Uno psichiatra aostano arrestato per violenza sessuale, truffa pluriaggravata, peculato e corruzione: «valutiamo la situazione ambientale» chiede il suo legale

redazione 12vda.it
Un fotogramma delle registrazioni effettuate dalla Guardia di Finanza

Marco Bonetti, 63 anni, ex dirigente della struttura di psichiatria dell'Azienda Usl, in pensione dallo scorso mese di gennaio, è stato posto agli arresti domiciliari, mercoledì 29 marzo, dagli agenti dalla Guardia di Finanza di Aosta con le accuse di violenza sessuale, truffa pluriaggravata, peculato e corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio.
Le indagini, iniziate nello scorso mese di novembre, "svolte di iniziativa, sviluppando informazioni acquisite negli ultimi mesi dello scorso anno - si legge in una nota dei finanzieri, nella quale è stato omesso il nome del medico - sono state effettuate con l'uso di telecamere nascoste negli studi ambulatoriali messi a disposizione del professionista dall'Azienda Usl ed hanno documentato episodi di violenza sessuale e corruzione nei confronti di pazienti psichiatrici affidati alle sue cure da parte del "Servizio sanitario nazionale". Il medico ha inoltre abusato della propria funzione consegnando ai pazienti farmaci ospedalieri nella sua disponibilità in ragione del suo servizio e in cambio di denaro".

Inoltre, le Fiamme Gialle "hanno certificato come il medico, nei presidi sanitari di Morgex, Chatillon e Verres, avesse rilasciato certificati sanitari falsi destinati al rinnovo delle patenti di guida di propri pazienti, omettendo di rilevarne le patologie psichiatriche". Complessivamente sono stati registrati, dalle telecamere nascoste, diciotto casi di violenza sessuale verso donne maggiorenni e trentacinque di consegna di denaro in cambio di certificati medici, senza il rilascio della regolare ricevuta. I certificati per il rinnovo dei permessi di guida, in ogni caso, venivano poi analizzati e verificati dalla relativa Commissione sanitaria ed è improbabile che persone inadatte a condurre veicoli siano stati autorizzati.

A Bonetti, che ha dichiarato di essere cardiopatico e aver superato una serie di infarti, e per questo esentato dai turni in reparto, sono stati anche sequestrati, nel corso di una perquisizione domiciliare avvenuta nella giornata di martedì 28 marzo, agende e documenti, anche risalenti agli anni '60, oltre a circa quattromila euro ed altri tremila franchi svizzeri, che gli inquirenti ipotizzano essere il provento dell'attività "in nero" che gli viene contestata, anche se il medico ha dichiarato che i franchi sono stati un regalo da parte della madre.
Lo psichiatra aostano, dopo essere andato in pensione, aveva iniziato a collaborare con alcune aziende sanitarie del vicino Piemonte: stando ad alcune indiscrezioni, sembrerebbe che l'attività professionale di Bonetti, che seguiva un numero considerevole di pazienti ed era considerato piuttosto "empatico", abbia dato fastidio ad alcuni colleghi, che avrebbero poi segnalato i presunti illeciti alla Guardia di Finanza.

"La Direzione generale non era a conoscenza di attività giudiziarie in corso legate a questo specifico provvedimento - fanno sapere dall'Azienda Usl della Valle d'Aosta, in una nota in cui anche loro non citano il nome di Marco Bonetti - si tratta, in ogni caso, di gravi responsabilità individuali per le quali l’autorità giudiziaria completerà gli accertamenti e verso le quali tutte le strutture dell’Azienda si dichiarano sin d’ora disponibili alla massima collaborazione come peraltro sempre garantito. L’Azienda, pur ritenendosi sin d’ora parte offesa, valuterà quanto prima quali azioni adottare a tutela del proprio patrimonio e della propria immagine e a tal fine ha conferito incarico al proprio avvocato per assumere informazioni sul procedimento. Ribadiamo la massima stima ed il sostegno a tutti i professionisti che, da anni, operano con grande impegno e dedizione all’interno delle proprie strutture".

Nella mattinata di venerdì 31 marzo si è tenuto, al Tribunale di Aosta,  l'interrogatorio di garanzia, davanti al Giudice per le indagini preliminari Davide Paladino, dove Bonetti si è avvalso della facoltà di non rispondere: «non è che non vogliamo rispondere - ha dichiarato il suo difensore, l'avvocato Giuseppina Foderà - significa solo che vogliamo avere un attimo di tempo. Se noi isoliamo gli episodi e ci fermiamo su quelli anzichè fare una valutazione complessiva del comportamento dell'indagato e della situazione ambientale generale, rischiamo di fare un'ingiustizia. Mi riferisco all'ambiente in cui uno si muove, anche all'Italia intera, io ho recentemente visitato l'ospedale dei bambini ad Israele dove c'è un ambiente sanitario tutto diverso da quello italiano».

Da parte sua l'Azienda Usl si costituirà parte civile verso il suo ex dipendente: «da quanto ho potuto vedere - ha precisato l'avvocato Corrado Bellora, legale dell'Azienda sanitaria valdostana - erano fatti che avvenivano nel segreto di una stanza e né l'azienda né i colleghi del medico ne erano a conoscenza. Evidemente, se certe cose fossero state scoperte prima, sarebbero state denunciate all'autorità giudiziaria e sarebbe stato aperto un procedimento disciplinare».

Le immagini della Guardia di Finanza dello psichiatra indagato per truffa e violenza sessuale da 12vda su Vimeo.

 

Ultimo aggiornamento: 
Venerdì 31 Marzo '17, h.19.15

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