Situazione drammatica nel reparto di dermatologia: «146 pazienti in lista d'attesa ed un solo medico» denuncia Roberto Cognetta

redazione 12vda.it

Roberto Cognetta, consigliere regionale del "Movimento 5 stelle" ha denunciato, mercoledì 12 aprile, la difficile situazione in cui versa il reparto di dermatologia dell'ospedale "Beauregard" di Aosta, passato dalle 14.277 prestazioni del 2013 alle 10.291 del 2016, con una valorizzazione calata, negli ultimi quattro anni, da 228mila a 192mila euro ed una differenza negativa del venti per cento nell'ultimo anno.

Un solo medico per tutto il reparto. «Dall'agosto 2016 il dottor Stefano Veglio, responsabile dell'allora "struttura semplice dipartimentale", ha interrotto il rapporto di lavoro con l'Azienda Usl - spiega - da maggio a dicembre c'era una dermatologa, la dottoressa Antonella Appino, con contratto libero professionale, che visitava una volta alla settimana al poliambulatorio di Donnas che ha interrotto il rapporto di lavoro il 31 dicembre scorso. Da quella data a tutt'oggi c'è un solo dermatologo, il dottor Salvatore Noto, con contratto libero professionale iniziato a febbraio 2016 che visita nelle sedi di Aosta, Châtillon e Morgex, mentre dal 13 dicembre il dottor Andrea Margara, chirurgo plastico con contratto libero professionale, il martedì eseguiva all'ospedale "Beauregard" piccoli interventi ed al 24 gennaio non aveva ancora accettato di rinnovare il contratto per i prossimi sei mesi. A giugno 2016 era stato avviato un accordo per vicariare la mancanza del dermochirurgo, visto l'abbandono del dottor Veglio, ma il protocollo si è esaurito a dicembre, senza documenti che lo annullavano, o meglio, l'abbandono del protocollo ha coinciso con la presenza, per un mese, del dottor Margara. Dopo l'abbandono di quest'ultimo, che non ha rinnovato il contratto, il protocollo, che era in vigore, non è stato più ripreso».

Tre specialisti non hanno accettato l'incarico. «Gli ambulatori di dermatologia, il 19 gennaio scorso, sono stati allagati per una perdita dalla terrazza dovuta alla neve - prosegue Cognetta - per cui, quando sono iniziati gli interventi di manutenzione sui due ambulatori, si sono verificati disagi per medico e pazienti, in quanto le visite sono state dirottate sull'ambulatorio dedicato ai dietisti. Il 15 dicembre è stato pubblicato, nella sezione "concorsi" del sito aziendale, un posto per un turno a tempo inderminato di 38 ore settimanali, per la branca "dermatologia" e l'ufficio personale ha proceduto, sulla base della graduatoria, ad interpellare i tre specialisti che hanno risposto che poi, non hanno accettato l'incarico. Al momento quindi, un solo specialista deve soddisfare le richieste che fino a due anni fa venivano evase da tre dermatologi dipendenti. Dal 26 gennaio, il dottor Mario Nicosia, dermatologo in libera professione, ha preso servizio per quattro ore settimanali ma il 2 marzo ha rescisso il contratto per problemi familiari e quindi, al momento attuale, il servizio di dermatologia può contare solo sul dottor Noto, che presta servizio, in regime di libera professione, dal lunedì al giovedì».

In attesa 146 pazienti, i più gravi verranno operati. «I tempi di attesa per le prime visite programmabili, anziché di trenta giorni, sono di circa 120 giorni mentre per le urgenze differibili invece di tre giorni sono di venti giorni circa - evidenzia ancora il consigliere regionale "grillino" - al poliambulatorio di Donnas da gennaio non vengono effettuate visite dermatologiche ed alla data del 2 marzo, ultimo giorno di lavoro del dottor Nicosa, vi erano 194 pazienti già prenotati, che sono stati avvisati telefonicamente dell'assenza del dermatologo e messi in lista d'attesa per una nuova data di prenotazione. Al 15 marzo c'erano 146 pazienti in attesa per un intervento chirurgico di cui tre con diagnosi di melanoma ed i nominativi sono stati comunicati al responsabile della chirurgia toracica che si è impegnato ad eseguire nel più breve tempo possibile l'intervento di allargamento con il linfonodo sentinella. Altri diciassette presentano lesioni sospette per melanoma ed i nominativi sono stati comunicati al direttore del dipartimento delle chirurgie che si è detto disponibile ad assegnare alle diverse branche chirurgiche i pazienti, secondo la sede della lesione mentre 120 non sono urgenti, ma sono comunque da programmare come interventi. Dal 10 aprile i chirurghi toracici stanno chiamando i pazienti più gravi per essere operati, per gli altri non si sa».

«Così si agevola il mercato privato fuori Valle». «Da ben tre anni la politica ha deciso progressivamente di svuotare di competenze la dermatologia - sottolinea Roberto Cognetta - nei due atti aziendali precedenti la dermatologia era una "struttura complessa", poi diventata "struttura semplice dipartimentale" e quindi solo "struttura semplice" e la dotazione organica ha seguito questo impoverimento strutturale. Finché era "struttura complessa" c'era un primario e due dirigenti medici, poi come "struttura semplice dipartimentale" c'erano un responsabile ed un dirigente medico e come "struttura semplice" attuale, secondo quanto previsto nel "Piano attuativo locale" per il 2017, è presente un solo medico in organico. E' da notare il fatto che, dalle dimissioni del dottor Stefano Veglio, l'Azienda Usl ha più volte tentato di reperire dei professionisti che non hanno accettato vista la scarsa attrattività economica e periferica della Valle. L'impoverimento del servizio non è stato solo una riduzione di dotazione organica ma anche di declassificazione, con conseguente riduzione dell'attrazione di professionisti validi da fuori Valle e la conseguente fuga dei pazienti verso il privato e fuori Valle. E' ovvio che lasciando la situazione così com’è si agevola il mercato privato a scapito del pubblico ed ovviamente le classi meno abbienti, che non hanno i mezzi per rivolgersi al mercato privato, sono le più colpite. La dermatologia è solo uno dei problemi, da come si stanno mettendo le cose tutta l'Azienda Usl sembra un po' allo sbando e mi sembra ci sia la classica situazione in cui si tiri a campare piuttosto che affrontare i problemi. La politica dei continui tagli alla sanità, fatta in questi anni, ci presenta il conto».

«Situazione nota, ma i politici non hanno fatto nulla». Cognetta ha quindi presentato un'interpellanza a Luigi Bertschy, assessore regionale alla sanità, salute e politiche sociali, che sarà discussa nella prossima riunione del 18 e 19 aprile, chiedendogli di «risolvere la problematica».
A confermare le difficoltà del reparto di dermatologia del "Beauregard" è l'associazione "Amici per la pelle", che si occupa del valdostani malati di melanoma: "la situazione era nota da diverso tempo - scrivono in una nota - in svariate occasioni abbiamo avuto contatti con esponenti politici ma fino ad oggi le nostre richieste non sono state soddisfatte. Ci auspichiamo una risposta adeguata visto la rilevanza e la diffusione del problema che coinvolge la popolazione valdostana e che quindi non può passare inosservata. Ci rammarica vedere che solo a fronte di denunce così circonstaziate si possa sperare in un ascolto e in risposte desiderate, che speriamo giungano in tempi brevi".

Nella giornata di venerdì 14 aprile è arrivata la risposta da parte dell'Assessorato regionale alla sanità e della Direzione dell'Azienda Usl.

Ultimo aggiornamento: 
Venerdì 14 Aprile '17, h.17.30

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