Il procuratore capo Pasquale Longarini agli arresti domiciliari: indagato per "induzione indebita" e favoreggiamento

redazione 12vda.it

Un'inchiesta della Procura di Milano, condotta dagli agenti della Guardia di Finanza del capoluogo lombardo, ha costretto agli arresti domiciliari, nella giornata di lunedì 30 gennaio, Pasquale Longarini, 57 anni, procuratore della Repubblica ad Aosta, e l'imprenditore di origine campana Gerardo Cuomo, amministratore delegato del "Caseificio valdostano - All food services Srl" di Pollein, azienda che non produce formaggio ma vende e distribuisce generi alimentari a pizzerie, ristoranti, mense, ed alberghi che opera, oltre che in Valle d'Aosta, anche in Lombardia, Piemonte, Francia e Svizzera.
Le accuse nei confronti del magistrato sono quelle di favoreggiamento e di "induzione indebita a dare o promettere utilità" nei confronti di Cuomo: Longarini, che da ventiquattro anni lavora in Valle d'Aosta e viene considerato come "inflessibile", attualmente ricopriva il ruolo di procuratore capo ad Aosta, dopo che lo scorso 13 dicembre Marilinda Mineccia aveva lasciato l'incarico per trasferirsi a Novara, ed è tra i candidati a ricoprire la carica, ancora vacante, ora passata provvisoriamente a Luca Ceccanti.

Prima accusa: il favoreggiamento. L'inchiesta, svolta nel segreto più totale, è nata dalle intercettazioni che la "Direzione distrettuale antimafia" di Torino, nell'ambito di un'indagine sulle infiltrazioni della 'ndrangheta in Valle d'Aosta, ha svolto su Cuomo e sui suoi contatti con Giuseppe Nirta, pregiudicato per traffico di stupefacenti, trasferitosi in Spagna ma che ogni tanto torna in Valle d'Aosta: nelle telefonate era emersa l'amicizia di vecchia data tra l'imprenditore ed il magistrato e dopo qualche tempo i contatti tra lo stesso Cuomo e Nirta si sono interrotti. Secondo gli inquirenti Longarini avrebbe informato l'amico dell'indagine e delle intercettazioni e questo lo avrebbe "ricompensato" lo scorso settembre ospitandolo in un resort in Marocco, insieme ad un altro imprenditore, Claudio Personettaz, che si erano accollati i costi del soggiorno.

Seconda accusa: far acquistare 70mila euro di "Fontina". Oltre al favoreggiamento nei confronti di Cuomo, a Longarini viene contestato il fatto di aver chiesto a Sergio Barathier, socio dell'hotel "Royal & Golf" di Courmayeur, interessato da una doppia indagine per truffa ai danni dello Stato ed evasione fiscale per i negozi "F.B. Aurum" di Aosta e Courmayeur. Barathier, anch'esso indagato nell'inchiesta, ha dovuto acquistare, dal "Caseificio valdostano", una fornitura di circa centomila euro di generi alimentari, tra cui 70mila euro di "Fontina" per l'albergo, in cambio dell'archiviazione della causa penale con il pagamento di una sanzione amministrativa di 280mila euro, visto che era di competenza dello stesso magistrato. L'albergatore, che aveva definito la situazione «fuoco incrociato», aveva declinato l'offerta, ma dopo qualche tempo ha poi effettivamente risposto positivamente alla proposta del magistrato, firmando il contratto di fornitura con l'azienda di Cuomo: «ho ripreso in considerazione le proposte di cambiare fornitore e di affidarmi al "Caseificio valdostano" - ha dichiarato agli inquirenti - che avevo scartato per gli alti costi, perché mi sono state sollecitate da Longarini. E' naturale che se in quel modo potevo fare un favore al Pubblico ministero che mi aveva sotto indagine non mi sarei sottratto, come in effetti ho fatto».

"Longarini opera in modo disinvolto ed inopportuno". "E' più che concreto, oltre che attuale - recita l'ordinanza di custodia cautelare - il pericolo che, se lasciato libero, Longarini continui ad abusare della sua funzione di pubblico ufficiale commettendo reati contro la Pubblica amministrazione o contro l'Amministrazione della giustizia, in violazione dei doveri di imparzialità e correttezza su di lui incombenti. Le attività di intercettazioni delle utenze in uso a Longarini hanno poi consentito di verificare come lo stesso svolga le sue funzioni di Pubblico ministero presso la Procura di Aosta in modo che appare quantomeno disinvolto e inopportuno, dando suggerimenti ai suoi interlocutori, con in quali intrattiene rapporti confidenziali, su come comportarsi o che strategie processuali adottare nell'ambito di procedimenti penali iscritti presso quell'ufficio giudiziario ed assegnati allo stesso Longarini o ai suoi colleghi in un intreccio di rapporti che certamente dovrà essere approfondito dagli inquirenti".

«Vicenda penosa, Longarini è sereno». Oltre ai rapporti con Cuomo e Barathier, Longarini dovrà anche spiegare, durante l'interrogatorio di garanzia, che si terrà alla Procura di Milano venerdì 3 febbraio, anche le motivazioni del versamento, nei suoi confronti, di due bonifici per 45mila euro totali da parte dell'imprenditore Francesco Muscianesi, dal quale aveva acquistato l'appartamento nel centro di Aosta dove ora è agli arresti domiciliari: «riteniamo di poter spiegare tutti i risvolti di questa penosa vicenda - ha commentato l'avvocato Claudio Soro, difensore del magistrato - Longarini è sereno perché ha la coscienza tranquilla ma si può immaginare lo stato d'animo di un magistrato». Nello stesso modo anche Cuomo, che in una telefonata intercettata aveva dichiarato di essere un adepto della Massoneria, dovrà raccontare la sua versione della vicenda: il "Caseificio valdostano", che opera in Valle d'Aosta da vent'anni, è un'impresa in continua e costante crescita, tanto che, dal 2011, quando si è trasferita all'ex "Autoporto" di Pollein, lasciando i locali di regione Tzamberlet ad Aosta, ha raddoppiato il numero di dipendenti, passati da quaranta a novanta, acquisendo anche la "Società valdostana di ristorazione alberghiera", con un fatturato annuo di oltre venti milioni di euro.

Ultimo aggiornamento: 
Martedì 31 Gennaio '17, h.16.55

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