Sequestrata una "Porsche Cayenne" al Traforo del Monte Bianco: aveva la targa svizzera ma era di un italiano. In servizio il "cash dog" con il traffico di valuta

redazione 12vda
Il 'cash dog' all'opera

In occasione del "Salone dell'Auto di Ginevra", che si è tenuto nella città elvetica dal 3 al 13 marzo, gli agenti della Guardia di Finanza di Aosta ed i doganieri della Direzione regionale della Valle d'Aosta hanno intensificato i controlli in entrata ed uscita dall'Italia attraverso il Traforo del Monte Bianco, con l'obiettivo di intercettare valuta non dichiarata e sostanze stupefacenti.
L'operazione, promossa dalle Dogane di Aosta, ha portato al sequestro di alcuni grammi di marijuana ad un cittadino austriaco che stava arrivando dalla Francia, al quale è stata anche ritirata la patente, dato che era alla guida dell'auto, oltre al sequestro, per contrabbando, di una "Porsche Cayenne".
Il "suv" era intestato ad una società svizzera e presentava una targa elvetica, ma era condotto da un cittadino italiano, stabilmente residente in Italia, pratica irregolare, nota per bypassare il "redditometro" così come il pagamento delle multe: «l'auto avrebbe dovuto essere "sdoganata", attraverso il pagamento dei relativi dazi e dell'Iva - spiegano i finanzieri, che hanno applicato le nuove norme di legge, da poco depenalizzate - oppure essere accompagnata da una dichiarazione contenente l'autorizzazione all'utilizzo da parte della società estera a favore del cittadino italiano. Nessuna delle due condizioni era stata soddisfatta e, pertanto, l'auto è stata sequestrata. Il verbale prevede una sanzione da cinquemila a 50mila euro, oltre ai diritti doganali complessivamente dovuti che erano pari a 3.420 euro, di cui mille di dazio e 2.420 di Iva».

Sabato 12 marzo, intanto, al Traforo del Monte Bianco, si è aggiunto, ai cani antidroga del Gruppo di Aosta, "Zeby", il cosiddetto "cash dog" della Guardia di Finanza, prestato dai colleghi piemontesi, un labrador in grado di fiutare le banconote contrastando così il traffico illegale di valuta: «analogamente a quello che succede con l'addestramento dei cani antidroga - aggiungono i cinofili delle Fiamme Gialle - anche i "cash dog", fin da cuccioli, grazie al loro fiuto formidabile, sono abituati a cercare le banconote, anche a distanza, nascoste nei doppifondi dei veicoli, dei bagagli ed occultate nei modi più stravaganti. Per allenarli al caratteristico odore delle banconote viene usato il denaro deteriorato che viene ritirato e sminuzzato dalla "Banca d'Italia". Anche per loro, il lavoro dei "cash dog" ha la caratteristica del gioco: ad ogni ritrovamento il conduttore regala loro una pallina da tennis e il prezioso impegno diventa sempre un'occasione di grande divertimento per l'animale».