Gentile visitatore,

se sei su 12vda è chiaro che apprezzi il nostro lavoro giornalistico, che si può leggere, ascoltare e vedere senza dover pagare nulla, nel rispetto di un'informazione libera ed indipendente.
12vda è una testata che non è supportata da lobby politiche, commerciali o sociali, e si sostiene esclusivamente con la pubblicità, che è non assolutamente invasiva, non prevede fastidiosi "pop up" o "finte notizie".

Il nostro lavoro quotidiano richiede infatti tempo e denaro ed i ricavi della pubblicità ci aiutano a tenere in piedi questa testata giornalistica.

Se leggi questo messaggio vuol dire che hai attivato un "adblocker", che blocca automaticamente e non permette di vedere la pubblicità. Nel rispetto del nostro lavoro ti chiediamo quindi di disattivarlo ed anzi, se di tuo interesse, di cliccare sui nostri banner.

In questo modo potremmo restare on line, indipendenti e liberi di raccontare la Valle d'Aosta come la vediamo noi.

Grazie.

Il "Genepì" diventa un liquore "igp": si potrà produrre solo in Valle d'Aosta con l'artemisia che si trova sul nostro territorio

redazione 12vda.it
Alcune bottiglie di genepì

Il "Genepì" è diventato ufficialmente un prodotto con "indicazione geografica protetta": il direttore generale delle Politiche internazionali e dell'Unione europea del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha infatti decretato, per la registrazione comunitaria, lo scorso 11 febbraio, l'approvazione della scheda tecnica della indicazione geografica del "Genepì della Valle d'Aosta" o "Génépi de la Vallée d'Aoste". L'iter per il riconoscimento del liquore tradizionale valdostano a base di artemisia era iniziato nell'agosto scorso, con una serie di incontri tra Assessorato regionale all'agricoltura e risorse naturali, "Istituto tutela grappa della Valle d'Aosta", che ha promosso la domanda, liquoristi, coltivatori ed i rappresentanti della "Coldiretti Valle d'Aosta" e dell'"Institut agricole régional".
L'Istituto tutela grappa della Valle d'Aosta ha poi presentato, il 5 novembre scorso la formale richiesta di riconoscimento al Ministero e, trascorsi i tempi di legge e terminata con esito positivo la procedura comunitaria, il Ministero ha provveduto a pubblicare, il 20 febbraio, il relativo decreto di approvazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

Il "Genepì della Valle d'Aosta" dovrà avere "un contenuto in zucchero minimo di 80 grammi per litro di prodotto espresso come zucchero invertito e potrà essere utilizzato saccarosio o sciroppo di glucosio". Il liquore si dovrà presentare "con colore che può variare dal verde chiaro al giallo ambrato" ed "a livello olfattivo è intenso e persistente con note floreali e sentori fruttati. Si possono riscontrare note erbacee e speziate di fieno ed agrumate. Al gusto risulta caldo, morbido e può essere amabile o secco. Emergono componenti amare tipiche della pianta. Nel caso di un liquore prodotto per sospensione il colore è assente e il gusto risulta meno morbido".
La produzione "deve avvenire interamente nel territorio della Valle d'Aosta" ed "il titolo alcolmetrico volumico minimo deve essere 25 per cento" per un prodotto "caratterizzato dall'assenza di coloranti" con l'acqua utilizzata per la produzione che "deve provenire da fonti idriche site nel territorio della Valle d'Aosta". Non viene ammesso "l'utilizzo di aromi natural-identici o artificiali" ed il liquore "può essere sottoposto ad un periodo di affinamento in legno". Il confezionamento del genepì "deve avvenire nella sola zona di produzione, come definita al punto al fine di garantire il mantenimento delle caratteristiche del prodotto al consumatore finale".

timeline