Bob Dylan a Châtillon 'blindato' per l'ultimo concerto italiano davanti ad oltre quattromila fan

Elena Meynet

Bob Dylan durante il concerto di ChatillonHa cantato e suonato tastiere, organo hammond, armonica a bocca e chitarra per un ora e quaranta minuti ed alle 23.11 di mercoledì 18 giugno, è uscito, insieme alla band ed ai tecnici di fiducia, divisi in tre pulmini, dal parco del castello 'Baron Gamba' di Châtillon senza incontrare nessuno: Bob Dylan, come ampiamente annunciato dagli organizzatori, non si è assolutamente concesso a nessuno. Il management del cantautore americano ha costruito attorno a Dylan un efficace ed impenetrabile cordone di sicurezza, che non è stato superato neppure dagli organizzatori che hanno lavorato da diversi mesi per la creazione dell'evento senza togliersi neanche la soddisfazone di una stretta di mano con la grande star della serata.
Dylan, che viaggia con il suo staff su cinque pullman di lusso, divisi in scompartimenti come nei vagoni letto, tutti dotati di bar e televisione via satellite, è partito subito dopo alla volta della Francia, passando il Traforo del Monte Bianco pochi minuti dopo la mezzanotte, dove giovedì 19 si esibisce al 'Palais des sports' di Grenoble e quindi, venerdì 20, allo 'Zenith' di Tolosa. Per il concerto valdostano, l'ultima data delle tre italiane dopo quelle di Trento (domenica 15) e Bergamo (lunedì 17), i fan sono arrivati davanti ai cancelli del castello sin dalle tre del pomeriggio, sopportando il sole ed il vento forte.

Il palco durante in concerto di Bob DylanTra gli ammiratori del cantautore americano, per la maggior parte 'over 40', si parlava francese, inglese, lingue dalle inflessioni nordiche e tutte le varianti regionali dell'italiano: molti avevano già partecipato ad uno o tutti e due gli altri concerti italiani e non mancava neppure chi, accampatasi davanti all'ingresso, viaggiava con un cartello con su scritto 'I need a free ticket', che significava 'regalatemi un biglietto'. Tra i fan di Dylan qualcuno ha raccontato la storia di questa donna che, dopo un dolore d'amore ha lasciato tutto per seguire il cantautore: quattro ore dopo sarà Enrico, ventenne dal Canton Ticino, che le cederà quello del suo quarto amico, che non è riuscito ad arrivare a Châtillon.
Dylan sul palco mentre suonaNessuna concessione al pubblico neanche durante il 'soundcheck', le indispensabili prove del pomeriggio necessarie per affinare il suono nell'esclusiva 'location'. Dylan ed i suoi sono arrivati alle 17.10, con un po' di ritardo, nei tre pulmini passando per l'unico ingresso del castello, mentre le due ali di fan hanno applaudito al passaggio dell'unico mezzo con i vetri oscurati, dove viaggiava la star, protetta anche da sguardi indiscreti. Le prove sono iniziate dopo circa una mezz'ora, il tempo necessario per fare in modo che non ci fosse nessuno nelle vicinanze del palco, facendo slittare alle 19.30 l'apertura dei cancelli dove intanto la coda era cresciuta sensibilmente, raggiungendo quasi le cinquecento persone. Alla fine, alle 21.15, quando il concerto è iniziato con 'Leopard-skin pill-box hat', blues elettrico del 1966, pubblicato nell'album 'Blonde on blonde', davanti al palco c'erano oltre quattromila persone, tra cui lo scrittore Andrea De Carlo, Ennio Pastoret, assessore regionale al turismo, sport, commercio e trasporti ed i sindaci di Châtilon ed Aosta, Giuseppe Moro e Guido Grimod che ha esclamato subito dopo l'inizio della canzone: «anche lui è invecchiato!».
Il pulmino con a bordo Bob Dylan mentre esce dal castelloVia via sono scorse le canzoni, in buona parte provenienti dai due ultimi album 'Modern time' e 'Love and theft' con l'unica concessione al passato per una versione elettrica di 'All along the watchtower' mentre i 'bis' finali sono stati dedicati a 'Thunder on the mountain' e 'Like a rolling stone', prima che le luci del palco, separato da oltre tre metri dal pubblico, si spengano definitivamente e Bob Dylan e la band vengono trasferiti con i tre pulmini nei lussuosi pullman che li stanno attendendo da un'ora, a motore acceso, fuori dal castello, con il consueto cordone di protezione evita a chiunque di avvicinarsi.

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