«Scherza con i fanti e lascia stare i santi». Don Carmelo Pellicone critica l'altare utilizzato come arredamento in una gelateria aostana

redazione 12vda.it
L'altare nella gelateria aostana

Non è piaciuta a don Carmelo Pellicone, parroco della parrocchia Santo Stefano ad Aosta, la nuova gelateria aperta nel centro storico di Aosta, realizzata da Benni De Antoni, titolare di un apprezzato ristorante sempre nel centro di Aosta, dove campeggia, di fronte alle celle frigo che contengono il gelato, un grande altare proveniente da una cappella privata di una villa torinese, dove è rappresentata la Vergine con il Bambino con due cuori trafitti: «ho provato anch'io, al pari di tantissime persone, un certo disagio - ha commentato il sacerdote - e passando per la via a guardando attraverso le due grandi porte spalancate e vedendo l'altare sotto un pregevole soffitto a volta e decorato con stucchi, lodevolmente recuperato dal restauro, ho avuto l'impressione di passare davanti ad un oratorio, una cappella inserita, come spesso accadeva, negli angusti spazi di una città. Ma quest'impressione di passare davanti ad una cappella è subito spazzata via dalla vista delle commesse che, con l'altare alle spalle, distribuiscono gelati. Non ho potuto non pensare che da quell'altare ben altro cibo veniva distribuito ed inevitabilmente ho pensato anche alle migliaia di oggetti trafugati da chiese e cappelle e rivenduti nel mercato antiquario e, utilizzati come pezzi d'arredamento delle case, come candelieri trasformati in abat-jour, inginocchiatoi convertiti in mobili-bar, sculture, quadri e quant'altro, usati come immagine sacra a capo del letto o per una personale e privata pinacoteca. Ma almeno, in quelle situazioni, l'oggetto artistico viene valorizzato proprio come opera d'arte, e non come pezzo d'arredamento di un negozio, per di più utilizzato per reggere le coppette di gelato».
L'idea è di designer aostano Thomas Linty, che negli anni passati realizzò una discussa pubblicità per un pasticciere aostano della "Torta buona da morire" con i manifesti affissi nelle vicinanze del cimitero comunale, con la collaborazione dello studio di architettura "Ali" di Aosta, di Luigi D'Alessandro e Davide Mosca e dei restauratori Roberto Palumbo e Giovanni Peirone di Saluzzo. località in provincia di Cuneo: «è una decontestualizzazione - racconta Linty a 12vda.it, ben conscio dell'"effetto Streisand" che l'inconsueto arredamento della gelateria sta creando - di come ce ne sono tantissime in Europa e diverse anche in Italia. L'altare in questione è stato salvato da una probabile distruzione, ed è stato regolarmente acquistato e fatturato».
«Pochi giorni fa cadeva l'anniversario di Enrico di Navarra, di fede ugonotta - aggiunge don Pellicone, unico religioso che si è pubblicamente espresso sul "caso" - calvinista, che il 25 luglio 1593 si convertì al cattolicesimo, per poter salire sul trono di Francia. Si racconta che, per l'occasione avrebbe pronunciato la frase: "Parigi val bene una messa", cioè "la posta in gioco è così alta che posso anche sopportare di andare a messa ogni tanto come cattolico". Evidentemente la sua fede ugonotta non era così radicata ed importante, tanto che egli potè rinunciarvi, per ottenere un trono a cui teneva molto. Ora potremmo dire: "Un gelato vai bene un altare?". Forse per molti sarà così ma personalmente, confesso che, pur golosone qual sono, in questo caso non ho voglia di verificare la qualità di ciò che si vende in quella gelateria. Si diceva una volta: "Scherza con i fanti e lascia stare i santi", cioè scherza, metti in burla tutto ciò che è "profano", ma non fare altrettanto con ciò che ha un qualche legame con la religione, con il sacro. Saggezza di un tempo, che si è miseramente persa per strada, per l'antichissima e sempre nuova divinità che è il denaro».