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In Consiglio Valle dibattito sull'ordine del giorno

comunicato stampa

Nella seduta mattutina del 24 luglio 2019, nell'ambito delle comunicazioni del Presidente dell'Assemblea, si è aperto un lungo dibattito sull'ordine del giorno del Consiglio, con particolare riguardo all'iscrizione di sei progetti di legge (assestamento, variazione al bilancio e disposizioni collegate, mobilità sostenibile, reclutamento dei segretari comunali).

Il Consigliere del Mouv' Roberto Cognetta ha aperto il dibattito osservando che «si deve prendere coscienza di un fatto: da quando è entrata in maggioranza Rete Civica vengono scaricati documenti che devono essere approvati nella più totale fretta, senza dare la possibilità di approfondimento e nel più totale sprezzo delle Commissioni. Oggi, abbiamo presentato 3.000 emendamenti ai cinque progetti di legge; si tratta di una modalità ostruzionistica con un obiettivo chiaro: far rispettare il Consiglio e tutti i Consiglieri, non solo una parte.» Ha quindi invitato la Presidente del Consiglio a far rispettare il funzionamento dell'Aula. Il Consigliere della Lega VdA Stefano Aggravi ha aggiunto: «È avvenuto nella scorsa assise che un provvedimento sia stato votato senza nessuna discussione in Commissione. Questa settimana il carico è aumentato con l'assestamento e la variazione di bilancio, la mobilità sostenibile, i Segretari comunali. Perché non si è lavorato tutti insieme per trovare una soluzione comune? Noi non crediamo che il bene della Valle d'Aosta si debba piegare ad un cronoprogramma. Se il Consiglio ha una dignità deve poter lavorare. Il Presidente Fosson voleva inaugurare un nuovo percorso che oggi ci pare più vecchio dell'ancien régime.»



Il Capogruppo di Lega VdA, Andrea Manfrin, ha parlato «di giornata importante per testare la nostra democrazia: se le regole vengono violate, non possiamo più considerarla tale. La maggioranza ha detto che si tratta di provvedimenti importanti e urgenti da approvare: la legge sulla mobilità sostenibile aveva iniziato il proprio percorso un anno fa, oggi è diventata una priorità perché il nuovo alleato di governo la impone. Rilevo con assoluta certezza un'allergia alla democrazia.» Il Consigliere Paolo Sammaritani (Lega VdA) si è associato a quanto detto dai Consiglieri del suo gruppo: «Il nuovo alleato di governo tiene in ostaggio la maggioranza: ha addirittura acquistato pagine pubblicitarie per dire che vuole fare lavorare il Consiglio. Rileviamo che lo fa a discapito del lavoro preparatorio in Commissione.» Il Consigliere Claudio Restano (GM), rivolgendosi all'Ufficio di Presidenza, ha invocato il rispetto dell'Aula e delle Commissioni: «Abbiamo trattato temi senza che questi siano stati debitamente analizzati in Commissione, senza avere la possibilità di audire le parti sociali. È un atteggiamento senza precedenti. Non sappiamo se sia dettato dal nuovo accordo di maggioranza, ma appare evidente che si è dimenticata la capacità di fare politica, licenziando leggi raffazzonate, con testi come quello sulla mobilità sostenibile che nascono già vecchi.»

Il Vicepresidente del Consiglio Luca Distort ha osservato: «Quando sono entrato in Consiglio, mi sono chiesto se ne fossi degno, poi ho pensato a Madre Teresa di Calcutta che diceva che "nella vita la differenza non sta nel fare cose straordinarie, ma nel fare straordinariamente bene le cose ordinarie". Ho cercato di fare bene, mettendo in atto sia contenuti che forma, perché la forma è sostanza. Per la seconda volta, da quando c'è Rete Civica ritrovo la negazione della forma e ci troviamo a discutere in Consiglio dei provvedimenti che, proprio per questo, possono essere definiti dei parti prematuri. È un metodo scorretto e non mi riconosco in questo modo di procedere. L'invito rivolto alla Presidente Rini implica coraggio e sono al suo fianco, in quanto componente dell'Ufficio di Presidenza, nell'affrontare questa richiesta di rispetto del funzionamento del Consiglio.» Per il Consigliere di Mouv' Elso Gerandin, «la legge sui segretari comunali è stato un passaggio mortificante: il Presidente Fosson ha detto che ci sarebbe stata una riflessione, con emendamenti anche del CPEL; invece, dopo essere stata per mesi nei cassetti, è stata scaricata in Consiglio senza nessun tipo di condivisione.» Rivolgendosi ai Consiglieri di Rete Civica, Gerandin ha affermato: «Essere complici di certi atteggiamenti è molto più grave se si hanno alle spalle battaglie di principio sul rispetto del Consiglio. Viene confermato che questa nuova maggioranza è frutto di una pura operazione di spartizione di poltrone. È con sommo rammarico che abbiamo presentato tutti questi emendamenti, ma è per far capire che il Consiglio deve essere rispettato.»

