Una pena di tre anni per Ego Perron per la questione del cambio sede della "Bcc valdostana" a Fénis. Un anno anche per Marco Linty e Martino Cossard

redazione 12vda.it
Ego Perron

Ego Perron, 50 anni, di Fénis, assessore regionale al bilancio, finanze e partecipate, è stato condannato, nella mattinata di venerdì 10 novembre, dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Aosta, Davide Paladino, ad una pena di tre anni per il reato di "induzione indebita a dare o promettere utilità". Insieme a lui, nell'udienza a porte chiuse con rito abbreviato, sono stati condannati, entrambi ad una pena di un anno, anche Marco Linty, presidente della "Banca di credito cooperativo valdostana" ed il suo predecessore Martino Cossard.

La proposta di trasferimento della sede di Fénis della "Bcc valdostana". La questione riguarda l'ipotesi di spostamento, nel 2014, dell'agenzia di Fénis della "Bcc valdostana", dallo stabile di proprietà che occupa in località Chez Sapin a quello in affitto in frazione Chez Machet, che aveva ospitato il ristorante "Lo Bistrot", che è di proprietà di Perron, per una spesa mensile di 2.250 euro. Gli inquirenti avevano evidenziato il fatto che l'assessore regionale aveva fatto pressioni sia verso Martino Cossard che verso Marco Linty per far spostare la filiale, nonostante il parere contrario dei soci, e, parallelamente, aveva contribuito alla rielezione di Linty, nell'aprile 2015, nel Consiglio di amministrazione della "Bcc valdostana".
Il comportamento di Ego Perron è stato fatto rientrare nel reato penale previsto dall'articolo 319 quater dalla legge numero 69 del 2015 (la cosiddetta "anticorruzione") per "induzione indebita a dare o promettere utilità", che punisce sia il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio "che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, induce taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o a un terzo, denaro o altra utilità".

Ego Perron, in politica da vent'anni, si dimetterà da assessore. Perron, dipendente regionale, già consigliere regionale dal 1998 al 2008 dove è stato, per quasi sei anni, presidente del Consiglio Valle, ha ricoperto anche il ruolo di presidente dell'Union Valdôtaine, per essere poi rieletto nel 2013 con 1.754 voti: nominato per la prima volta assessore al bilancio nel giugno 2014, al posto di Mauro Baccega, quando la maggioranza aveva accolto il Partito Democratico, aveva lasciato l'Esecutivo regionale lo scorso 10 marzo in seguito al cambio di Governo, tornando nel ruolo di capogruppo dell'UV, incarico che ha deciso di manenere anche dopo la nuova elezione in Giunta, lo scorso 13 ottobre.
All'uscita dal Tribunale Perron ha annunciato che lascerà il ruolo all'interno della Giunta regionale guidata da Laurent Viérin: «è una sentenza per me molto dura che considero profondamente ingiusta - ha commentato - perché nei miei locali la banca non è mai entrata, quindi io ritengo di aver sempre agito nel rispetto della legge e non violando mai le mie funzioni da assessore. La sentenza però è diversa, dovremo conoscere a fondo le motivazioni, che sono molto curioso di leggere. Le sentenze però si applicano e quindi, da questo punto di vista, le conseguenze saranno di un certo tipo, anche sotto il profilo politico, mi dimetterò da assessore, cercherò il presidente Viérin e chiederò alla mia maggioranza una riunione urgente per capire anche sulla tempistica, le cose migliori da fare».

Per Perron scatta la sospensione dal Consiglio Valle: verrà sostituito da Davide Perrin. Con la condanna di primo grado per Perron scatta la sospensione dal Consiglio Valle, in base alla legge Severino, così come è avvenuto per i colleghi Raimondo Donzel, Carmela Fontana, Marco Viérin e Leonardo La Torre. A subentrargli sarà Davide Perrin, ex assessore comunale di Torgnon, che alle elezioni regionali aveva raccolto 1.384 voti ed era stato indagato e poi assolto "perchè il fatto non sussiste" in un'indagine su un presunto voto di scambio: «avevamo immaginato una certa evoluzione di questa vicenda - ha ribadito Ego Perron - ricordo che gran parte delle intercettazioni erano state stralciate, quindi inutilizzabili, e maggiormente questa sentenza mi coglie impreparato e mi sorprende, la giustizia fa il suo corso, di questo bisogna tener conto e con i miei legali valuteremo il da farsi. Sono profondamente amareggiato, per sono stati tre anni di calvario mediatico che si concludono in un certo modo che non mi aspettavo. Credo che in questi anni su di me la giustizia si sia accanita, non faccio vittimismo ma credo che sia veramente esegerato, io sono sempre stato una persona onesta, posso aver fatto degli errori, francamente mi pare di aver incorso in questi anni in un eccessivo accanimento giudiziario, certo è che opererò per far valere fino alla fine le mie ragioni».

Mozioni di sfiducia dall'opposizione per Ego Perron ed Emily Rini. "Si sono vantati di aver riportato le lancette al 10 marzo: in realtà hanno ostacolato il cambiamento e restaurato un sistema che oggi conferma il suo livello di degrado politico e morale - dichiarano in una nota i consiglieri regionale di Alpe, "Area Civica - Stella Alpina - Pour notre Vallée" e del gruppo Misto, che hanno presentato due mozioni di sfiducia, una nei confronti di Perron e l'altra verso Emily RIni, coinvolta nell'inchiesta sulla corruzione tra Gabriele Accornero e Gerardo Cuomo  - occorre adesso una reazione pronta e decisa, a cui è chiamata tutta la Valle d'Aosta".


(si ringrazia per la gentile collaborazione Laura Agostino e bobine.tv)

Ultimo aggiornamento: 
Venerdì 10 Novembre '17, h.16.25

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