Riorganizzato il sistema di assistenza sanitaria: associazioni di pediatri e fino a 1.700 assistiti, anche "temporanei", per i medici di base

Elena Meynet

Parlano di "rivoluzione copernicana" i vertici dell'Azienda Usl della Valle d'Aosta, presentando le novità sull'assistenza sanitaria di base, dopo la firma degli accordi integrativi regionali riguardanti i pediatri di libera scelta ed i medici di medicina generale, avvenuta lo scorso lunedì 11 settembre.

Assistenza sanitaria per tutti, anche temporanea. Per quanto riguarda i medici di medicina generale, gli assistiti si dividono ora in "ordinari" e "temporanei": i primi sono i cittadini italiani residenti in Valle d'Aosta, quelli comunitari in possesso dell'attestato di soggiorno permanente, gli extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno con validità illimitata, mentre i secondi, che verranno iscritti per un tempo che va da tre mesi ad un anno, sono i cittadini italiani domiciliati in Valle d'Aosta, quelli comunitari non in possesso di attestato di soggiorno permanente e gli extracomunitari non in possesso dell'attestato di permesso di soggiorno con validità illimitata. Il diritto all'iscrizione al servizio sanitario regionale viene motivato con il domicilio per ragioni di lavoro, e rientrano nei motivi di salute anche le necessità di assistenza in situazioni di bisogno.

Al massimo 1.700 assistiti per medico. I medici di cure primarie si dividono quindi in tre categorie: i "massimalisti", che possono avere 1.575 assistiti, di cui 75 in deroga per le ricongiunzioni familiari, pari al cinque per cento del massimale, gli "autolimitati" con 1.260 assistiti, di cui 60 in deroga (sempre pari al cinque per cento), e gli "altri autolimitati" tra 1.500 e 1.200, anch'essi autorizzati a "sforare" nella misura del cinque per cento del totale dei loro assistiti. Ci vorrà potrà scegliere "fuori ambito", ad esempio il residente ad Aosta che sceglie un medico di base operante a Gressoney, previa accettazione scritta da parte dello stesso medico e fatto salvo il rispetto dei massimali individuali. Tre saranno gli scaglioni, il primo, fino ad 860 assistiti "ordinari" consentirà di seguire altri 375 "temporanei", il secondo, da 861 a 1.260 "ordinari" prevede un tetto massimo di 250 "temporanei" ed il terzo, che arriva fino a 1.575 "ordinari", permette di aggiungere fino a 125 "temporanei", arrivando così ad un massimo di 1.700 assistiti per medico: «i medici che hanno meno assistiti ordinari in carico - sottolineano dall'Azienda Usl - potranno accrescere la propria esperienza potendo acquisire un più elevato numero di assistibili temporanei. La regola introdotto permetterà, inoltre, ai cittadini, di avere nuove e maggiori possibilità di scelte, atteso che alcuni medici, oggi massimalisti, potranno acquisire nuove scelte».

Si sperimenta l'accesso diretto agli ambulatori. Andrà avanti fino al 31 gennaio 2018 la sperimentazione degli "Ambulatori ad accesso diretto" dei medici di assistenza primaria presso i quattro poliambulatori di Aosta, Morgex, Châtillon e Donnas. Gli ambulatori, accessibili a tutti i cittadini, quelli iscritti al servizio sanitario regionale e nazionale, quelli non iscritti al servizio, ma in possesso della tessera europea di assicurazione malattia rilasciata dal competente Stato europeo, così come i non comunitari, svolgono visite mediche generali ambulatoriali per acuzie, ma non in emergenza o urgenza, prescrivono farmaci ripetibili, trattano medicazioni o la rimozione dei punti per ferite o altre lesioni non complesse, svolgono prestazioni sanitarie o terapie che necessitano di presenza medica e si occupano della redazione di alcuni particolari certificati medici, per malattia o per la riammissione alla scuola dell'obbligo.
L'Usl si è impegnata a "sottoscrivere un nuovo accordo integrativo regionale per introdurre compiutamente, nell'offerta territoriale del servizio sanitario regionale, di ambulatori di "Medicina di assistenza primaria" ad accesso diretto, discipliandone il funzionamento a regime, in relazione anche alle caratteristiche demografiche ed ai bisogno assistenziali specifici della popolazione residente e fluttuante nel diversi distretti" oltre che "ad adottare soluzioni organizzative idonee ad assicurare l'orario di funzionamento 14-20 per tutti e quattro gli ambulatori di assistenza primaria ad accesso diretto".

