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«Ciao compagnon». Elio Marlier è stato ricordato in Consiglio Valle da Laurent Viérin ed Augusto Rollandin: «è stata una risorsa importante per la Valle d'Aosta»

redazione 12vda
Elio Marlier

Era troppo piccola la chiesa parrocchiale di Gignod per accogliere, nella mattinata di giovedì 14 gennaio, tutti coloro i quali volevano tributare l'ultimo saluto ad Elio Marlier, responsabile del dipartimento sicurezza e traffico del "Geie Tmb", la società italo-francese che gestisce il Traforo del Monte Bianco, spirato all'"hospice" dell'ospedale "Beauregard" di Aosta nelle prime ore di lunedì 11 gennaio, all'età di 58 anni.
Marlier, che lottava contro la malattia da oltre due anni, nel suo lavoro si caratterizzava per la sua competenza che lo portava a prendere le decisioni giuste ed a disporre di conseguenza: durante l'incendio nel tunnel del 24 marzo 1999 era entrato nella galleria in fiamme per cercare svolgere alcune operazioni di salvataggio, rimanendo poi bloccato, per ben quattro ore, con altre cinque persone, in una camera pressurizzata: «un uomo dalla discrezione assoluta - lo ha ricordato il presidente della Regione, Augusto Rollandin, in apertura del primo Consiglio Valle del 2016 - che non l'ha portato a comparire spesso sui media. Elio è stato una personalità ed una risorsa importante per la Valle d'Aosta. Prima Vigile del fuoco, poi responsabile della sicurezza all'interno del "Geie - Tmb" ed anche impegnato nella vita sociale è stato uno degli attori principali che hanno permesso la riapertura del "Tunnel del Monte Bianco" dopo il tragico incidente dell'1989 nel quale si era già distinto nelle operazioni di soccorso di cinque colleghi. Nel settore della sicurezza è arrivato ad un livello di competenza raro, con un impegno non comune verso gli altri e con un'importante capacità relazionale con i partner francesi del tunnel, apprezzata da tutti».

Nonostante la malattia la scorsa primavera Marlier si era comunque candidato come consigliere comunale alle elezioni amministrative nella lista "Ensemble pour Gignod", dove viveva, a sostegno di Erik Bionaz, senza però essere eletto: «lo vogliamo ricordare come una persona sempre presente e molto attenta nella prevenzione e negli interventi di soccorso, così come nel settore del volontariato - ha aggiunto, in Consiglio Valle, Laurent Viérin - era l'espressione di quella comunità valdostana che fa in modo che nei nostri villaggi e nelle associazioni ci siano sempre persone fondamentali che si impegnano per gli altri. Lo ricordiamo dal punto di vista umano ma anche come amico, che è stato colpito da una terribile malattia che lo ha strappato troppo presto alla vita. Lo vogliamo salutare come faceva lui dicendo "Ciao compagnon"».
Nel necrologio Elio Marlier è ritratto in sella alla moto, mentre saluta, facendo "poudzo": ha lasciato la compagna Viviana Verthuy, la madre Bruna ed i fratelli Egidio e Mauro.

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