Gentile visitatore,

se sei su 12vda è chiaro che apprezzi il nostro lavoro giornalistico, che si può leggere, ascoltare e vedere senza dover pagare nulla, nel rispetto di un'informazione libera ed indipendente.
12vda è una testata che non è supportata da lobby politiche, commerciali o sociali, e si sostiene esclusivamente con la pubblicità, che è non assolutamente invasiva, non prevede fastidiosi "pop up" o "finte notizie".

Il nostro lavoro quotidiano richiede infatti tempo e denaro ed i ricavi della pubblicità ci aiutano a tenere in piedi questa testata giornalistica.

Se leggi questo messaggio vuol dire che hai attivato un "adblocker", che blocca automaticamente e non permette di vedere la pubblicità. Nel rispetto del nostro lavoro ti chiediamo quindi di disattivarlo ed anzi, se di tuo interesse, di cliccare sui nostri banner.

In questo modo potremmo restare on line, indipendenti e liberi di raccontare la Valle d'Aosta come la vediamo noi.

Grazie.

All'Institut agricole régional si studia come migliorare la salatura del "Lard d'Arnad dop": «troppo sale lo può anche rovinare» spiega Andrea Barmaz

redazione 12vda
Lorenzino Borettaz, Andrea Barmaz, Augusto Chatel e Renzo Testolin

I risultati ottenuti nell'ambito del progetto "Prove di salatura del Vallée d'Aoste Lard d'Arnad dop", attuato su proposta del "Comitato per la valorizzazione dei prodotti tipici di Arnad - Lo Doil" e realizzato dall'Institut agricole régional di Aosta con i ricercatori Roberto Del Col ed Antonella Sado, sono stati presentati nella mattinata di martedì 14 gennaio: «nella nostra Regione spicca, nel settore delle carni trasformate, il "Lard d'Arnad dop" - ha spiegato Andrea Barmaz, direttore della sperimentazione dell'Institut - ed i consumatori sono oggi sempre più attenti agli aspetti nutrizionali degli alimenti e quindi anche al loro contenuto in sale che, se presente in elevate concentrazioni, rischia anche di penalizzarne le caratteristiche aromatiche».
Durante l'incontro. al quale hanno partecipato anche Lorenzino Borettaz, presidente dell'associazione "Lo Doïl" di Arnad, Augusto Chatel, presidente del CdA dell'Istitut e Renzo Testolin, assessore regionale all'agricoltura e risorse naturali, sono stati anche illustrati gli esiti del lavoro condotto in collaborazione con il laboratorio di sicurezza alimentare del Dipartimento di scienze veterinarie e sanità pubblica dell'Università degli Studi di Milano per valutare l'influenza della tecnica di salagione sulle caratteristiche chimiche del prodotto, fondamentale nella preparazione del lardo: «attraverso uno studio specifico si è cercato di comparare i metodi di produzione del "Lard d'Arnad dop", attualmente adottati con la tecnica tradizionale - ha aggiunto Barmaz - dal momento che non esistono in letteratura studi specifici sul lardo, la ricerca ha consentito di approfondire le conoscenze sulla presa di sale delle baffe di spallotto suino utilizzate per la preparazione di questo prodotto di eccellenza. Si è quindi cercato di chiarire con metodo scientifico l'effetto esercitato dalla temperatura delle salamoie e dalla quantità di sale in esse utilizzato sulle caratteristiche chimiche e tecnologiche del lardo verificandone anche gli effetti sulle sue caratteristiche organolettiche».
Con l'occasione, sono stati anche forniti spunti per orientare gli approfondimenti successivi della ricerca.