Il presidente di "Finaosta" indagato per il suo stipendio, che non può superare i 25mila euro. Coinvolto anche Rollandin

redazione 12vda.it
Augusto Rollandin e Massimo Lévêque

Gli ottantamila euro di compenso annuale di Massimo Lévêque, presidente della "Finaosta" dall'agosto 2015, sono oggetto di un'indagine per "turbativa di procedimento amministrativo" riavviata dalla Procura di Aosta dopo che era stata archiviata.
Nella giornata di martedì 2 maggio i Carabinieri hanno svolto alcune perquisizioni ed acquisito della documentazione dagli uffici della finanziaria regionale, proprio di fronte a Palazzo di giustizia: l'inchiesta nasce dal fatto che, secondo quando disposto dal decreto Renzi-Madia sulla pubblica Amministrazione, Lévêque, che è succeduto a Giuseppe Cilea, attuale direttore (con uno stipendio lordo annuale da quasi 280mila euro, con una retribuzione variabile di 15mila euro), non poteva ricevere un compenso superiore a 25mila euro, pari all'ottanta per cento di quello del suo predecessore, che per il ruolo di presidente incassava altri trentamila euro.

L'indagine coinvolge anche Augusto Rollandin, ex presidente della Regione, al quale sarebbe contestato il reato di "turbata libertà del procedimento di scelta del contraente", in quanto sarebbe emerso che a Lévêque sia stato promesso un compenso da centomila euro, nonostante le limitazioni di legge, situazione che avrebbe penalizzato altri possibili candidati, non a conoscenza dell'accordo. Per questo motivo gli inquirenti stanno controllando i benefit, i rimborsi spese e le consulenze di Lévêque per capire se sia stata effettivamente attuata la promessa.
Nel pomeriggio del 2 maggio, Cilea non ha quindi avallato la nomina di Lévêque, annunciata lo scorso venerdì 28 aprile, dal presidente della Regione, Pierluigi Marquis, alla guida della "Cva", al posto dei dimissionario Riccardo Trisoldi in attesa di «valutare quanto è avvenuto».

Ultimo aggiornamento: 
Martedì 2 Maggio '17, h.19.40

Commenti

Commento: 
I politici costano. I voti alle elezioni si pagano cash, ma chi garantisce il flusso dei voti e contribuisce al "fund raising", deve essere premiato con qualcosa di più, come un posto di lavoro. Per questo esistono centinaia di dirigenti regionali (generalmente incapaci di intendere e volere) e migliaia di dipendenti che bivaccano in Regione, nelle Partecipate, nei Casinò, nelle Fondazioni e nelle varie società create per alimentare la macchina che garantisce il potere (e milioni di euro) ai pochi che stanno al vertice di questa piramide.

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