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In Consiglio Valle Antonio Fosson critica le notizie sul ghiacciaio di Planpincieux; «notizia accolta da alcuni giornali in maniera allarmistica e non oggettiva»

comunicato stampa
Antonio Fosson esce dal Municipio di Courmayeur dopo la riunione sul ghiacciaio di Planpincieux

Nella seduta del Consiglio Valle di mercoledì 2 ottobre, il presidente della Regione, Antonio Fosson, nelle sue comunicazioni, ha aggiornato l'Aula a proposito della situazione del ghiacciaio di Planpincieux. Innanzitutto, il presidente Fosson ha riferito: «il report di martedì 1° ottobre, evidenzia che nelle ultime 24 ore il movimento dei tre settori interessati risulta costante. Nella serata di lunedì 30 settembre, si è verificato un crollo di stimati circa cinquemila metri cubi, nella parte frontale del ghiacciaio. Nei prossimi giorni è comunque previsto un abbassamento delle temperature».

Fosson ha quindi ricostruito la vicenda: «già nei primi giorni della scorsa settimana è giunta una segnalazione di variazione e scivolamento del ghiacciaio alla "Fondazione Montagna Sicura", che ha correttamente trasmesso la comunicazione al dipartimento dell'Assessorato alle opere pubbliche. I tecnici, valutata la persistenza dei dati che dimostravano il movimento anomalo del ghiacciaio, hanno avvertito l'autorità comunale del rischio di un'imponente frana di ghiaccio. Il sindaco di Courmayeur ha quindi deciso di chiudere la strada della Val Ferret e di evacuare alcune case a rischio. E questo dimostra, ancora una volta, l'eccellenza del grande apparato di sicurezza della Valle d'Aosta».
«Purtroppo - ha proseguito Antonio Fosson - la notizia è stata accolta da alcuni giornali in maniera allarmistica e non oggettiva; non solo, la situazione è stata enfatizzata dalla dichiarazione del presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte all'Assemblea dell'ONU. Scoppiando l'allarme del collasso del ghiacciaio, è stato difficile riprendere in mano la situazione: d'altronde, fa più breccia la notizia di un'immane tragedia dovuta al cambiamento climatico rispetto al fatto che tutto sia sotto controllo».

«Sabato 28 settembre abbiamo riunito al Comune di Courmayeur tutti gli attori interessati, che hanno concordato sull'esigenza di una comunicazione univoca, corretta e precisa, mentre domenica ho avuto un'interlocuzione proficua col premier Conte, che verrà presto a Courmayeur per verificare di persona la situazione del ghiacciaio; non per tenere su il Monte Bianco, ma per rendersi conto di quanto la Valle d'Aosta sta facendo».
Il presidente della Regione ha infine osservato: «da questa negatività di informazione, esplosa indipendentemente da noi, si denota la positività di una Regione che fa molto per salvaguardare il suo ambiente e che studia i cambiamenti climatici. La Valle d'Aosta si propone come modello di studio e di attività, non solo da un punto di vista formale, ma anche operativo».

Stefano Ferrero ha dichiarato: «il presidente Fosson, in questa situazione di grave danno di immagine per la nostra regione conseguente ad un messaggio politico sbagliato, ha fatto il suo dovere. Suggerisco di spiegare al presidente Conte la differenza tra l'Assemblea dell'ONU e un bar. Auspico che Conte eviti un tardivo interessamento e rimanga a Roma: i soldi così risparmiati possono essere investiti nello studio delle criticità della glaciazione dell'arco alpino».
Il consigliere Stefano Aggravi ha evidenziato: «sempre di più la criticità non riguarda la parte operativa, quella della prevenzione e della gestione dell'emergenza, ma piuttosto l'aspetto della comunicazione, in un'epoca in cui i "social" semplificano e terrorizzano, veicolando in maniera incontrollata messaggi non corretti. Un plauso va a tutti gli attori regionali, per la loro professionalità e la loro capacità operativa. La Valle d'Aosta non è solo un laboratorio, è una regione turistica e non può essere penalizzata».
Per il consigliere Diego Lucianaz, «i ghiacciai scivolano, sarà sempre così. Va bene effettuare monitoraggi e sorvoli, ma cerchiamo anche soluzioni legislative per quanto attiene alle responsabilità. Ma la vera emergenza per la Valle d'Aosta è dettata soltanto dai ghiacciai?».

La consigliera Manuela Nasso ha sottolineato: «fa specie che alcune forze politiche che quotidianamente creano allarmismo su molte questioni, su questa del ghiacciaio abbiano un atteggiamento così prudente. Il fatto che un ghiacciaio stia scivolando a valle è grave e deve suscitare allarmismo. Per questo, non bisogna limitarsi ad un approccio esclusivamente tecnico ma anche ambientale, tenendo alta l'attenzione».
L'assessore alle opere pubbliche, Stefano Borrello ha sottolineato: «i ghiacciai sottostanno alle regole climatiche e subiscono variazioni che l'Amministrazione regionale monitora da più di vent'anni. Oggi stiamo gestendo un'emergenza che ha carattere comunale e che interessa una strada di grande interesse turistico come quella della Val Ferret. Ma si tratta pur sempre di un'evoluzione naturale, che va ovviamente monitorata di continuo. Il fatto di parlare di "laboratorio per i cambiamenti climatici" deve essere visto in maniera positiva, perché abbiamo la fortuna di avere 186 apparati glaciali e da secoli i valdostani vivono la montagna, non la spopolano. E' questo il messaggio che dobbiamo lanciare, soprattutto a chi non conosce né i valdostani né la montagna, la sinergia con la natura e l'adattamento dei popoli rispetto alle evoluzioni di carattere ambientale. In questo senso, la Valle d'Aosta è già un laboratorio naturale».