Per il Consigliere Nicoletta Spelgatti (Lega VdA), «la cosa più dolorosa è la mancanza di rispetto nei confronti dei valdostani: i Consiglieri di maggioranza hanno perso il senso delle cose, si sono dimenticati del perché sono stati eletti e del ruolo che sono stati chiamati a svolgere. State sostituendo una democrazia con una vera e propria dittatura, che non produce niente se non delle bandierine da piantare nel terreno per dimostrare che state facendo qualcosa, mentre non state affrontando nulla di serio. Il vero lavoro viene fatto nel silenzio, non con continui annunci pubblicitari e con sorrisi davanti ai flash dei giornalisti. È triste vedere la Valle d'Aosta ridotta a questo livello.» Il Consigliere della Lega VdA Roberto Luboz, ricordando che la settimana prossima sarà riunito il Conseil des Jeunes, ha auspicato che «le nuove generazioni possano dare un esempio migliore del lavoro, del dibattito e degli approfondimenti che devono essere fatti in Consiglio. Nel mio primo intervento che feci in Consiglio a giugno 2018, auspicai che le giornate potessero terminare con questa affermazione: "Dz'i deun mon coeur la douceur d'an dzournò bien acompliya" (ho nel cuore la dolcezza di una giornata compiuta positivamente). Oggi faccio una considerazione opposta: "Dz' i deun mon coeur lo tsagreun d'an dzournò mal patiya" (ho nel cuore il dolore di una giornata partita male), perché è venuto meno il rispetto e la considerazione delle Commissioni, dei Commissari e del dibattito al solo fine del rispetto di una reciproca intesa di sopravvivenza politica dell'attuale maggioranza sostenuta da Rete Civica.»

Il Capogruppo del M5S, Luciano Mossa, ha ricordato che nell'affrontare «il bilancio della Regione, a dicembre, c'era stata almeno una parvenza di rispetto della forma, perché pur avendo fatto un tour de force, avevamo almeno avuto l'opportunità di approfondire il provvedimento con una serie di audizioni in Commissione. Oggi, invece, ci è stato chiesto di votare al buio e sulla fiducia questi testi di legge. È una scelta antidemocratica, con testi calati dall'alto, e vista la situazione chiediamo che gli emendamenti siano distribuiti in forma digitale e non cartacea per consentire almeno un risparmio per l'Amministrazione.»
Per il Consigliere di Lega VdA Diego Lucianaz «oggi, l'urgenza è quella della criminalità organizzata, viste le notizie emerse in questi ultimi giorni. Perché il Consigliere Bertin, che aveva depositato una proposta di legge per l'istituzione di un Osservatorio sulla criminalità organizzata, l'ha completamente dimenticata? Se questo è il nuovo corso del Governo Fosson e se questa è la portata dei nuovi alleati, non ci siamo.»
La Consigliera di ADU-VdA Daria Pulz, nel condividere «le critiche espresse dai colleghi», ha richiamato l'attenzione sulle «notizie allarmanti di una Valle d'Aosta infiltrata dalla criminalità organizzata, che è umiliata nelle Istituzioni e in cui facciamo fatica a riconoscerci. Ci sono ipotesi di reati gravissimi che gettano nello sconcerto la popolazione valdostana: non ci vogliamo allontanare dai principi garantisti ma, in attesa degli esiti giudiziari di queste inquietanti vicende, vogliamo esprimere solidarietà nei confronti dei cittadini onesti che hanno il diritto di essere rappresentati da eletti che non hanno alcun tipo di connivenza con le infiltrazioni mafiose.»

La Consigliera di Rete Civica-Alliance Citoyenne Chiara Minelli ha risposto alle critiche mosse dai Consiglieri: «È in corso un attacco ovvio e prevedibile da parte di chi aveva l'unico obiettivo di sciogliere il Consiglio e andare a elezioni anticipate con una legge che non garantirebbe la stabilità governativa più volte invocata. È evidente che chi voleva sciogliere il Consiglio non accetti oggi che si lavori per il bene della comunità e che si approvino provvedimenti. Ho sentito parlare di parti prematuri e di decisioni al buio: sulla ferrovia e sulla mobilità sostenibile parlerei piuttosto di parto elefantiaco. In particolare sul programma strategico per la ferrovia, che doveva essere approvato a giugno 2017, ci sono state audizioni anche recenti durante le quali non ci sono state richieste di approfondimento, che poi invece sono state ritenute necessarie. Se il programma fosse stato scadente, sarebbe stato bocciato, invece, è passato con 24 voti a favore. Sulla mobilità sostenibile, l'attuale proposta discende da un disegno di legge di inizio Legislatura e da una nostra proposta di legge: avevamo chiesto tempo per esaminare più a fondo questo testo, ma ci è stata chiesta un'accelerazione per non perdere i contributi del 2019. Io credo che il lavoro svolto dal gruppo composto da componenti delle due Commissioni sia stato proficuo e abbia prodotto un testo che noi tutti auspicavamo. Sentire poi parlare di dittatura da un esponente della Lega di Salvini, che non rispetta né forma, né procedure, né alleati di governo, fa specie davvero.»

La Presidente del Consiglio Emily Rini ha sostenuto che «un tema così delicato come quello delle infiltrazioni mafiose non deve né banalizzato né strumentalizzato: se si hanno notizie di un certo tenore, si va nelle sedi competenti e si espongono i fatti che si conoscono. Non è compito di un Presidente del Consiglio entrare nel merito di fatti di cronaca ma ricordo che, quando queste notizie hanno toccato la nostra Istituzione, non ci siamo sottratti nell'affrontarle.» Replicando all'invito rivoltole, la Presidente ha detto: «In qualità di Presidente, sono garante del rispetto di tutti i Consiglieri, ma anche del buon funzionamento del Consiglio: pur non essendo stato violato il dettato regolamentare, non posso non sottolineare come questa pagina non sia stata positiva. L'Ufficio di Presidenza è unito nel difendere le prerogative e il rispetto degli organi consiliari e chiedo una riunione informale dei Capigruppo, al fine di trovare una mediazione tra le diverse posizioni, chiedendo di anteporre il ruolo che siamo chiamati a svolgere alle singole posizioni politiche.»

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