Gabriele Accornero e Gerardo Cuomo agli arresti domiciliari per "corruzione continuata". Indagate altre sette persone tra cui Augusto Rollandin

Elena Meynet
Il Tenente Colonnello Maurizio Pinardi ed il sostituto procuratore Luca Ceccanti

Gabriele Accornero, 48 anni, di Aosta, dirigente di "Finaosta", ex consigliere delegato della "Associazione Forte di Bard" e Gerardo Cuomo, 54 anni, residente a Saint-Christophe, presidente del Consiglio di amministrazione del "Caseificio valdostano" di Pollein, sono stati costretti agli arresti domiciliari nella mattinata di mercoledì 8 novembre "in quanto ritenuti responsabili di corruzione continuata per plurimi atti contrari ai doveri d'ufficio e di concorso in turbata libertà degli incanti continuata aggravata", come spiegano i Carabinieri del Nucleo investigativo del Gruppo di Aosta, che hanno eseguito la misura cautelare emessa da Davide Paladino, Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Aosta.
Nell'inchiesta risultano coinvolte altre persone tra pubblici amministratori e professionisti, tra cui l'ex presidente della Regione e della "Associazione Forte di Bard", Augusto Rollandin. Gli altri indagati sono Davide Bochet, 49 anni, idraulico di Saint-Pierre, Salvatore D'Anello, 44 anni, artigiano edile di Quart, Simone D'Anello, 30 anni, geometra di Aosta, consigliere del CdA della società partecipata regionale "Vallée d'Aoste structure", Matteo Fratini, 44 anni, consulente del lavoro di Aosta, presidente della società partecipata "Projet Formation", Patrick Menta, 41 anni, artigiano edile di Villeneuve, e Salvatore Timpano, 60 anni, artigiano edile di Quart.

«Inchiesta autonoma, è partita da intercettazioni telefoniche». «La vicenda non è legata né all'inchiesta che ha coinvolto l'ex procuratore capo Pasquale Longarini - ha spiegato il sostituto procuratore Luca Ceccanti che ha coordinato le indagini, svolte dai Carabinieri del Gruppo di Aosta - né al ritrovamento dei 25mila euro nell'ufficio del presidente della Regione, ma è partita da intercettazioni telefoniche nell'ambito di altre indagini». A fronte della richiesta di detenzione cautelare richiesta dalla procura, il Gip ha ritenuto idonei i domiciliari, per il pericolo di reiterazione dei reati commessi e di alterazione del materiale probatorio: «le due ordinanze di arresto domiciliare a carico di Gabriele Accornero e Gerardo Cuomo, rispettivamente consigliere delegato del Forte di Bard e titolare del "Caseificio valdostano" sono state eseguite nelle prime ore della mattina ha continuato Ceccanti - i reati sono di turbativa d'asta continuata e di corruzione continuata. Essenzialmente noi riteniamo che si sia trattato, nel corso degli anni, di ripetuta strumentalizzazione del proprio ufficio da parte di Accornero, di un ripetuto mercimonio delle proprie prerogative a vantaggio di tutta una serie di soggetti amici, per così dire, ma in primo luogo di Gerardo Cuomo. Sono contestati una serie di fatti corruttivi nel corso degli anni ed una serie di turbative d'asta che sono legate essenzialmente a forniture di prodotti alimentari ma anche altro, e questo non riguarda Cuomo, ma altri soggetti, a lavori che sono stati eseguiti nel corso degli anni presso il Forte di Bard».

Indagini sulle forniture per il "4K" ed il trasferimento della "Deval".;«Per richiamare alcuni episodi significativi di un tessuto corruttivo che per noi è particolarmente significativo - ha poi esemplificato il sostituto procuratore di Aosta - credo si debba segnalare in ultimo luogo la turbativa d'asta che ha riguardato la fornitura del trail "4K" nel 2016. La contestazione è di aver pilotato la gara a favore di Gerardo Cuomo. I due arrestati sono quindi indagati per turbativa d'asta e corruzione, perché ci sarebbe stata una volontà di affidare la fornitura a Cuomo da parte di Accornero, portata compimento essenzialmente prima con un accordo informale con quello che avrebbe dovuto essere uno dei partecipanti alla gara, che, di fatto, sapeva già quali sarebbero stati tutti gli estremi della gara. E successivamente con la predisposizione di un bando in tempi strettissimi, dato che l'accordo alla base era quello di affidare le forniture a Cuomo. Quello è stato l'escamotage per impedire altre partecipazioni. Tutto questo per un importo di poco meno di 70mila euro. L'altro episodio che credo vada citato, dal momento che le indagini sono state lunghe e molto complesse, è relativo al trasferimento della "Deval" (la società partecipata regionale, che fa parte del "Gruppo Cva" e che si occupa di distribuzione di energia elettrica, n.d.r.) dai locali di "Autoporto SpA". Anche in questo caso la contestazione è quella di corruzione, perché Accornero avrebbe reiteratamente operato prima per determinare lo spostamento di "Deval" dai locali di "Autoporto SpA" in altro luogo, e successivamente, insieme ad altri, per garantire un risparmio significativo sul contratto di affitto tra "Autoporto SpA" e Gerardo Cuomo. La vicenda "Autoporto - Deval" parte nel 2013, in una prima fase con il trasferimento dell'azienda Cuomo e poi inizia la seconda parte con la rinegoziazione dei termini del contratto di affitto, con la conclusione nel 2016. Questo anche attraverso una consulenza, che noi riteniamo compiacente, di un professionista di fuori Valle estremamente legato a Gerardo Cuomo».

