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In Consiglio Valle sei ore di discussioni inconcludenti sulle dimissioni di Claudio Restano dell'Ufficio di Presidenza: il nuovo segretario è Jean-Claude Daudry

redazione 12vda.it
Claudio Restano in Consiglio Valle

Jean-Claude Daudry, 47 anni, ex capogruppo dell'Union Valdôtaine Progressiste, eletto nel 2018 con 857 voti, già vice sindaco di Châtillon ed ex segretario particolare degli attuali assessori regionali Laurent Viérin e Luigi Bertschy, è il nuovo segretario del Consiglio Valle.
Daudry ha raccolto diciotto voti, uno in meno della "nuova" maggioranza regionale formata dai sette consiglieri di "Alliance Valdôtaine" (Alpe ed Union Valdôtaine Progressiste), i sei dell'Union Valdôtaine, i due della Stella Alpina, i due presidenti del Consiglio Valle e della Regione del neonato gruppo "Pour notre Vallée - Area Civica - Front Valdôtain" ed i due di "Rete Civica - Alliance Citoyenne": sono stati infatti sette le schede bianche, altrettante le "nulle" e tre i voti andati al dimissionario Claudio Restano, annunciati dai consiglieri di Mouv'.

«Ho fatto un doppio salto all'indietro». Daudry incasserà, grazie al nuovo incarico, altri 859 euro, che si vanno ad aggiungere ai 5.185 euro di indennità di carica ed ai 2.686 euro di "diaria" per 8.730 euro lordi totali: la sua elezione è avvenuta nel pomeriggio di mercoledì 12 giugno, dopo oltre sei ore di discussione, in seguito alle dimissioni dell'incarico da parte di Restano, che lo scorso martedì 4 aveva esplicitato ufficialmente, con una lettera inviata alla presidente del Consiglio Valle Emily Rini, la scelta di lasciare l'ufficio di Presidenza, conseguenza dellla sua uscita dalla maggioranza e da "Pour Notre Vallée".
«E' stato un atto dovuto e doveroso - ha dichiarato Restano in aula - non sono legato alle poltrone, ho fatto un doppio salto all'indietro prima assessore, poi segretario ed ora consigliere».



«In Giunta per espressa rinuncia del presidente Fosson». «E' stata una scelta difficilissima e triste, come ha anche detto il presidente "Tonino", pardon Fosson - ha continuato l'ex segretario del Consiglio Valle, ora unico membro del "Gruppo mistro" ripercorrendo gli ultimi anni di attività in Consiglio Valle, dove era entrato nel 2013, quando era sindaco di Valpelline, con 1.597 voti, nella lista dell'Union Valdôtaine, lasciata nell'ottobre 2016, insieme allo stesso Fosson - anche quello era stato un passo difficilissimo quello fatto insieme al presidente Fosson, ci diedero dei traditori, proprio come mi hanno chiamato adesso, anche da parte di gente che adesso è sottobraccio con lei, presidente, i concorrenti di oggi possono essere gli alleati di domani».
Nel marzo 2017, con l'avvio del Governo presieduto da Pierluigi Marquis, per Restano si erano aperte le porte della Giunta, con l'incarico di assessore al turismo, sport, commercio e trasporti durato sei mesi, tolto e poi restituito ad Aurelio Marguerettaz: «ad onor del vero ho fatto parte delle Giunte regionali per espressa rinuncia del presidente Fosson - ha quindi precisato - la prima volta perché che l'asse tra UVP e Stella Alpina l'aveva scalzato, all'ultimo momento, dalla posizione di presidente della Regione, e la seconda volta nel Governo Spelgatti, perché il presidente non voleva far parte della Giunta ed ha ricoperto il ruolo di presidente del Consiglio Valle. Fare l'assessore non era una mia ambizione, per scelte familiari, però l'ho fatto con grande piacere, dedizione ed impegno».

«Se sono un traditore allora sono in buona compagnia». Restano, confermato alle elezioni regionali del 2018 con 1.041 voti, era ritornato alla guida dell'Assessorato al turismo per altri sei mesi, per lasciarlo, nel momento in cui "Pour Notre Vallée" aveva tolto il supporto all'Esecutivo di Nicoletta Spelgatti, (che ne ha rimarcato la lealtà). nella nuova riorganizzazione a Laurent Viérin ed a Luigi Bertschy, ottenendo, nel dicembre scorso, con la successiva maggioranza, l'incarico di segretario del Consiglio Valle: «se il mio è un tradimento, sono in buona compagnia - ha proseguito - in questi ultimi anni, per creare maggioranze ho visto diversi passaggi, ma sono passaggi sempre leciti, per cui non mi ritengo un traditore politico, perché, molto semplicemente, le strade si sono divise e le idee non collimano più, in primis perché "Pour Notre Vallée" non ha mai stipulato un accordo politico con questa maggioranza». all'amico Fosson, a cui ho detto tante cose, alcune delle quali non sono state apprezzate ma l'amicizia rimane».

«Buon lavoro a Fosson, la nostra amicizia rimane». Dopo le sei ore di discussione, in cui non hanno parlato solo cinque consiglieri su trentacinque (gli assessori regionali Renzo Testolin, Mauro Baccega, Luigi Bertschy e Stefano Borrello ed i consiglieri Stefano Ferrero e Flavio Peinetti), nell'ormai consueto dibattito denso di "fatti personali", sfottò politici e proclami elettorali, che non riuscirebbero ad interessare neppure la platea del "Grande Fratello", che ha recentemente raccolto l'interesse pubblico anche del ministro dell'Interno e vice premier Matteo Salvini che gli ha dedicato un "tweet" chiedendo «come si può stare senza tutti questi mesi», Claudio Restano ha voluto ribadire l'augurio di "buon lavoro" «all'amico Fosson, a cui ho detto tante cose, alcune delle quali non sono state apprezzate, ma l'amicizia rimane».

«Delusione non soltanto politica, ma proseguiamo il nostro cammino». «Ci sono situazioni difficili da accettare - gli ha risposto il presidente della Regione - come il fatto che una persona che mi definisce "amico" organizza una conferenza stampa senza nemmeno contattarmi, ma può succedere, e la delusione non è soltanto politica. Vedi Claudio, la gente capisce solo che in quest'Aula non siamo capaci di andare d'accordo e dare stabilità a questa Valle d'Aosta e potrei dire tante altre cose ma non le dico. Il diciassette non è un brutto numero, se si tratta di una compagine compatta, che condivide i problemi e le diversità di approccio. Iniziamo questo nuovo percorso con molta umiltà, consci della situazione molto critica. Non mi fanno paura le dimissioni, ne ho date molte, anche senza mai fare un commento, siamo qui per servire i valdostani e, con senso di responsabilità, proseguiremo il nostro cammino di governo di scopo con persone con cui non avevamo chiuso il dialogo. Ci proviamo, il nostro è sempre un "governo di scopo" con emergenze che in questo periodo sono aumentate, e non per causa nostra. Abbiamo l'onestà di poterci dire di non poter più stare insieme in questo Consiglio di 35 persone, ma anche di trovare diciotto persone che vogliono condividere un programma».

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