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Il messaggio per la Pasqua di monsignor Lovignana: «aprite il cuore, anche se si ha paura del mondo ostile e pregate per i cristiani perseguitati»

redazione 12vda.it
Monsignor Franco Lovignana durante la veglia pasquale

«Quando Gesù appare agli apostoli il giorno di Pasqua, li trova chiusi nel cenacolo per paura dei Giudei. Essi fanno fatica a riconoscerlo e a credere che sia proprio Lui, il crocifisso. Alla fine la gioia prevale: Gesù riapre i loro cuori alla speranza mediante il dono dello Spirito e il perdono dei peccati. I discepoli possono scrivere una pagina nuova della loro vita e della storia dell'umanità». Così inizia il messaggio di auguri per la Pasqua di monsignor Franco Lovignana, vescovo della diocesi di Aosta che, durante i riti della Settimana Santa ha raccolto, durante la "Via Crucis" che si è tenuta nella serata di venerdì 3 aprile per le vie del centro storico di Aosta, dove è stata anche trasmessa in filodiffusione, oltre un migliaio di fedeli, i quali, nella notte successiva, sabato 4, si sono ritrovati in Cattedrale per le celebrazioni della veglia pasquale: «anche noi siamo spesso chiusi in noi stessi per la paura di un mondo che ci sembra ostile - continua il messaggio di monsignor Lovignana - e poi per le grandi paure che abitano il cuore e la mente, dalla paura della morte, del dolore e del fallimento fino alla paura dell'altro e del futuro. A Pasqua Gesù ci avvicina, ci invita a riconoscerlo e ad aprirci alla forza del suo Spirito. Parlando dei suoi discepoli, ripete: "Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano" (Gv 10, 28). Le mani di Gesù ci custodiscono contro ogni paura. Sono mani forti proprio perché crocifisse per amore. La croce è segno dell'amore più grande: "Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici" (Gv 15, 13). La croce lega Gesù ai suoi in un vincolo d'amore che nulla potrà mai spezzare, neppure il peccato e la morte. Gesù risorto ci invita ad entrare in relazione con Lui, riconoscendolo laddove si manifesta. La prima sera di Pasqua si è mostrato portando nel suo corpo i segni della Passione. Oggi si manifesta ancora segnato dalla Passione nel Pane spezzato dell'Eucaristia e nei fratelli feriti dalla vita. E' come se dicesse a noi come disse a Tommaso: "Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!" (Gv 20, 27). Partecipare alla Messa domenicale e servire chi è più piccolo, chi ha bisogno di aiuto e di amore è riconoscere Lui, il Risorto. È fare Pasqua!».
«Raccomando ad ogni comunità di ricordare nella preghiera in questo tempo pasquale i cristiani perseguitati
- conclude il vescovo di Aosta - perché abbiano forza e consolazione dallo Spirito Santo. Buona e Santa Pasqua!».

Nel video il messaggio di auguri di monsignor Franco Lovignana: