Cinque unità cinofile dei Vigili del fuoco della Valle d'Aosta impegnate a Genova nei soccorsi dopo il crollo del "viadotto Morandi", che ha provocato 43 vittime

redazione 12vda.it
Il 'ponte Morandi' crollato a Genova

C'erano anche cinque Vigili del fuoco del Corpo della Valle d'Aosta impegnati a Genova, in aiuto ai soccorritori che stanno operando nella zona dove, alle ore 11.35 di martedì 14 agosto, sono crollati duecento metri del "viadotto Morandi", sull'autostrada "A10", nella zona di Sampierdarena. Tre unità cinofile sono state trasferite con l'elicottero mentre le altre due sono scese via terra: se ci sarà bisogno di altro personale la "Protezione civile" della Valle d'Aosta ha dato piena disponibilità per eventuali ed ulteriori richieste.

Ufficialmente sono quarantatré le vittime, dieci i feriti e 664 gli sfollati. Tutti i mezzi di soccorso disponibili stanno operando sul posto, con il supporto delle squadre cinofile e degli "Usar", gli esperti di ricerca e soccorso tra le macerie urbane, analogamente a quanto avviene dopo un terremoto: le vittime accertate sono quarantatré, tra cui quattro bambini, a cui si aggiungono dieci feriti, di cui otto in gravi condizioni, con quattro persone estratte vive e 664 sfollati nella zona dagli undici edifici sotto il resto del ponte, che resta a rischio crollo.
Le operazioni di ricerca di sono concluse nel pomeriggio di sabato 18, quando è stato ritrovato, sotto le macerie, l'ultimo disperso: «purtroppo la probabilità che sotto quelle macerie ci siano altre vittime è molto alta - ha dichiarato il ministro dell'Interno, Matteo Salvini - le case sotto il ponte sono state evacuate e saranno tutte abbattute. L'impegno è di dare entro l'anno una nuova casa a tutti gli sfollati genovesi».
«Per me l'emergenza finisce quando il ponte sarà ricostruito - ha aggiunto il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti - per me l'emergenza finisce quando la Regione più importante per la logistica italiana tornerà ad essere normale». Non ci sono notizie in merito al coinvolgimento, nell'incidente, di persone residenti in Valle d'Aosta. Indicativamente sono rimaste coinvolte nel crollo una trentina di vetture, oltre a tre mezzi pesanti: il tratto autostradale è, ovviamente, bloccato.

Si ipotizza il cedimento strutturale del viadotto. A causare il probabile "cedimento strutturale" del viadotto, che collega Genova al Ponente, attraversando la Val Polcevera, alto 45 metri, con i tre piloni in cemento armato che arrivano a novanta metri, potrebbe essere stato il violento temporale che ha colpito Genova nella mattinata: c'è chi ha raccontato di aver visto un fulmine "colpire" il ponte. Il "viadotto Morandi", chiamato anche "Ponte delle Condotte" dal nome della società che lo costruì tra 1963 e il 1967, ma anche "Ponte di Brooklyn" a causa della forma che richiamerebbe il ponte americano, ha una lunghezza di 1.182 metri e venne edificato con una struttura mista in cemento armato precompresso per l'impalcato (da lì la denominazione "Morandi", dal nome del progettista Riccardo Morandi, che ideò il sistema di precompressione) ed in cemento armato ordinario per le torri e le pile.
Alla fine degli anni '80 il viadotto era stato interessato da imponenti lavori di manutenzione straordinaria, tra cui la sostituzione dei cavi di sospensione con nuovi cavi, affiancati agli stralli originari. In questi giorni, come comunicato da "Autostrade per l'Italia", la società concessionaria del tratto, sul viadotto erano in corso altri lavori di consolidamento della soletta ed era stato installato un "carro-ponte" per consentire lo svolgimento delle attività di manutenzione: "le cause del crollo saranno oggetto di approfondita analisi non appena sarà possibile accedere in sicurezza ai luoghi - ha precisato il concessionario della "A10", che fa capo alla famiglia Benetton, che in Valle d'Aosta controlla, con la società "Rav", il tratto di "A5" tra Aosta e Courmayeur - in relazione alle polemiche sugli investimenti in materia di sicurezza precisiamo che negli ultimi cinque anni, dal 2012 al 2017, gli investimenti della società in sicurezza, manutenzione e potenziamento della rete sono stati superiori ad un miliardo di euro l’anno. Ciò ha contribuito in maniera sostanziale all'innalzamento sulla rete di "Autostrade per l’Italia" del livello di sicurezza, misurabile attraverso l'abbattimento dei tassi di mortalità e di incidentalità, che è stato portato a livello di eccellenza in Europa".