Razionalizzare i costi e offrire più assistenza. Cambiano invece le forme associative per i pediatri, che sono invitati ad attivarle quando superano i 1.012 pazienti, con deroga fino a 1.100. Nel 2016, dei diciassette pediatri sul territorio, nove erano consorziati in due associazioni: una di sei ad Aosta e l'altra di tre nel "distretto 4" (Donnas) e garantivano un'apertura coordinata per almeno cinque ore tra mattino e pomeriggio, con almeno uno studio aperto fino alle ore 19. Nell'anno, i pediatri di libera scelta hanno assistito 13.844 bambini, di cui 8.838 dalle associazioni, per un costo totale di 87mila euro. Ora si passerebbe a due tipologie: la pediatria in associazione di tre o più pediatri, su più Comuni dell'ambito territoriale, di primo livello con apertura di almeno cinque ore ed uno studio fino alle ore 19, oppure di secondo livello, con apertura coordinata di almeno otto ore e uno studio fino alle ore 20. Oppure la pediatria di gruppo di primo livello, costituita da un minimo di cinque ed un massimo di otto pediatri nello stesso ambito territoriale, su più studi medici, con apertura coordinata per almeno otto ore ed uno studio aperto gino alle ore 20.
"Se quegli stessi nove pediatri oggi formassero un'associazione di primo livello - sottolinea l'accordo - si avrebbe un risparmio di quasi diecimila euro l'anno. Se fossero associazione di secondo livello o gruppo, il costo salirebbe di di 29mila euro l'anno, a fronte di un servizio potenziato di 15 ore a settimana". Si tratta quindi di una razionalizzazione dei costi, che in certi casi vengo spostati da una voce all'altra, ma anche nel caso di aumenti l'effetto si avrebbe in altri ambiti: per esempio, una migliore assistenza direttamente sul territorio dovrebbe far diminuire gli accessi in Pronto soccorso dei cosiddetti "codice bianco", cioè situazioni non urgenti che comportano alla dimissione il pagamento del ticket da 25 euro.

Una borsa di studio per favorire il ricambio generazionale. «Vogliamo dare finalmente all'Azienda sanitaria locale la forza e la capacità di fare meglio - ha spiegato l'assessore regionale alla sanità, salute e politiche sociali, Luigi Bertschy - in vista dei molti pensionamenti imminenti fra i medici di base, abbiamo anche introtdotto una borsa di studio per la specializzazione in medicina generale, proprio per favorire il ricambio generazionale che sarà necessario fra pochi anni. Riorganizzando il territorio, vogliamo aggiungere anche la possibilità di assistenza post ospedaliera "h24" di tipo infermieristico».
«L'obiettivo politico -
 ha concluso l'assessore - è garantire assistenza ma anche premiare la qualità sul territorio e migliorare le zone critiche in cui si può fare di più. Il trasferimento di fondi dalla Regione all'Azienda Usl è bilancio pubblico: l'Azienda dà i suoi servizi, all'interno ci sono medici, infermieri, diciassette pediatri ed 86 medici di medicina generale. Non intendiamo fare polemiche ma far funzionare il servizio. Il prossimo sarà il mese delle discussioni politiche sul lato aziendale».

Ultimo aggiornamento: 
Lunedì 18 Settembre '17, h.17.00

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