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Due ore di riunione sul problema Casinò prima del Consiglio Valle: «i licenziamenti rappresentano il fallimento dell'azienda» commenta Vilma Gaillard

redazione 12vda.it
I sindacalisti nella hall del Consiglio Valle insieme ai consiglieri

Una risoluzione che chiede al presidente della Regione, Augusto Rollandin, di "operare per sospendere immediatamente l'apertura ufficiale della procedura 223 del 1991 di licenziamento collettivo" da parte della "Casino de la Vallée SpA", "prima di procedere a rimettere il proprio incarico", è stata depositata dai tre gruppi di minoranza del Consiglio Valle nella mattinata di mercoledì 22 febbraio, dopo una riunione a porte chiuse tra esponenti sindacali, membri della Giunta e capi gruppo dell'Assemblea, durata quasi due ore.

«I licenziamenti rappresentano il fallimento del Casinò». «La responsabilità della procedura del licenziamento collettivo, che interessa 264 persone, non deve ricadere esclusivamente sul costo dei lavoratori, ma va rinviata a chi, in questi anni, ha fatto delle scelte - ha sottolineato, alle fine dell'incontro, Vilma Gaillard, segretario regionale della "Slc - Cgil" - ed a chi ha gestito la Casa da gioco in un certo modo, perché i lavoratori la loro parte l'hanno fatta». Noi abbiamo chiesto di ritirare la procedura, c'è un accordo in essere che già prevede un abbattimento, nell'arco del trienno, del costo del lavoro, e non ci siamo mai sottratti ad un confronto in questo senso, e non ci interessa il fatto che la Casa da gioco sia, ancora una volta, il soggetto di schermaglie politiche. Abbiamo toccato ancora una volta con mano come questo problema sia stato creato dalle varie forze politiche, ma nell'incontro non vi è stato un chiarimento sul ritiro di questa procedura, demandando il dibattito al Consiglio Valle. Abbiamo comunque chiesto, sulla base delle informazioni che abbiamo avuto dall'azienda, che non sappiamo però se siano corrette o meno, una messa in sicurezza del Casinò dal punto di vista economico e della governance, poi le modalità saranno determinate dalla proprietà, purché si trovi un accordo. E' ovvio che 264 licenziamenti rappresentano il fallimento di quest'azienda, con la Valle d'Aosta che non è stata capace a gestire uno dei quattro Casinò italiani, con la politica che ha fallito su tutti i fronti, facendo rinunciare ai valdostani di una ricchezza che noi abbiamo, che non è stata valorizzata ma, anzi, è stato sperperato tutto l'investimento che è stato fatto, attraverso il denaro che è arrivato da tutta la popolazione ed attraverso il mancato rispetto di tutto il lavoro che, negli anni, è stato fatto all'interno».

«Le lettere di licenziamento restano in vigore».«Abbiamo ribadito che non possono essere solo i lavoratori a pagare questo problema del Casinò - ha aggiunto Claudio Albertinelli del "Savt" - visto che proprietà ed azienda non stanno facendo la loro parte. Abbiamo avuto risposte di ogni tipo ma nessuna risposta certa, si sono impegnati politicamente a fare gli approfondimenti del caso durante la seduta del Consiglio Valle, a discuterne ed a trovare, eventualmente, delle soluzioni. Non siamo soddisfatti di questo incontro, il problema rimane tale e le lettere di licenziamento restano in vigore, con la nostra preoccupazione rimane la stessa di prima».
«Le risposte ce le deve dare la proprietà
- ha quindi ribadito Giorgio Piacentini, sindacalista della "Cisl" - non siamo interessati da chi ha le colpe e da chi non e ha, noi il problema ce lo abbiamo da ieri. Questo è stato un incontro conoscitivo, dove abbiamo ribadito cose già dette, ma ora non ci sono più tempi, sono molto risicati, ma ci hanno detto che in Consiglio Valle parleranno della Casa da gioco ed avremo le risposte».
Nella mattinata, oltre un centinaio di lavoratori del Casinò hanno manifestato sotto Palazzo regionale: alcuni, un po' spaesati, sono saliti nella "galleria" dell'aula del Consiglio Valle, mentre gli altri si sono posizionati nel Salone delle manifestazioni dove è stata organizzata la trasmissione della riunione del Consiglio regionale dove la questione della situazione della Casa da gioco è stata inserita d'urgenza come primo punto all'ordine del giorno.

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