«Esempio di fallimento dell'ingegneria». Nel maggio 2016, l'ingegnere Antonio Brencich, professore associato di "Costruzioni in cemento armato" all'Università di Genova, aveva evidenziato, il fatto che il viadotto fosse «l'esempio del fallimento dell'ingegneria».
«La struttura ha presentato fin da subito diversi aspetti problematici, oltre l'aumento dei costi di costruzione preventivati - aveva spiegato - negli anni '90 il ponte aveva subito una quantità di lavori enorme, gli stralli erano stati affiancati da altri cavi d'acciaio. Non è un campanello d'allarme, ma indice di una corrosione molto più veloce ed hanno dovuto integrare la struttura originaria per impedire che insorgessero condizioni di pericolo. Però, quando parliamo di un ponte, se dopo trent'anni si devono sostituire gli elementi strutturali significa che è un ponte sbagliato. Un ponte deve durare settanta, ottant'anni senza manutenzione di questo tipo. Dopo trent'anni ha dovuto essere rifatto in maniera imponente e dovrà essere sostituito. Ci sarà un momento in cui i costi di manutenzione supereranno i costi di ricostruzione del ponte: a quel punto sarà giunto il momento di ricostruirlo. Per quanto ne so, a fine anni '90 i lavori hanno avuto un costo pari all'ottanta per cento delle spese di ricostruzione».
«Non si è trattato di una fatalità - ha sottlineato Francesco Cozzi, procuratore capo a Genova, che ha aperto un'indagine per disastro ed omicidio plurimo colposo ed attentato alla sicurezza dei trasporti - è stato un errore umano, ma mi farò delle idee solo sulla base dei dati che accerteremo, noi dobbiamo rispondere ad una sola domanda: "Perché è successo?" e faremo tutto quello che è necessario».

Il cordoglio della politica valdostana. Dalla Valle d'Aosta, i primi ad esprimere pubblicamente il cordoglio, sono stati i consiglieri regionale del gruppo del "Movimento Cinque Stelle" che, neanche dopo tre ore dal crollo, alle ore 14.33, in una nota, "esprimono il loro più profondo cordoglio e la loro solidarietà alle famiglie, agli amici e ai colleghi delle vittime del disastro".
Venti minuti dopo, alle ore 14.55, è arrivato il comunicato di tutto il Consiglio Valle: «porgendo le nostre condoglianze ai familiari di chi ha perso la vita - ha dichiarato il presidente Antonio Fosson - rappresentiamo la nostra solidarietà ai feriti e la nostra vicinanza a tutti coloro che sono stati coinvolti da questo tragico crollo che ha duramente colpito non solo la città di Genova, ma l'intera Nazione».
Nel pomeriggio poi, alle ore 15.36, tocca al sindaco di Aosta, Fulvio Centoz, che «a nome dell'Amministrazione comunale, e a titolo personale - si legge nel comunicato stampa - esprime cordoglio per il disastro di Genova, costato la vita a undici persone secondo le prime verifiche da parte dei soccorritori. Sono vicino al collega Marco Bucci, sindaco di Genova e presidente di "Anci Liguria", al quale manifesto la vicinanza e la solidarietà della nostra città per il drammatico fatto avvenuto, l'ultimo di una, purtroppo, lunga teoria di tragedie che negli ultimi decenni ha colpito il capoluogo ligure».
Infine, alle ore 16.54, arriva la nota della Presidenza della Regione, dove si informa che "il presidente della Regione autonoma Valle d'Aosta, Nicoletta Spelgatti, a nome suo personale e del Governo regionale, esprime profondo cordoglio a tutti i familiari delle vittime colpite dal crollo del ponte Morandi sull'autostrada "A10" a Genova".
"Con un telegramma inviato al presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti - continua la nota - il presidente Nicoletta Spelgatti ha inoltre voluto manifestare la propria vicinanza e quella dell'Esecutivo regionale all'intera comunità ligure".

ultimo aggiornamento: 
Sabato 18 Agosto '18, h.19.50

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