Un bimbo di otto anni di Aymavilles muore mentre stava giocando nella piscina scoperta di Aosta: grazie ad una raccolta fondi sarà sepolto in Marocco

redazione 12vda.it

Mohssine Ezzemal, otto anni, nato ad Aosta da genitori di origine nordafricana, residente ad Aymavilles, è morto, nel pomeriggio di venerdì 16 giugno, intorno alle ore 14.30, nella piscina scoperta di Aosta: il bambino che era insieme ad alcuni coetanei, sotto la sorveglianza di un amico di famiglia, stava giocando nella piscina dedicata ai più piccoli quando, dopo essersi tuffato in acqua nella piscina più grande, non è più riemerso. I bagnini presenti sul posto si sono subito accorti di quanto stava accadendo ed l'hanno prontamente tirato fuori dalla piscina, praticandogli le manovre di rianimazione per oltre un'ora. 
Dalla vicina bocciofila è arrivato anche il defibrillatore e, dopo l'arrivo dei soccorsi il piccolo è stato anche intubato per permettergli di respirare: «quando è partito con l'ambulanza, a porte aperte - spiega a 12vda il responsabile dei bagnini della struttura - avevamo ripristinato l'attività cardiaca, il bimbo non respirava autonomamente, ma il suo cuore aveva ripreso a battere. Abbiamo poi saputo che, una volta arrivato in ospedale, è andato nuovamente in arresto cardiaco ed è deceduto. E' un dramma, io ed i miei colleghi siamo molto toccati dall'accaduto, è un dispiacere immenso».

Sul posto, oltre ai soccorritori del "118", sono arrivati i Carabinieri, che hanno svolto i rilievi ed ascoltato i testimoni: «non si è capito se avesse un problema cardiovascolare - aggiunge il capo bagnino - probabilmente non lo sapremo mai, non sappiamo neanche se ha perso conoscenza mentre si tuffava o quando era nell'acqua. E' successo tutto molto rapidamente e noi abbiamo fatto veramente tutto il possibile, ci ha aiutato anche una dottoressa che era qui in piscina».
La visita autoptica, svolta dalla dottoressa Michela Gherardi nella giornata di lunedì 19 giugno, ha evidenziato che il bambino è morto per annegamento e la Procura di Aosta, che ha aperto un fascicolo sull'accaduto, ha concesso il nulla osta per i funerali. Dopo l'incidente, l'attività della piscina scoperta di Aosta, che era stata liberata per permette le operazioni di soccorso, è ripresa: l'impianto sportivo è molto affollato, a causa del gran caldo che, nella giornata, ha interessato la "Plaine".

Su Internet è stata organizzata una raccolta fondi "per le spese dell'ultimo viaggio" del bimbo, su richiesta della famiglia, che "convive da tempo con un'altra gravissima situazione sanitaria" e che desidera farlo tumulare in Marocco: il padre, Naim Ezzemal, è un operaio agricolo precario, e la madre, casalinga, non ha la possibilità di lavorare a causa della grave disabilità di uno dei fratelli della vittima.
Insieme alle famiglie degli scolari della scuola di Chevrot, a Gressan, dove la famiglia Ezzemal abitava fino a due mesi fa, sono state raccolte diverse migliaia di euro che permetteranno di coprire le spese del trasferimento della salma e della successiva sepoltura. Nel pomeriggio di lunedì 19 giugno, nel prato della scuola che frequentava il piccolo Mohssine, i compagni ed i genitori, alla presenza della madre, lo hanno voluto ricordare, lanciando nell'aria dei palloncini bianchi con un ricordo dell'amico scomparso attaccato al filo.

«Qualche anno fa mia figlia frequentavala scuola materna di Chevrot, e sotto Natale le insegnanti erano restie a fare manifestazioni che avessero riferimenti cristiani per non urtare la sensibilità dei musulmani che frequentavano la classe - ha raccontato, su "Facebook", Leopoldo Gerbore, ristoratore di Quart - allora la rappresentante di classe ha chiesto alla mamma del bimbo in questione se le dava fastidio che i bigliettini di auguri avessero le immagini sacre, La risposta è stata chiara "noi non vogliamo cambiare le vostre tradizioni, siamo contenti di essere qui e ci troviamo bene, anche se abbiamo un altro credo. Ieri questa mamma ha perso il bimbo nella piscina di Aosta, e non ho ancora visto neanche un cenno di solidarietà nei post dei benpensanti che di solito quando capita qualche fatto di cronaca dove uno straniero è responsabile, tutti a postare insulti e e demonizzare. Questa famiglia ha cercato l'integrazione, al punto che i genitori dei compagni di scuola stanno facendo una colletta per raccogliere dei soldi per potere aiutare la famiglia a portare la salma in Marocco. Mi sembrava un atto dovuto dare risalto alla cosa per una questione di civiltà».

Ultimo aggiornamento: 
Martedì 20 Giugno '17, h.19.40

Commenta..

Scrivi qui sopra il tuo commento alla notizia.

CAPTCHA
Questa domanda serve a verificare che il commento non venga inviato da procedure automatizzate
CAPTCHA con immagine

Inserire i caratteri mostrati nell'immagine.