame in Valle d'Aosta sono il "Lucky Market", in località Grand Chemin 31 a Saint-Christophe, "Nicoletta" in via Selve 1 bis a Donnas e "La Fenice" in via Viola, 71a a Pont-Saint-Martin: l'allerta è scattata lo scorso 18 agosto ed interessa il lotto "L 078017 TMC" prodotto il 22 maggio scorso che è stato già ritirato.
La salmonella è l'agente batterico più comunemente isolato in caso di infezioni trasmesse da alimenti, sia sporadiche che epidemiche, segnalata per la prima volta nel 1886, in un caso di peste suina, dal medico americano Daniel Elmer Salmon. La salmonella è presente in natura con oltre duemila varianti e le infezioni provocate si distinguono in forme "tifoidee", responsabili della febbre tifoide e delle febbri enteriche in genere, in cui l'uomo rappresenta l'unico serbatoio del microrganismo, e forme "non tifoidee", causate dalle cosiddette salmonelle minori, responsabili di forme cliniche a prevalente manifestazione gastroenterica.
Le salmonelle "non tifoidee", responsabili di oltre la metà del totale delle infezioni gastrointestinali, sono una delle cause più frequenti di tossinfezioni alimentari nel mondo industrializzato e possono verificarsi nell'uomo e negli animali domestici e da cortile come polli, maiali, bovini, roditori, cani, gatti e pulcini, e selvatici, compresi i rettili domestici, come iguane e tartarughe d'acqua. I principali serbatoi dell'infezione sono rappresentati dagli animali e i loro derivati, come carne, uova e latte consumati crudi o non pastorizzati, e l'ambiente, con acque non potabili, per esempio, che rappresentano i veicoli di infezione.
La gravità dei sintomi varia dai semplici disturbi del tratto gastrointestinale, come febbre, dolore addominale, nausea, vomito e diarrea, fino a forme cliniche più gravi, come "batteriemie" o infezioni focali a carico per esempio di ossa e meningi, che si verificano soprattutto in soggetti fragili, come gli anziani, bambini e soggetti con deficit a carico del sistema immunitario. I sintomi della malattia possono comparire tra le sei e le 72 ore dall'ingestione di alimenti contaminati, anche se più comunemente si manifestano dopo dodici o trentasei ore e si protraggono da quattro a sette giorni. Nella maggior parte dei casi la malattia ha un decorso benigno e non richiede l'ospedalizzazione, ma talvolta l'infezione può aggravarsi al punto tale da rendere necessario il ricovero. Le salmonellosi nell'uomo possono anche causare lo stato di portatore asintomatico.
L'infezione si trasmette per via oro-fecale, attraverso l'ingestione di cibi o bevande contaminate o per contatto, attraverso la manipolazione di oggetti o piccoli animali in cui siano presenti le salmonelle. I principali veicoli di trasmissione della salmonella sono rappresentati dagli alimenti, dall'acqua contaminata e da piccoli animali domestici. Gli alimenti contaminati rappresentano uno dei veicoli più importanti di diffusione dell'infezione nell'uomo. Tuttavia, per poter causare la malattia è necessaria la colonizzazione massiva dell'agente patogeno nell'alimento prima dell'ingestione. Solitamente all'apparenza il cibo contaminato non presenta alcuna alterazione delle caratteristiche organolettiche, come colore, odore, sapore e consistenza. La contaminazione degli alimenti può avvenire al momento della loro produzione, durante la preparazione, oppure dopo la cottura a causa di una manipolazione non corretta degli alimenti. In particolare, sono da considerarsi alimenti a rischio le uova crude o poco cotte e derivati a base di uova, latte crudo e derivati del latte crudo, compreso il latte in polvere, la carne e derivati, specialmente se poco cotti, salse e condimenti per insalate, preparati per dolci, creme, gelato artigianale e commerciale, frutta e verdura, come angurie, pomodori, germogli di semi, meloni, insalata, sidro e succo d'arancia non pastorizzati, contaminate durante il taglio. Veicoli dell'infezione sono anche superfici e utensili, e qualsiasi alimento manipolato da persone infette, con scarsa attenzione all'igiene personale.
Nella maggior parte dei casi, l'infezione da salmonella si presenta in forma lieve e si risolve da sola nel giro di pochi giorni. In ogni caso, in Valle d'Aosta, non sono state verificate, nell'ultimo mese, casi di salmonellosi che hanno richiesto l'intervento ospedaliero.