La salma di 'Pippo' Parisi, elicotterista degli Alpini morto in un tragico incidente nel 1997, è tornata a Villeneuve, dove aveva passato l'infanzia

redazione 12vda.it
Il feretro di 'Pippo' Parisi all'aeroporto 'Corrado Gex' di Saint-Christophe (foto di Roberto Guscelli)

Le spoglie del maggiore Giuseppe "Pippo" Parisi, esperto elicotterista degli Alpini, morto il 6 agosto 1997 all'età di 33 anni, insieme ad altre quattro persone, in un misterioso incidente notturno, sono tornate in Valle d'Aosta nel pomeriggio di martedì 31 ottobre: un aereo militare, proveniente da Viterbo, contenente il feretro, avvolto nel tricolore, è atterrato all'aeroporto "Corrado Gex" di Saint-Christophe dove, dopo una prima cerimonia, alla presenza delle autorità militari e dell'assessore Emily Rini, in rappresentanza del Governo regionale, è stato trasferito, scortato da un picchetto d'onore, a Villeneuve, dove aveva vissuto durante l'infanzia.
Alle commemorazioni hanno partecipato anche il padre di "Pippo" Parisi, Salvatore, i fratelli Andrea e Paola, la vedova Donatella Anselmi e la figlia Nicole, che quando perse il padre aveva solo due anni: dopo la messa presso la chiesa parrocchiale, la salma dello sfortunato pilota è stata tumulata nel cimitero di Villeneuve.

La carriera nell'Esercito come pilota di elicotteri. Giuseppe Parisi era nato ad Aosta il 23 aprile 1964 e, dopo un'infanzia vissuta a Villeneuve, si trasferì a Torino: appassionato di sport, tra cui sci, arrampicata e calcio, tanto da arrivare ad essere selezionato per la "Primavera" della "Juventus", abbandonò il pallone dopo un incidente di gioco durante una partita in "serie D" col "San Benigno".
Il 10 aprile 1986 entrò a far parte degli ufficiali negli Alpini e il 16 maggio 1988 venne ammesso al 21esimo Corso ufficiali piloti dell'Esercito a Frosinone conseguendo, l'11 novembre 1988, il distintivo di "Pilota di elicottero".
Dopo numerosi corsi di formazione la prima uscita "ufficiale" avvenne nel 1993, in occasione dell'alluvione in Piemonte, dove prese parte ai soccorsi per poi decidere partire con gli alpini della "Taurinense" in Mozambico nella missione "Italfore - Albatros" dove fece parte degli elicotteristi che garantivano gli spostamenti di uomini e mezzi lungo il corridoio di Beira ottenendo, per il servizio prestato, la "Medaglia delle Nazioni Unite" ed il conferimento della "Croce commemorativa" per la missione di pace svolta.
Nel novembre 1996 venne scelto a far parte della missione di pace "Unifil" a Naqoura, in Libano, zona che teatro di scontri tra israeliani, maroniti ed hezbollah, dove hanno perso la vita 170 "caschi blu" e dove Parisi fece anche parte dello staff di elicotteristi che si occuparono dei trasferimenti di Papa Giovanni Paolo II durante la sua visita a Beirut.

Il tragico e misterioso incidente. L'incidente avvenne poco dopo le ore 21.30 di mercoledì 6 agosto 1997: Parisi pilotava l''elicottero "Agusta-Bell 205" dell'Onu insieme al capitano Antonino Sgrò durante una missione d'addestramento notturno lungo la fascia di sicurezza che gli israeliani controllavano nel Libano meridionale. L'elicottero, bianco, condisiderato molto affidabile, volava a bassa quota, con a bordo anche il maresciallo capo Massimo Gatti, un appuntato dei Carabinieri, Daniel Forner, che svolge funzioni di polizia militare ed un quinto "casco blu" di nazionalità irlandese, il sergente John Lynch.
All'improvviso, dopo aver appena sorvolato il villaggio di Bint Jbeil, a qualche minuto dalla base di Nakura, l'elicottero si schianta su una collina, esplodendo ed uccidendo sul colpo i cinque militari: la zona viene subito isolata dai militari israeliani e da alcune unità libanesi, e le successive indagini non riescono a risalire a chi o cosa ha abbattuto l'elicottero italiano, che era impegnato in un'operazione «di normale routine». Si è ipotizzata un'avaria del rotore, ma anche della possiblità che una pala sia rimasta impigliata in un cavo dell'alta tensione o del telefono. Non si è però potuto escludere un missile lanciato, per rappresaglia, dagli hezbollah o anche un è stato un "razzo amico", da parte dei libanesi che temevano un attacco hezbollah: «la Procura della Repubblica di Roma, dopo sei lunghi anni di lente e disinteressate indagini, ha deciso l'archiviazione dell'affaire - aveva dichiarato, il padre di "Pippo", Salvatore Parisi, nel 2004 - al fine di accontentare qualche Nazione colpevole dell'abbattimento del veivolo di Pippo e qualche nostro alto politico consenziente».
Salvatore Parisi, generale degli Alpini, già Osservatore militare delle Nazioni Unite, ha scritto un libro sull'incidente in cui è morto il figlio, pubblicato nel 2007 ed intitolato "Il misterioso volo di "Charlie Four" - Un alpino in Medioriente".

Diverse le onorificenze alla memoria di "Pippo" Parisi. Negli anni sono state numerose le onorificenze alla memoria di Giuseppe Parisi: nel 1998 il Capo di Stato maggiore dell'Esercito Libanese, Samir El Kadi, aveva consegnato alla vedova la medaglia d'oro al Valor militare della Repubblica del Libano, il responsabile dell'Alto Commissariato per i rifugiati dell'Onu, Fazlul Karim, gli aveva attribuito la medaglia di "Eroe della pace" e la comunità Ebraica gli ha dedicato un albero sulla "Collina della Pace" a Gerusalemme. Inoltre, il 34esimo Gruppo squadroni "Aves Toro" di stanza a Venaria, dove Parisi prestò servizio per molti anni, gli ha dedicato una stele commemorativa, il Comune di Villeneuve ha inserito il suo nome nel monumento ai Caduti, sul muro esterno della palestra alpina della "Scuola militare alpina" (ora "Centro addestramento alpino"), presso la caserma "Cesare Battisti" di Aosta, è stata posta una lapide, ed il Comune di Torino gli intitolato un concorso letterario riservato alle scuole secondarie di primo grado.
Nel 2004, a Soriano nel Cimino, località della provincia di Viterbo, nel Lazio, dove risiedono la moglie e la figlia di "Pippo" Parisi, gli è stata dedicata una nuova via comunale ed una lapide commemorativa e, nel 2005, ad Al Tiri, dove è avvenuto l'incidente, è stata scoperta una lapide in memoria delle cinque vittime così come è stata posta una stele nel piazzale della base elicotteristica di "Italair" in Libano.

Ultimo aggiornamento: 
Martedì 31 Ottobre '17, h.19.40

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