Recuperate le monete d'oro rubate al "Museo archeologico regionale" durante la "Foire": denunciato anche il ladro, un 51enne aostano

Angelo Musumarra
Le monete d'oro bizantine recuperate dalla Polizia di Aosta

Sono state recuperate in Canavese, da un numismatico a cui erano state vendute a peso, le dieci monete d'oro bizantine della "Collezione Pautasso" che erano state rubate al "Museo archeologico regionale" di Aosta intorno alle ore 10 di mercoledì 31 gennaio, durante la seconda giornata della "Foire de Saint-Ours".
Le monete erano state portate via da Stefano Di Mascio, 51enne aostano, già conosciuto dalle Forze dell'ordine per reati predatori, perché «aveva bisogno di soldi», ed ha agito a volto scoperto, pensando che le telecamere di videosorveglianza fossero spente.

«Furto favorito dalle scarse condizioni di sicurezza all'interno del museo». «Il furto è stato favorito dalle scarse condizioni di sicurezza all'interno della struttura - ha spiegato Eleonora Cognini, dirigente della "Squadra mobile" della Questura di Aosta, che con i suoi uomini ha risolto il caso e recuperato la refurtiva in due giorni - non c'era nessuna premeditazione, la persona si trovava per caso nel museo e, pensando anche che le telecamere fossero spente, ha rubato le dieci monete manomettendo la teca. Le indagini sono inizate analizzando le immagini della videosorveglianza, che non erano perfette, ma siamo riusciti a superare questo problema, confrontandole con altre foto in nostro possesso che ci hanno permesso di risalire all'autore del furto».

«Non è stato un furto su commissione». Di Mascio è stato quindi denunciato a piede libero per furto con scasso ed processo inizierà nella giornata di lunedì 5 febbraio: «quando siamo andati da lui - ha aggiunto la Cognini - il soggetto era anche vestito allo stesso modo in cui compariva nei video del museo. Questa tipologia di furto non avviene molto di frequente la specificità ha permesso di risalire all'autore e quindi di ritrovare le monete prima che fossero immesse sul mercato. Il numismatico che le aveva acquistate, la cui posizione sarà successivamente valutata, non sapeva che fosse materiale rubato e le aveva acquistate a peso, anche se avevano un valore collezionistico. Non è quindi fondata l'ipotesi del furto su commissione, ha semplicemente approfittato della confusione che c'era fuori».
Nella prima udienza del processo il giudice ha disposto una perizia psichiatrica nei confronti di Di Maschio, che risulterebbe essere affetto da ludopatia e solo pochi giorni prima era stato protagonista di un altro furto: la seconda udienza è prevista per il 9 marzo. Il numismatico che ha acquistato le monete rischia, invece, un'incriminazione per riciclaggio.

«E' importante custodire le cose a cui si tiene». Le monete rubate, così come le altre della collezione in mostra nelle sale all'ingresso del museo, erano in una teca collegata ad un sistema di allarme interno, che è scattato nel momento in cui è stata forzata: «è in discussione il protocollo di sicurezza - ha sottolineato ancora la dirigente della "Mobile" aostana - che prevede dei tempi di reazione troppi lunghi. Non c'è stata disattenzione da parte degli addetti, ma le non perfette condizioni di sicurezza hanno favorito il reato. Ribadisco alla cittadinanza che è importante custodire le cose a cui si tiene, l'attività di prevenzione della Polizia si svolge costantemente e quotidianamente ma, anche in un'ottica di sicurezza partecipata, è necessario che ci sia la giusta collaborazione con il cittadino. Una piccola distrazione può creare le condizioni ideali per questo tipo di reati predatori».

«Furto antipatico e fastidioso, durante una "Foire" che è stata positiva». «In ogni caso il livello qualitativo della sicurezza passiva del "Museo archeologico regionale" esula dalla nostre competenze - ha quindi precisato Augusto Canini, capo di Gabinetto della Questura di Aosta - la "Foire" è stata tutto sommato positiva e siamo molto soddisfatti da come si è svolta la manifestazione dal punto di vista della Polizia, Questo fatto risultava antipatico e fastidioso e siamo quindi molto contenti nell'aver risolto questo furto in meno di due giorni tanto che la Procura di Aosta ha definito nostre le indagini "assolutamente complete" disponendo così il giudizio "per direttissima"».
Il ritrovamento delle monete rubate ha permesso così il ritorno alla completezza della "Collezione Pautasso" ed è molto probabile che nei prossimi giorni verrà riveduta l'organizzazione della sicurezza all'interno del "Museo archeologico regionale" così come il relativo accesso: «ringrazio di cuore la Questura di Aosta, in particolare la squadra mobile guidata dalla dottoressa Eleonora Cognigni - ha commentato su "Facebook" Emily Rini, assessore regionale all'istruzione e cultura - per l’eccellente lavoro effettuato, che ha permesso di risolvere tempestivamente il caso del furto al museo archeologico regionale».

ultimo aggiornamento: 
Sabato 3 Febbraio '18, h.16.10