Dodici persone curate ad Aosta dopo essere state ferite in piazza San Carlo a Torino, tra cui due americani con schegge di vetro nei piedi

redazione 12vda.it

Dodici persone, che nella serata di sabato 3 giugno erano in piazza San Carlo a Torino, ad assistere alla finale della "Champions league" che si è tenuta a Cardiff, nel Regno Unito, tra Juventus e Real Madrid, vinta dagli spagnoli per 4 a 1, si sono recate al "Pronto soccorso" dell'ospedale "Parini" di Aosta per farsi curare, dopo essere stati coinvolti nella calca provocata da un falso allarme che ha scatenato una "psicosi da attentato terroristico".

Tutti con ferite lievi e dimessi dopo le cure in "Pronto soccorso". I primi cinque sono arrivati nella notte, tra le ore 3 e le 4, una donna e quattro uomini, di età compresa tra i venti ed i cinquantacinque anni, con traumi e contusioni non gravi, e sono stati visitati e dimessi. Nella mattinata ne sono arrivati altri due, con traumi lievi e, nel pomeriggio, si sono presentati due americani che si sono fatti estrarre delle schegge di vetro dai piedi. Più tardi si sono aggiunti altri due pazienti non gravi e quindi ancora uno, per farsi suturare una ferita. Complessivamente la Prefettura di Torino ha contato 1.527 persone coinvolte: i più gravi sono un bimbo cinese di sette anni, in coma farmacologico, ed un 38enne che è andato in arresto cardiaco.

Due boati ravvicinati hanno provocato il panico nella piazza. L'evento, che ha visto l'installazione di un maxi schermo, è stato organizzato da "Turismo Torino e Provincia", il "convention and visitors bureau" del capoluogo piemontese, presieduto da Maurizio Montagnese: nell'intera città era stato vietato, per motivi di sicurezza, organizzare altre proiezioni pubbliche dove assistere alla partita. Dopo il terzo gol del Real Madrid, mentre diversi tifosi delusi stavano già abbandonando la piazza, si sono sentiti due forti e ravvicinati boati e si è scatenata un'onda di panico che ha causato un "fuggi fuggi" generale: le uscite da piazza San Carlo, troppo piccole per riuscire a consentire il deflusso dei tifosi hanno terrorizzato la folla che si è così sentita in trappola, senza capire cosa stesse realmente succedendo, aumentando a dismisura la situazione di panico. Numerose persone sono state schiacciate sulle transenne e sulle vetrine dei negozi vicini, che sono state infrante a causa dell'eccessiva pressione. Altri si sono provocati ferite, più o meno gravi, con le schegge dei vetri delle bottiglie vendute dagli ambulanti. Sul posto non sono mancati neppure gli "sciacalli", visto che nella calca sono stati numerosi coloro i quali, per fuggire hanno abbandonato zaini, borse, portafogli, abiti e scarpe, ed una volta ritornati nella piazza non hanno trovato più nulla: i Carabinieri ne hanno identificati ed arrestati due.

La testimonianze di Max Casacci e di "Pisti" sui venditori abusivi. «In dieci anni di "Traffic" ho ed abbiamo avuto insormontabili difficoltà ad arginare nelle aree del festival i porchettari prima e gli abusivi del vetro poi - ha raccontato su "Facebook" Max Casacci, chitarrista dei "SubsOnicA" ed organizzatore del "Torino Traffic Festival", che portava nelle piazze del capoluogo piemontese decine di migliaia di persone - tipo che mi sono guastato un sacco di live a cui tenevo per strillare continuamente nelle orecchie di questi stronzi, quelli che riempivano con metodo l'area di bottiglie in vendita, che le ragazze con i sandali si ferivano i piedi a causa delle bottiglie rotte. Li facevo buttare fuori e loro rientravano sistematicamente, sapendo che nessuno poteva sequestrargli la merce. Durante l'ultima edizione sono arrivato anche a fotografare la targa di alcuni dei loro furgoni sfiorando una coltellata. Ma nessuno sembrava poterci fare nulla».
«Gli abusivi di Torino sono organizzati da un'unica famiglia intoccabile - ha aggiunto Francesco "Pisti" Pistoi, disc jockey e componente dei "Motel Connection" - durante il concerto in piazza Vittorio del 2006 per le Olimpiadi invernali, dove ho suonato, ho visto i Vigili non andare a dirgli nulla anche se spronati da un assessore. Non ci servono esperti ma persone che tutelino le altre persone. E di dilettanti che non sanno gestire una piazza ma pensano di saperlo fare ne abbiamo parecchi».

L'appello del questore di Torino. Il questore di Torino, Angelo Sanna, ha lanciato un appello ai cittadini per fornire informazioni utili alla ricostruzione di quanto avvenuto nella serata: chi volesse collaborare con la Polizia può contattare gli indirizzi ufficiostampa.questura.to@poliziadistato.it e digos.quest.to@pecps.poliziadistato.it oppure inviare un fax al numero 011.55.88.011 lasciando un recapito e-mail o telefonico ed verranno ricontattati dal personale preposto agli accertamenti investigativi: «per noi è importante comprendere cos'è successo - ha evidenziato Sanna al termine della riunione del "Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica" che si è tenuta nel pomeriggio di domenica 4 giugno - soprattutto sul lato destro di piazza San Carlo. I cittadini che hanno visto o notato qualcosa, fatti, episodi, che poi hanno provocato il panico, è fondamentale che ci contattino e ci diano informazioni».

«Sempre più difficile presidiare i momenti di grande afflusso di pubblico, la nostra attenzione è altissima». «C'è un'interlocuzione tra noi e le Forze dell'ordine che affronta questi temi di interesse e che toccano anche marginalmente la Valle d'Aosta - ha commentato Pierluigi Marquis, presidente della Regione - che possono anche creare delle preoccupazioni per le attività e gli interessi della nostra realtà territoriale, che è a carattare similare. C'è tutta un'attività di prevenzione che viene svolta, la guardia è molto alta e si lavora puntualmente in sinergia con tutte le Forze dell'ordine. E' chiaro che oggi sta diventando sempre più difficile presidiare i comportamenti pubblici e soprattutto i momenti di grande afflusso dei luoghi pubblici. Quello che è successo a Torino è la dimostrazione che anche degli atteggiamenti poco corretti e poco responsabili da parte di qualche cittadino possono creare dei grossi problemi qualora si verifichino in un contesto ad alta densità di frequenza di persone. Bisogna stare attenti, noi ci eravamo trovati la scorsa settimana per gestire la pianificazione dell'attività che doveva esserci a Gressan e che non si è realizzata, ma aveva richiesto il dispiegamento di parecchie energie da parte nostra ed avevamo infatti convocato anche una riunione del "Cosp" per analizzare queste problematiche. Oggi siamo concentrati soprattutto sulla prevenzione e in questi casi, durante questi eventi, potrebbe succedere di tutto e quindi la nostra attenzione è altissima. Per gestire la sicurezza a Gressan c'è stata la disponibilità di tutte le Forze dell'ordine e dei Comuni interessati per poter fronteggiare una situazione della quale non si sapeva a portata, dato che presentava un "range" di pubblico larghissimo, da mille a settemila persone».

Ultimo aggiornamento: 
Lunedì 5 Giugno '17, h.12.55

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