Operazione "Camposanto": in carcere un italiano «pendolare del furto» che spaccava i finestrini delle auto parcheggiate davanti al cimitero

redazione 12vda
I poliziotti Gino Tosetti, Augusto Canini e Sergio Cosentino

Carmine Sozio, 29 anni, torinese di origine pugliese, è stato arrestato nella mattinata di mercoledì 6 dicembre, dagli agenti della "Squadra Mobile" della Questura di Aosta: è accusato di essere il ladro che, negli ultimi mesi, rubava borse e portafogli ai cittadini che si recavano al cimitero di Aosta ed in chiesa, spaccando il finestrino delle auto parcheggiate, tanto che da tempo erano pochi a lasciare l'automobile nel parcheggio del "Montfleury".
I poliziotti gli hanno attribuito undici furti nelle auto ed uno in una casa in un Comune della "Plaine", dove era riuscito a rubare quattro borse, nonostante la presenza dei proprietari nell'abitazione: «"Operazione Camposanto" non è un nome di particolare fantasia - sottolinea il vice questore aggiunto Augusto Canini, nuovo Capo di Gabinetto della Questura di Aosta - ma vuole ricordare che questi fatti sono avvenuti fondamentalmente, se non esclusivamente, nei pressi di cimiteri e chiese. Questo soggetto individuava una certa categoria di cittadini, che si recava nei luoghi di culto, e sono fatti particolarmente antipatici».


Una piscina gonfiabile acquistata dopo aver rubato in un'abitazione. «Nello scorso mese di marzo abbiamo iniziato a seguire alcuni avvenimenti che succedevano all'esterno del cimitero di Aosta - racconta  l'ispettore capo Gino Tosetti, coordinatore della terza sezione della "Squadra Mobile", che si occupa di reati contro il patrimonio - dopotutto i furti nelle autovetture creavano un certo allarme sociale, anche tra le persone anziane. Abbiamo quindi individuato alcuni soggetti che ci hanno provocato un particolare interesse per come si muovevano all'esterno dei cimiteri, ed abbiamo quindi organizzato delle osservazioni anche fuori dalla Valle d'Aosta, in quanto avevamo capito che non erano valdostani ma dei pendolari del furto, che arrivavano in Valle tutte le settimane. A seguito del furto avvenuto in pieno giorno nell'abitazione, dove è stata asportata una borsa contentente carte di credito e "bancomat", dato che questi, dopo il furto, andavano a fare i prelievi negli sportelli più vicini ai cimiteri e successivamente facevano anche la spesa, siamo riusciti ad individuare la targa dell'autovettura e l'individuo autore dei furti. Nello specifico, una volta, hanno acquistato una piscina gonfiabile, non è da tutti i giorni vedere uno che esce con una piscina nel carrello. Questa poi l'abbiamo ritrovata nel campo rom dove risiede Sozio, ancora impacchettata. Immaginate cosa può essere fare un perquisizione in un campo nomadi, non è assolutamente facile, ma siamo stati fortunati perché è stata un'estate molto calda, siamo intervenuti alla fine dell'estate con una decina di agenti, in collaborazione con i colleghi della Questura di Torino».

«Si appostava nel parcheggio del cimitero, in attesa delle signore di una certa età». Il «pendolare del furto», come è stato soprannominato dagli agenti della Polizia di Aosta, già pregiudicato per reati contro il patrimonio, è stato infatti arrestato in un campo nomadi alla periferia di Torino, dove vive dopo aver sposato una donna di origine sinti, e quindi trasferito alla casa circondariale "Le Vallette", a disposizione del magistrato: «sono dodici i furti che gli sono stati attribuiti - aggiunge il sovrintendente Sergio Cosentino - ma non escludiamo il fatto che, dopo aver reso nota l'operazione, ci possa essere qualcun altro che denunci altri episodi. Negli ultimi sei mesi abbiamo infatti esaminato tutte le denunce presentate sia in Questura sia ai Carabinieri, dato che ci sono stati dei furti in bassa Valle, davanti a castelli, parcheggi, chiese e luoghi turistici: abbiamo analizzato tutti gli episodi effettuati con la stessa modalità, spaccando i finestini delle auto parcheggiate davanti ai cimiteri ed alle chiese, portando via preferibilmente le borse delle signore di una certa età che purtroppo tengono il pin del "bancomat" nel portafoglio. Lui operava preferibilimente nella zona del "Montfleury", si appostava con la sua auto, attendeva la vittima ideale, spesso in orari molto mattinieri, quando ci sono meno auto».

Indagini ancora in corso, per trovare ed incastrare il resto della banda. Gli inquirenti parlano al plurale perché, evidentemente, il ladro non si muoveva da solo, ma tengono riservate alcune informazioni, che potrebbero essere utili a scoprire il resto della banda: «per ora Sozio è l'unico indagato ed arrestato, ma non escludiamo di trovare altri complici - evidenzia Cosentino - dal confronto delle immagini di videosorveglianza dei diversi istituti bancari, fortunatamente a colori, abbiamo effettuato dei rilievi antropometrici verificando che l'altezza e la corporatura corrispondeva perfettamente a quella del sospettato. Un altro un particolare intessante è rappresentato un paio di calzoncini che il sospettato indossava durante la perquisizione che erano identici a quello che portava durante uno dei prelievi dopo che aveva sottrato una di queste tessere "bancomat", dove si presentave sempre con cappellino marrone ed un maglietta blu».

Un "bottino" di ventimila euro tra danni e furti. Complessivamente, a Carmine Sozio vengono contestati i reati di furto aggravato, furto in appartamento ed utilizzo indebito di carte di credito, mentre ammontano a oltre diecimila euro i danni provocati: «si sono impossessati di chiavi di casa, telefoni e telecomandi - precisa Cosentino - ed il valore di quanto rubato è su una cifra simile. Continuamo a lavorare, l'operazione non è conclusa: le denunce di furto contro ignoti che abbiamo analizzato sono tutti riconducibili a lui, ma non escludiamo che ci ne siano altri episodi, anche non denunciati».

Qui la gallery fotografica dell'"Operazione Camposanto" della Questura di Aosta:

Ultimo aggiornamento: 
Mercoledì 6 Dicembre '17, h.15.05

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