Rubate, durante la "Foire", dieci monete bizantine d'oro al "Museo archeologico regionale": «è stato un furto su commissione» ipotizzano gli esperti

Elena Meynet
La teca dove erano custodite le monete rubate

Dieci monete di epoca bizantina sono state rubate dalla "Collezione Pautasso", all'ingresso del "Museo archeologico regionale" di Aosta, nella mattinata del secondo giorno della "Fiera di Sant'Orso", mercoledì 31 gennaio. Si tratta prevalentemente di "solidus", monete d'oro grandi e sottili, del V - VII secolo, emesse sotto gli imperatori Teodosio II, Leone I, Zenone (quello che registrò il passaggio dell'Impero romano d'occidente sotto il controllo degli Ostrogoti), Giustiniano I e Foca, alcune "tremisse", cioè un terzo di "solido", dell'epoca di Anastasio I e Giustino I

Forzata la teca con un cacciavite e rubate solo le monete d'oro, che valgono di meno. «Un uomo è entrato dall'ingresso della "Collezione Carugo" alle ore 9.53 - spiega a 12vda.it Gaetano De Gattis, dirigente della Struttura patrimonio archeologico della Soprintendenza per i beni e le attività culturali della Regione - si vede bene dalle riprese delle telecamere interne. Ha forzato la teca con un cacciavite ed ha scelto solo le monete d'oro. Si può notare anche il volto, si è persino tolto gli occhiali».
Potrebbe essere un furto su commissione, ipotizzano in Soprintendenza, da parte di un amante dell'epoca bizantina, dal momento che le monete di bronzo che l'uomo ha lasciato valgono di più. Anzi il ladro ha cercato di confondere le acque, per non lasciare due file evidentemente vuote, ha spostato le monete restanti, tutte numerate e spiegate nella legenda a fianco: «le monete sottratte hanno soprattutto un valore storico e per il fatto che completano la collezione - aggiunge De Gattis - diciamo che tutte e dieci non arrivano a cinquemila euro. Invece le monete della teca successiva, d'oro ma molto più piccole, hanno un valore decisamente superiore».

«Con la riduzione del personale, la sicurezza è affidata alla tecnologia». Il custode di turno si è accorto, osservando la videosorveglianza, di movimenti sospetti nella "sala Pautasso", dove il ladro era da solo, ma non ha fatto in tempo a bloccare l'uomo, che si è volatilizzato nella confusione della "Foire": «il custode ha avvisato subito - conclude Gaetano De Gattis - abbiamo chiamato la Polizia, ma non ci è stato possibile fare di più».
La custodia delle sale delle collezioni donate negli ultimi anni, infatti, si trovano all'ingresso, prima del cortile che porta al Museo vero e proprio: «fino a qualche anno fa c'era una persona in ogni sala - sottolineano alcuni dipendenti del Mueso - poi, con la riduzione del personale, ci si è affidati soprattutto ai sistemi tecnologici».

La Polizia di Aosta ha poi recuperato le monete ed ha identificato il ladro.

Ultimo aggiornamento: 
Sabato 3 Febbraio '18, h.12.35

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