Ad Aosta arrestato un migrante che spacciava marijuana agli adolescenti alla stazione ferroviaria e vicino alle scuole

redazione 12vda.it
Migranti ad Aosta
Un "richiedente asilo" proveniente dal Gambia, domiciliato da oltre un anno nel capoluogo regionale, in un alloggio messogli a disposizione della cooperativa sociale "La Sorgente", è stato arrestato nel pomeriggio di venerdì 13 gennaio dagli agenti della Guardia di Finanza, con l'accusa di spaccio di stupefacenti, colto in flagrante in via Paravera, vicino al sottopassaggio della stazione ferroviaria, mentre cedeva una dose da circa un grammo di marijuana ad un adolescente residente ad Aosta. 
 
Clienti contattati via "Facebook" e con "Telegram". «Nei giorni precedenti l'arresto - spiegano i finanzieri, che hanno intitolato l'operazione "Bike messenger" - l'extracomunitario è stato oggetto di diversi servizi di pedinamento e controllo. Siamo stati impegnati ad osservarlo nei suoi spostamenti in bicicletta, da qui il nome dell'operazione, che hanno consentito di tracciarne le frequentazioni ed anche documentare compiutamente altre cessioni, alcune delle quali sempre nei confronti di minorenni. Attivo sui social network, in particolare su "Facebook", dove era noto con lo pseudonimo "The Boss", per contattare i propri clienti si serviva di "Telegram", una particolare applicazione di messaggeria istantanea che, opportunamente impostata, permette l'automatica autodistruzione dopo pochi secondi dei messaggi inviati e ricevuti».

Aveva mille euro e mezzo etto di marijuana. Dopo essere stato fermato l'uomo è stato sottoposto a perquisizione personale negli uffici della caserma, dove sono state rinvenute, nascoste nella biancheria intima, altre quarantuno dosi di marijuana, confezionate in sacchetti di plastica termosaldati: «nell'abitazione, all'interno di un trolley chiuso con una combinazione numerica - continuano i finanzieri - fra i diversi oggetti personali, è stata rinvenuta un'altra dose di marijuana, mille euro in contanti, prevalentemente in biglietti di piccolo taglio, presumibilmente provento delle cessioni di stupefacente effettuate in precedenza. Non si spiega in altro modo tale disponibilità finanziaria considerato lo status di "richiedente asilo", l'assenza di lavoro ed il cosiddetto "pocket money" di venticinque euro settimanali concessi. 
Alla fine, è risultato oltre mezzo etto lo stupefacente sequestrato».
 
Le procedure per il permesso di soggiorno vanno avanti. «Se succedono queste cose e le persone che fanno questi reati vengono prese ed allontanate dal gruppo degli altri rifugiati per noi è positivo - commenta a 12vda Riccardo Jacquemod, presidente della cooperativa sociale "La Sorgente" - dato che ci sono un sacco di altri ragazzi che devono subire comunque una convivenza obbligata. Noi avevamo già fatto diverse segnalazioni in passato però non possiamo intervenire direttamente, avevamo il sospetto che ci fossero problemi di questo genere ma le indagini non spettano a noi. Adesso faremo una segnalazione alla Prefettura che sicuramente revocherà l'accoglienza. Per quanto riguarda la possibilità di ottenere un permesso di soggiorno in Italia, questa persona ha ancora diritto ad essere analizzato dalla Commissione che deve valutare la sua richiesta e dopodiché vedremo. Speriamo che la questione si risolva velocemente».

«In Valle d'Aosta stiamo ospitando le persone sbagliate». «Soltanto qualche giorno c'è chi avevato dato la falsa notizia che, nel 2016, i migranti in Valle d'Aosta non avevano commesso reati - sottolinea Andrea Manfrin, consigliere comunale della Lega Nord -
quello che è successo ieri ha portato alla cancellazione dell'immagine del sacro migrante che spala due metri di neve e chiarisce bene cosa stia accadendo in Valle d'Aosta. Chiunque si mette nei panni di una persona che sta fuggendo dalla guerra, se venisse accolta in una struttura, sfamata e con tutto il resto, tutto penserebbe fuorché spacciare stupefacenti. E' evidente che stiamo ospitando le persone sbagliate. Oltre allo spaccio, che in questo caso è particolarmente grave poiché commesso cedendo stupefacenti addirittura a minorenni, sono ancora vive nella memoria le notizie che riguardano il "richiedente asilo" allontanato da Saint-Christophe perché colpì, durante una delle tante risse,un altro ospite con una forbiciata, oppure i furti, spesso segnalati ma mai denunciati, ai supermercati aperti 24 ore, o ancora la quotidiana ressa davanti ai negozi per l'elemosina molesta».

La Guardia di Finanza ha anche verificato il fatto che il migrante arrestato, oltre che nei dintorni della stazione ferroviaria, spacciava anche vicino alle scuole, ed altri tre giovani clienti hanno confermato di aver comprato stupefacenti da lui. Nel 2016, su oltre cinquecento "richiedenti asilo" presenti in Valle d'Aosta, i casi seguiti dalle Forze dell'ordine sono stati quattro, con una persona che era stata denunciata a piede libero, una era rimasta ignota ed altri due soggetti erano stati denunciati amministrativamente per il possesso di sostanze stupefacenti: «con questa operazione - concludono i finanzieri - si conferma ancora una volta l'estrema attenzione che le Fiamme Gialle pongono nei confronti dei fenomeni criminali presenti sul territorio, soprattutto a tutela di cittadini minorenni, sempre più target per lo spaccio di sostanze stupefacenti».