Dopo quasi quattro anni arrivano due nuovi sacerdoti per la diocesi di Aosta: sono Daniele Borbey e Lorenzo Sacchi

redazione 12vda.it
Daniele Borbey e Lorenzo Sacchi durante il rito della prostazione

I due nuovi sacerdoti della diocesi di Aosta sono Daniele Borbey, ventisei anni, formatosi nella parrocchia di Santa Colomba a Charvensod, e Lorenzo Sacchi, trentadue anni, della Parrocchia di Saint-Martin de Corléans ad Aosta. La messa di consacrazione si è celebrata la domenica di Pentecoste, 4 giugno, nella Cattedrale di Aosta, dove i diaconi hanno prima ascoltato le raccomandazioni del vescovo Franco Lovignana, poi gli hanno promesso obbedienza, ascoltato le litanie dei Santi prostrati sulla nuda pietra del mosaico "dell'Anno" con la rappresentazione dei dodici mesi, ricevuto l'imposizione delle mani e l'abbraccio di pace da tutti i sacerdoti convenuti.

Fra i prelati intervenuti, oltre al vescovo Lovignana ed al vescovo emerito Giuseppe Anfossi, c'erano diverse figure: il rettore del seminario don Renato Roux, che ha presentato i candidati assieme al padre spirituale don Carmelo Pellicone, parroco di Santo Stefano ad Aosta, e al prefetto degli studi don Paolo Papone, parroco di Valtournenche. Hanno partecipato anche don Luigi Maquignaz, già parroco di Saint-Martin de Corléans ed oggi rettore del Priorato di Saint-Pierre, dove è ospite anche l'ex parroco della Cattedrale don Amato Gorret, altrettanto importante per Sacchi e Borbey.
C'erano anche alcuni ospiti da fuori Valle, che in questi anni hanno seguito la formazione dei due nuovi sacerdoti: don Roberto Ferranti, rettore del Seminario di Brescia, don Ferruccio Ceràgioli, rettore del Seminario di Torino, e don Roberto Farinella, rettore del Seminario di Ivrea. Da quando infatti si è sensibilmente ridotto il numero dei seminaristi, la formazione viene perfezionata appoggiandosi a Seminari vicini, portando gli aspiranti a dividere il loro tempo fra i viaggi di studio e l'impegno nelle parrocchie valdostane.

Monsignor Lovignana richiama le parole di Giovanni Paolo II nella enciclica "Pastores Dabo Vobis" e della lettera di San Paolo ai Filippesi nelle raccomandazioni durante l'omelia: da un lato, raccomanda la «comunione gerarchica con il proprio Vescovo», perché «il ministero ordinato ha una radicale "forma comunitaria" e può essere assolto solo come "un'opera collettiva"». D'altro lato invita a cooperare, perché «la base della comunione è l’umiltà che definirei con le parole dell’Apostolo quando invita i Filippesi a conformarsi alla kenosi, alla spogliazione di Cristo. Non fate nulla per rivalità o vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso. Ciascuno non cerchi l'interesse proprio, ma anche quello degli altri».

E continua: «Dall'umiltà scaturiscono il rispetto, la disponibilità e anche la volontà effettiva di andare d'accordo e, quindi, la disponibilità a morire a se stessi e a convertirsi». Infine, aggiunge un augurio personale, riprendendo le parole della prima lettera di San Pietro, primo vescovo di Roma: «a queste parole della Liturgia mi piace aggiungere un augurio finale che so essere già nel vostro cuore e nei vostri desideri e lo formulo con le parole di San Pietro: Pascete il gregge di Dio che vi è affidato, sorvegliandolo non perché costretti ma volentieri, facendovi modelli del gregge. Nessuno sia fuori dal vostro raggio d'amore. Possiate accogliere, amare e portare a Cristo tutti coloro che si troveranno sulla vostra strada con lo stesso cuore di Gesù».

I due nuovi sacerdoti celebreranno la loro prima messa domenica 11 giugno: don Daniele Borbey a Charvensod alle ore 16 e don Lorenzo Sacchi in Cattedrale, ad Aosta, alle ore 10.30.

Ultimo aggiornamento: 
Lunedì 5 Giugno '17, h.15.35

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