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Arrestata e trasferita in carcere a Salerno la sedicente "avvocatessa" che truffava e minacciava gli immigrati nordafricani. Scoperto anche un giro di affitti fasulli

Angelo Musumarra
La Guardia di Finanza di Aosta ha fatto arrestare la truffatrice

Chissà se Federica Ieromazzo, 36enne originaria di Polla, località in provincia di Salerno, domiciliata ad Aosta, sedicente "avvocato", riuscirà a truffare anche dalla cella della casa circondariale "Antonio Caputo" della cittadina campana, dove è stata trasferita dopo l'ennesima denuncia, questa volta da parte della Guardia di Finanza, per estorsione nei confronti di diversi cittadini extracomunitari di origine magrebina.

La gang delle frodi alle compagnie assicuratrici. La Ieromazzo era salita all'onore delle cronache nel luglio 2016, quando era stata rinviata a giudizio, insieme ad altre tredici persone, per frode assicurativa verso cinque compagnie: secondo le accuse la donna si sarebbe finta "avvocato2 per presentare denunce di falsi incidenti stradali, che erano "avvenuti" tra agosto 2009 e dicembre 2010, i cui presunti danni erano stati rimborsati, volta per volta, con somme che andavano dai cinquecento ai duemila euro. Oltre alla denuncia per frode era stata anche accusata di esercizio abusivo della professione. Il nominativo della Ieromazzo, infatti, non compare nell'Albo degli avvocati di Salerno (neppure come "praticante") ed il suo "ufficio legale" è associato con quello un "collega" che invece è regolarmente iscritto all'Ordine.

Le truffe nei confronti degli immigrati nordafricani. La "avvocatessa", nel frattempo si era trasferita ad Aosta e, lo scorso febbraio, è stata rinviata a giudizio (una nuova udenza del processo si terrà nel prossimo mese di dicembre) per truffa aggravata, millantato credito, falso ed ancora esercizio abusivo delle professione: in pratica, su indicazione di un complice che operava principalmente in un ufficio in piazza Chanoux, riceveva, presentandosi sempre come "avvocato", diversi immigrati nordafricani a quali prometteva di impegnarsi, sotto compenso, di seguire le pratica per far ottenere loro il permesso di soggiorno, salvo poi sparire tenendosi il denaro ricevuto. Le indagini degli agenti della Questura di Aosta avevano ricostruito un giro oltre tremila euro di "incassi" irregolari, con millantate "entrature" presso la Polizia Locale del capoluogo regionale utili a far ottenere la necessaria residenza.

L'estorsione dei confronti dei propri inconsapevoli "clienti". Proprio sulla base della richiesta di patrocinio gratuito per questo processo, dato che la Ieromazzo si dichiarava «nullatenente e disoccupata», tanto che era presente nella graduatoria per l'assegnazione degli alloggi di edilizia popolare ed ha incassato, nel 2009, il "bon de chauffage", i Militari della Guardia di Finanza hanno iniziato il terzo filone di indagini, scoprendo che la donna, anche se costretta dallo scorso giugno agli arresti domiciliari, ha proseguito la sua "attività" nei confronti degli immigrati, arrivando all'estorsione, minacciando alcuni clienti che, sospettosi, non versavano i soldi richiesti: «Se non mi paghi, tuo figlio passa dei guai» avrebbe detto, secondo quanto emerso dalle indagini delle Fiamme Gialle.
«Millantando conoscenze della normativa italiana nello specifico settore - spiegano gli inquirenti - ed attribuendosi addirittura il titolo di avvocato, aveva offerto lavoro da badante a svariate persone in cambio di denaro, consapevole che tale impiego non sarebbe mai avvenuto. Anzi, una volta assunti, gli extracomunitari bisognosi dei rinnovi sarebbero stati licenziati nel giro di pochi giorni con la contestuale pretesa di ulteriore denaro da versare all'Inps, corrispettivo in realtà mai versato, per la regolarizzazione, a suo dire, delle loro singole posizioni. In caso di rifiuto, il falso avvocato è passato più volte a minacce di guai e, addirittura, di arresto da parte delle forze di polizia. Le persone truffate, naturalmente impreparate sulla normativa di riferimento e spaventate dalle minacce ricevute, il più delle volte hanno ceduto alle intimidazioni versando denaro per alcune migliaia di euro».

La truffa degli appartamenti per vacanze inesistenti. Ma non è tutto, la Ieromazzo, per "arrotondare", presentandosi come "Federica Baccaglini" o "Rosanna De Rosa", tramite Internet, "affittava", dallo scorso aprile, inesistenti appartamenti per vacanze ad Albissola Marina, in Liguria, a Civitanova Marche, a Torre Pali, in Puglia, ed in Sardegna, incassando, ogni volta, dai 300 ai 430 euro di caparra, «denaro naturalmente mai restituito», sottolineano gli agenti della Guardia di Finanza.
«Ho contattato la signora dopo aver inserito io un annuncio - racconta una delle persone truffate - dove ero alla ricerca di un appartamento in affitto per una vacanza al mare, la signora si è presentata con falso nome, dicendomi che aveva un appartamento con le caratteristiche da me richieste, ho ricevuto indirizzo e foto dell'appartamento in questione e purtroppo abbiamo constatato troppo tardi che l'immobile non era di sua proprietà, bensì di un signore che ovviamente era ignaro di tutto. Avevo versato un acconto a nome del compagno della signora, a suo dire un finanziere, con vaglia postale veloce. Ovviamente dopo aver scoperto il raggiro ho chiesto spiegazioni e la persona in questione mi diceva che stavo sbagliando tutto e che avrebbe provveduto a denunciare. Ho chiesto di riavere il mio acconto e, nel continuare a dire menzogne, la signora mi ha indicato un indirizzo per effettuare una raccomandata di disdetta ed anche questo indirizzo è stato controllato e come immaginavamo, a quest'ultimo non vi era nessun nominativo riconducibile a lei».
La Ieromazzo, di fronte alle decine di segnalazioni, anche pubbliche, che indicavano il suo numero di telefono cellulare come truffaldino, ha sempre negato tutte le accuse, lamentando diffamazione, mancato rispetto della privacy, molestie e stalking, anche se, come hanno evidenziato diversi suoi "clienti", i versamenti delle caparre venivano effettuati su un conto bancario intestato al marito della donna.
Le indagini bancarie svolte dalle Fiamme Gialle valdostane sui conti della Ieromazzo hanno infatti accertato somme non giustificate per circa 35mila euro, un po' anomale, considerando il suo dichiarato stato di "nullatenente" e "disoccupata".

ultimo aggiornamento: 
Lunedì 30 Ottobre '17, h.17.00