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Quattro Vigili del fuoco, tre unità cinofile e due elicotteri valdostani sono stati impegnati ad Amatrice: «assicuriamo il nostro aiuto concreto» scrive Augusto Rollandin

redazione 12vda.it
La partenza dell'unità cinofile valdostana alla volta delle zone colpite dal terremoto

Due elicotteri della "Protezione civile" della Valle d'Aosta, due unità cinofile dei Vigili del fuoco valdostani specializzate nella ricerca su macerie, insieme ad una terza, polivalente del "Soccorso alpino" valdostano, e quattro professionisti hanno operato, da mercoledì 14 agosto, nella zona di Amatrice, località in provincia di Rieti, nel Lazio, investita, alle ore 3.36 di mercoledì 24 agosto da una scossa sismica di magnitudo 6, avvertita fino a Roma ed oltre. Il terremoto ha devastato anche il vicino abitato di Accumoli, dove è stato localizzato l'epicentro, a soli quattro chilometri di profondità, ma anche i comuni di Arquata e Pescara del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, uccidendo complessivamente 290 persone e ferendone 387, di cui almeno quaranta in gravi condizioni, ricoverate in ospedale.

Sul posto stanno operando i professionisti della "Protezione civile" e le Forze dell'ordine: gli elicotteri valdostani sono partiti poco dopo le 9.30 ed uno dei due ha fatto tappa all'aeroporto "Levaldigi", a Cuneo, per caricare altre due unità cinofile messe a disposizione dal "Soccorso alpino" piemontese. Terminato il trasporto, gli elicotteri sono rimasti in loco per le esigenze di trasporto, visto che diverse località non sono attualmente raggiungibili via terra: sono mezzi attrezzati per il volo in montagna, quindi particolarmente indicati per intervenire nella zona appenninica colpita dal sisma ed in grado di trasportare sino a mille chilogrammi di carico. Nel primo pomeriggio sono stati inviati altri quattro Vigili del Fuoco con mezzi operativi, logistici e di supporto. Nella serata di giovedì 25 l'unità cinofila del "Soccorso alpino" valdostano è rientrata in Valle d'Aosta, così come sono ritornati i due elicotteri. Anche i cinofili del Corpo valdostano dei Vigili del fuoco hanno ricevuto il cambio nella mattinata di venerdì 26 agosto e quindi rimangono operativi ad Amatrice tre valdostani. Complessivamente l'impegno dei soccorritori ha permesso di tirare fuori dalle macerie delle tre località 215 persone, con 2.925 sfollati che sono stati accolti nelle tendopoli organizzate in zona.

La "Protezione civile" della Valle d'Aosta ha anche proposto l'invio di una cucina da campo con somministrazione e di un modulo telecomunicazioni, in grado di sostituire efficacemente un centro operativo comunale. Sarà il "Coordinamento delle Regioni", operativo a Trento che deciderà se accettare queste proposte o se richiedere alla Valle d'Aosta l'invio di colonne mobili o altre tipologie di mezzi e unità. La videoconferenza è aperta in collegamento continuo sia con Trento sia con la sala centrale della "Protezione civile" nazionale: «ho appreso con turbamento la notizia del grave terremoto che ha devastato il centro Italia, causando vittime e ingenti danni materiali - ha scritto Andrea Rosset, presidente del Consiglio Valle, ai colleghi delle Regioni coinvolte dal sisma - ed esprimo la solidarietà e la vicinanza mia personale e dell'intero Consiglio regionale della Valle d'Aosta. Seguiamo con apprensione l'evolversi della situazione e alle comunità così drammaticamente colpite giunga il nostro segnale di sostegno e di conforto».

«A nome del Governo regionale, di tutta la comunità valdostana e mio personale - ha scritto anche Augusto Rollandin, presidente della Regione, agli omologhi abruzzese e umbro, Luciano d'Alfonso e Catiuscia Marini - desidero farti pervenire espressioni di vicinanza per la calamità naturale che ha colpito la tua regione. Ti assicuro, sin d'ora, l'aiuto concreto della Valle d'Aosta grazie all'operato della "Protezione civile" che non si limiterà solo alla prima emergenza, ma proseguirà, insieme a voi, anche nel gravoso compito della ricostruzione».
Rollandin ha inoltre espresso a Nicola Zingaretti, presidente del Lazio ed a Luca Ceriscioli, presidente delle Marche, «il profondo cordoglio per le numerose vittime del terremoto, al quale si accompagna una sentita partecipazione di tutta la comunità valdostana all'angoscia e al disagio dei numerosi sfollati e senzatetto».

«Ho scritto ai presidenti delle delegazioni regionali dell'Anci del Lazio, dell’Abruzzo, dell’Umbria e delle Marche per comunicare loro la vicinanza dell'Anci Valle d’Aosta - ha aggiunto Franco Manes, presidente del "Cpel - Celva" - ho voluto sottolineare la piena solidarietà delle amministrazioni valdostane nei confronti di un territorio di montagna per molti versi così simile al nostro ed al tempo stesso ho sottolineato la disponibilità dei sindaci valdostani a fare la propria parte. Siamo profondamente addolorati per le tante vittime causate da questa terribile calamità, pensiamo alle famiglie che hanno perso i propri cari e ci vogliamo adoperare per aiutare concretamente le persone, le Amministrazioni e le aziende a fare fronte all’emergenza e al dolore, ma anche a procedere successivamente con una rapida ricostruzione dei centri distrutti, la ripresa delle attività produttive e il recupero della quotidianità di vita. Invito sin d’ora i Comuni valdostani a fare riferimento a quanto previsto per il soccorso e l’aiuto dalla Regione Valle d’Aosta con la "Protezione civile" regionale, in accordo con il Dipartimento nazionale».

Se Rollandin ha parlato chiaramente di "aiuto concreto" alle popolazioni colpite dalla tragedia, sono invece diversi i politici ed i relativi movimenti, valdostani e non, i quali, soprattutto sui "social network", hanno espresso "solidarietà" e "vicinanza", facendo "passerella virtuale", senza prendere impegni precisi. Sarà interessante capire, nei prossimi giorni, quando si placherà l'emotività generale per l'accaduto, verificare come contribuiranno "in solido" per la ricostruzione delle zone devastate o per aiutare i sopravvissuti rimasti senza casa ed affetti.

Nel suo piccolo, "Facebook" ha attivato il "safety check", "un modo semplice e facile per far sapere di essere al sicuro - spiegano dalla sede italiana, in una nota - e per controllare che lo siano anche le altre persone a seguito di una crisi o di un disastro. Ci auguriamo che questo strumento sia utile per le persone delle zone colpite e che lo trovino un modo efficace per comunicare ad amici e parenti di essere in salvo e al sicuro".


(Grazie a Laura Agostino per la gentile collaborazione)

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