Nove "cambisti" abusivi denunciati dalla Guardia di Finanza per usura e riciclaggio: nell'indagine coinvolte novanta persone

comunicato stampa
Il 'Casino de la Vallée' di Saint-Vincent

Il Nucleo di polizia economico-finanziaria di Aosta (ex Nucleo di polizia tributaria) ha concluso un'indagine trasversale di polizia valutaria, giudiziaria e fiscale nei confronti di diversi soggetti ricoprenti la figura del cosiddetto "cambista", operanti nelle adiacenze del "Casinò de La Vallèe" di Saint-Vincent.
Undici le persone denunciate alla Procura della Repubblica di Aosta per usura, riciclaggio e attività finanziaria abusiva.

Quattordici segnalazioni alla "Banca d'Italia". Le indagini sono nate dall'approfondimento di quattordici segnalazioni di operazioni sospette pervenute dall'unità di informazione finanziaria della "Banca d'Italia", in ordine a movimentazioni bancarie assolutamente non in linea con il profilo economico dei correntisti segnalati. Sui conti correnti analizzati dalle Fiamme Gialle sono emerse operazioni di versamento di centinaia di assegni bancari con importi emessi da altrettanti soggetti tutti residenti fuori dal territorio della Valle d'Aosta, ma assidui frequentatori del "Casinò" di Saint-Vincent, i quali si erano rivolti ai diversi cambisti nei pressi della casa da gioco, per monetizzare gli assegni con denaro contante o fiches.

L'attività di "cambista" è abusiva ed irregolare. Il "cambista" è un soggetto che, privo di qualsiasi iscrizione negli speciali albi o elenchi degli intermediari finanziari tenuti dalla "Banca d'Italia", paventando la titolarità di attività di mediazione, offre un "servizio di cambio titoli" rilasciati da giocatori bisognosi di denaro contante, ai quali viene usualmente consegnato l'importo facciale del titolo decurtato, all'istante, di una percentuale di circa il dieci per cento, trattenuta dal cambista stesso a titolo di "interesse" e di fatto costituente il suo guadagno.

Tra di loro due evasori totali per 350mila euro di redditi non dichiarati. Le indagini hanno poi permesso di individuare altre figure operanti a fianco dei cambisti, gli "scontisti", soggetti di riferimento incaricati dell'approvvigionamento dei contanti necessari per favorire i giocatori nonché della "monetizzazione" degli assegni frutto dell'attività di cambio attraverso il versamento su conti correnti propri o di propri familiari e l'anticipazione dell'importo facciale del titolo con denaro contante.
I militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria hanno applicato sanzioni amministrative per complessivi 400mila euro nei confronti di novanta persone ed eseguito due verifiche fiscali nei confronti dei cambisti risultati essere evasori totali per il periodo d'imposta 2014 - 2017, con recupero a tassazione di 350mila euro di redditi non dichiarati.

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