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Pensionato di Aosta condannato ad un anno di carcere per aver insultato due donne tunisine: dovrà pagare anche cento euro di danni morali

redazione 12vda.it
Giovanni Faggionato

Giovanni Faggionato, pensionato sessantenne di Aosta, fondatore dell'associazione "Aosta cristiana - Salviamo i cristiani", candidato alle elezioni regionali del 2013 con la lista "Leali", dove aveva raccolto otto voti, è stato condannato, martedì 18 marzo, dal giudice monocratico del Tribunale di Aosta, Marco Tornatore, ad una pena di un anno di carcere per il reato di stalking, aggravato dalla finalità della discriminazione razziale per aver pedinato ed insultato due donne tunisine rispettivamente di 43 e 44 anni, la prima madre di tre figli, la seconda con due bambini.
I fatti sono avvenuti nel mese di aprile 2012 e tra agosto e settembre del 2013, iniziati quando la donna più giovane abitava in un alloggio nel quartiere "Cogne" ma non riusciva a pagare l'affitto e si era successivamente trasferita a Saint-Marcel: la tunisina incontrava continuamente Faggionato, davanti casa, per strada, mentre faceva la spesa ed anche quando andava a prendere i figli a scuola, ed ogni volta veniva pesantemente insultata per le sue origini extracomunitarie, così come l'altra connazionale, con gesti e parolacce, anche davanti ai figli piccoli, una delle quali, terrorizzata dal pensionato, ha dovuto ricorrere, come ha ricordato il pubblico ministero Luca Ceccanti, a cure psicologiche.
Dopo la presentazione della querela per Faggionato è scattata una misura cautelare che gli ha vietato di avvicinarsi alle due donne: «tra le mie conoscenze non annovero assolutamente donne magrebine - aveva dichiarato lo stalker - ed in relazione alle accuse che mi vengono mosse dichiaro che si tratta di menzogne, falsità e calunnie destituite del più elementare e oggettivo riscontro».
L'altra donna tunisina tormentata dal pensionato non si è costituita in Tribunale ma ha testimoniato al processo, confermando la tesi della connazionale, che per l'accusa rappresentano "atti persecutori in un caso, e molestie nell'altro, solo su base razziale-religiosa".
Faggionato, che il 6 novembre 2012 aveva organizzato ad Aosta un incontro con la scrittrice Silvana De Mari intitolato "Convivenza delle religioni, perché siamo contrari alla costruzioni della moschea", progetto mai avviato nel capoluogo regionale da parte della "Lega islamica valdostana", era già stato condannato, con la sospensione condizionale, nel 2009, ad una pena di due mesi e 9 giorni di reclusione per ingiurie e lesioni personali: non essendo passati cinque anni dalla precedente sentenza, il giudice monocratico ha disposto la revoca della sospensione. Sarà comunque difficile che per lo stalker si aprano le porte della Casa circondariale di Brissogne dove, tra l'altro, sono numerosi gli extracomunitari: per condanne, anche cumulate, sotto i diciotto mesi sono previste misure alternative alla detenzione in carcere, come l'affidamento in prova ai servizi sociali o gli arresti domiciliari.
Dal punto di vista civile, il giudice Tornatore ha anche accettato la simbolica richiesta danni morali di cento euro da parte della tunisina: oltre a quelli Giovanni Faggionato dovrà anche pagare le spese legali del processo.

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