Lavori nella casa privata in cambio dei favori. In cambio, ha evidenziato l'inquirente, «Accornero avrebbe ricevuto una serie di favori piccoli e grandi, in particolare sarebbe stato retribuito con lavori fatti presso la sua abitazione di Porossan, eseguiti da artigiani e pagati sostanzialmente da Gerardo Cuomo. In un caso, si è ricorsi all'escamotage, per coprire gli estremi di un pagamento che ha natura corruttiva, all'emissione di una fattura fasulla da parte del "Caseificio valdostano" per far figurare che erano stati eseguiti a favore dell'impresa invece effettivamente eseguiti invece presso l'abitazione di Accornero». Si trattava di progettazione e di ristrutturazione, per una contestata corruzione di oltre duemila euro a Cuomo, mentre per altri artigiani gli importi salgono a 50mila euro e ad altri importi dell'ordine delle decine di migliaia di euro: «una delle circostanze di inquinamento probatorio è la falsificazione di alcune fatture per lavori presso l'abitazione di Accornero - ha aggiunto Ceccanti - risalenti a fine febbraio 2017 ma che in realtà, da accertamenti sui computer, sono state predisposte in via informatica successivamente al 30 gennaio, precisamente il 26 ed il 28 febbraio, data dell'avvio dell'indagine a Milano su Cuomo. Probatorio perché successivo all'indagine su Cuomo».

Nell'inchiesta sono finiti anche dei lavori al Forte di Bard. «Ci sono poi tutta una serie di episodi che non riguardano Cuomo ma riguardano Accornero - ha proseguito il sostituto procuratore - e che sono relativi essenzialmente ai lavori più significativi commissionati dal Forte di Bard. Si tratta del rifacimento dell'impianto idraulico dell'Opera Ferdinando e del rifacimento della scala di accesso al "Museo delle Alpi". Gli importi sono rispettivamente di circa 80mila euro e di circa 40mila euro. Anche in questo caso Accornero ha sostanzialmente affidato i lavori ad imprenditori amici, anche attraverso la presentazione di preventivi fasulli, che sono stati forniti dagli stessi imprenditori a cui sono poi stati affidati i lavori, ricevendo, secondo la contestazione che è stata fatta, in cambio delle utilità che riguardano sempre lavori eseguiti presso la sua abitazione di Porossan. Questo è a grandi linee il quadro che riteniamo gravemente indiziario che ha portato all'emissione dell'ordinanza di applicazione degli arresti domiciliari».

«La vicenda dell'ex marito della Rini merita un approfondimento». Nell'indagine rientra anche la vicenda che ha recentemente coinvolto Emily Rini, assessore regionale all'istruzione e cultura: «confermo che l'assessore Rini non è indagata - ha precisato Ceccanti - è stata sentita tempo fa in Procura, è una vicenda i cui cordoni devono essere ancora delineati, sicuramente l'intervento di Cuomo e l'offerta che ha fatto di un contratto di lavoro all'ex marito dell'assessore Rini sono circostanze meritevoli di successivo approfondimento». Augusto Rollandin, in procinto di diventare presidente del Consiglio Valle, che è arrivato in Aula, nella giornata di mercoledì 8 novembre, intorno alle ore 11.30, è invece indagato per «concorso in corruzione per la vicenda dell'Autoporto - ha concluso Luca Ceccanti - la perquisizione è stata effettuata nella sua casa di Aosta e negli uffici di sua disponibilità (quindi al primo piano dello stabile dove sono localizzati gli uffici dei gruppi del Consiglio Valle, n.d.r.). E' ststo prelevato materiale cartaceo e materiale informatico, solo nei luoghi in disponibilità attuale delle persone indagate».

La precisazione di Matteo Fratini. «Sono indagato in procedimento connesso e non nel procedimento di cui ai quotidiani fatti di cronaca - ha fatto sapere il consulente Matteo Fratini - ciò significa, nel concreto, che non mi vengano contestati reati di corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio, turbata libertà degli incanti aggravata in concorso, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente in concorso e peculato. A questo proposito specifico che mi viene contestato esclusivamente il reato (articolo 371 bis c.p.) ovvero il "false informazioni al pubblico ministero". Credendo fermamente nell’operato della giustizia sono certo di poter dimostrare nelle sedi opportune la correttezza del mio operato e la veridicità delle mie affermazioni rese al pubblico ministero».

L'inchiesta che coinvolge Gabriele Accornero e Gerardo Cuomo da 12vda su Vimeo.

Ultimo aggiornamento: 
Venerdì 10 Novembre '17, h.21.10

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