Un 70enne residente a Saint-Vincent coinvolto in un'organizzazione criminale che importava cocaina dalla Colombia, scoperta dalla Guardia di Finanza di Messina

redazione 12vda
Uno degli arresti operati dai finanzieri di Messina

Oronzo Tornese, 70enne residente a Saint-Vincent, originario della provincia di Lecce, già ospite della Casa circondariale di Brissogne, è uno dei dodici indagati dell'operazione "Holiday", condotta nei mesi scorsi dal nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Messina, che nella mattinata di mercoledì 17 giugno, ha smembrato un'organizzazione siciliana, con base a Milano, che acquistava cocaina direttamente dai cartelli colombiani e la portava in Italia, eseguendo quattordici arresti e sequestrando tutti i beni degli indagati, per un valore di oltre 250mila euro.

Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Messina, Maria Teresa Arena, al termine dell'inchiesta, ha disposto le quattordici misure cautelari, dodici delle quali in carcere e due agli arresti domiciliari, a cui si è aggiunto un quindicesimo soggetto, Giovanni Lucchese, 35enne messinese, arrestato in flagranza di reato in quanto nella sua abitazione è stata rinvenuta della droga: «l'operazione, denominata "Holiday", che prende il nome da "vacanza", termine in codice, utilizzato da Giuseppe Bellinghieri, 75enne messinese - spiegano dalla Guardia di Finanza di Messina - soprannominato "Ginger", elemento di spicco del gruppo criminale, quando doveva recarsi in Sudamerica per organizzare le spedizioni di cocaina. I "viaggi di piacere" in Colombia, a Santo Domingo od a Panama avevano, infatti, quale unico scopo quello di curare l'illecito traffico».

Le indagini, coordinate dal Procuratore aggiunto, Sebastiano Ardita, e dal sostituto, Fabrizio Monaco, hanno permesso d'individuare Bellinghieri, vero e proprio intermediario, che, nell'ambito dell'organizzazione, manteneva i rapporti con i cartelli colombiani, pagava i carichi con il denaro che gli perveniva dall'Italia, per il tramite di "Money Transfer", carte anonime prepagate e soggetti compiacenti, e curava il trasporto dello stupefacente, materialmente affidato a dei "corrieri": «in Italia, la droga veniva consegnata ad un altro uomo, Angelo Gangemi, 50 anni, soprannominato "Pippo", noto trafficante messinese operante a Milano - aggiungono i finanzieri - questi, grazie ad una fitta rete di contatti, provvedeva allo smistamento della cocaina verso tre gruppi criminali dislocati: nel nord Italia, in particolare a Bergamo, Milano, Lodi ed Aosta, nell'area centrale, tra la capitale e Lido di Ostia, dove Gangemi è conosciuto per i suoi stretti rapporti con il boss Carmine Fasciani, ed in Sicilia, dove tra i contatti più importanti di Bellinghieri c'è Vincenzo Torrisi 54 anni (anche lui arrestato nell'ambito dell'operazione, n.d.r.), nipote di Benedetto "Nitto" Santapaola», uno tra i più potenti e sanguinari boss mafiosi di "Cosa Nostra", condannato a quatto ergastoli.

I diversi gruppi provvedevano, quindi, a fornire la cocaina ai pusher che avevano il compito di curarne la cessione ai consumatori. Nel corso dell'inchiesta, le Fiamme Gialle hanno assistito alll'arresto, operato, presso l'aeroporto di Bogotà, da parte delle autorità Colombiane, di due corrieri dell'organizzazione che stavano avviandosi a rientrare in Italia trasportando circa sei chili di cloridrato di cocaina: «la droga sequestrata, una volta arrivata a destinazione e tagliata dal gruppo criminale indagato, avrebbe potuto fruttare oltre mezzo milione di euro - evidenziano ancora gli inquirenti - durante le indagini è emerso che Bellinghieri utilizzava parte dei proventi dell'attività per concedere prestiti senza alcuna autorizzazione».

Gli altri arrestati sono Natale Aiello, 60 anni, Leonardo Di Lella, 57 anni, Salvatore Senia, 53 anni, Franco Proietto, 63 anni e Vittorio Ghezzi, 45 anni mentre sono stati concessi i "domiciliari" a Mario Morgante, 29 anni e Marco La Torre, 30 anni: tre persone sono ancora ricercate.

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