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In Consiglio Valle discussa un'interpellanza sui beni confiscati alla criminalità organizzata

comunicato stampa

Con un'interpellanza illustrata nella seduta del Consiglio regionale del 25 luglio 2019, il Movimento 5 Stelle ha voluto affrontare il tema della destinazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata in Valle d'Aosta. La Consigliera Manuela Nasso, illustrando il tema, ha affermato: «In Valle d'Aosta i beni confiscati alla criminalità organizzata sono 31. Riutilizzarli è importante, non solo per il loro valore economico ma anche per una questione morale: come vediamo anche dall'attualità, la criminalità organizzata ha agito e agisce anche nella nostra regione, e questo tema non deve essere un "tabù". Vogliamo quindi conoscere lo stato e l'uso di questo patrimonio, chiedendo anche quali siano i criteri per la sua restituzione alla collettività. Occorre che questi dati siano diffusi verso la popolazione, per trasformare questi ex-presidi di malaffare in occasioni di riscatto civile e sociale.»

Il Presidente della Regione, Antonio Fosson, nella risposta ha dichiarato che «questa è una normativa importante: forse non si ha abbastanza la sensazione che lo Stato proceda in questa direzione, anche perché la gestione passa attraverso l'Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC). Gli unici beni già assegnati dall'Agenzia sono quelli siti a Challand-Saint-Victor, 2 terreni e 5 fabbricati, che sono stati devoluti al patrimonio indisponibile del Comune per scopi sociali: attualmente sono in fase di ristrutturazione, alla quale seguirà l'assegnazione da parte del Comune. Gli altri sono 4 terreni agricoli, 2 appartamenti e 3 autorimesse nel comune di Quart, 2 magazzini siti nel comune di Aosta e 1 autorimessa nel comune di Charvensod, oltre a 2 appartamenti a Quart confiscati solo per la quota di 1/7, quindi non presi in gestione. Sono inoltre presenti 1 appartamento e 3 autorimesse a Valtournenche e 1 appartamento, 1 autorimessa e 2 cantine a Courmayeur: su questi beni non abbiamo però ricevuto comunicazioni dall'ANBSC. Non è stato poi possibile reperire notizie su un terreno a Gaby e un'azienda del settore costruzioni. I criteri dell'assegnazione, agli Enti locali o ad attività statali, sono stabiliti dall'Agenzia. Sulla diffusione di questi dati, invece, l'onere della comunicazione è in carico ai gestori: sensibilizzeremo però i Comuni perché diano visibilità a queste operazioni.»



In sede di replica, la Consigliera Manuela Nasso ha affermato: «Capisco la complessità dell'iter, ma sarebbe necessario avere dati più aggiornati rispetto a quelli presentati. Rispetto ai criteri per uno dei beni assegnati, destinato a un'attività ludico-sportiva, forse si sarebbe potuto individuare un taglio più legato al sociale. Forse sarebbe stato opportuno organizzare dei momenti di forte pubblicità, pur con la complessità della realizzazione di eventi pubblici, perché quando vince la legalità sulla mafia è un momento importante e dobbiamo farlo sapere a tutti i Valdostani. I fatti di questo periodo ci spingono più che mai a essere attenti a questo tipo di dinamiche, per rendere evidente come questi beni vengano restituiti alla collettività.

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