Al Forte di Bard, fino a novembre, in mostra cinquantadue opere dalla Pinacoteca di Rovigo, per ripercorrere il Rinascimento da Bellini a Tiepolo

redazione 12vda
La 'Madonna col bambino' di Giovanni Bellini

E' il critico d'arte Vittorio Sgarbi, insieme ad Gabriele Accornero, direttore del Forte di Bard, a firmare l'esposizione "Da Bellini a Tiepolo. Capolavori dell'Accademia dei Concordi", visitabile nella fortezza valdostana fino all'8 novembre prossimo. La mostra porta, per la prima volta, al di fuori della Pinacoteca di Rovigo, cinquantadue opere, provenienti dalla Pinacoteca dell'Accademia dei Concordi e del Seminario vescovile di Rovigo offrendo una panoramica della stagione artistica che va dal Quattrocento al Settecento, un arco temporale che comprende i momenti più alti della pittura internazionale e che ha come momento centrale il Rinascimento.

"La collezione della Pinacoteca dei Concordi - si legge nella presentazione - che raccoglie il meglio dell'arte veneta dal quindicesimo al diciottesimo secolo, è frutto della passione per la pittura di alcune nobili famiglie rodigine, che nell'Ottocento donarono le loro quadrerie all'Accademia ed al Seminario vescovile di Rovigo. In questa terra, stretta tra i fiumi Adige e Po, che, tra il Quattrocento e il Settecento, ha visto succedersi al colto e raffinato ducato estense il dominio della Repubblica di Venezia, sono custodite opere che posso essere considerate punti di riferimento per la storia dell'arte del nostro Paese e capisaldi della pittura internazionale".

La rassegna si apre con una tavoletta votiva di Quirizio da Murano con Santa Lucia e sei storie della sua vita, di un ricercato stile tardo-gotico, per poi entrare nel vivo della stagione quattrocentesca con l'opera forse più rappresentativa della Pinacoteca e della mostra, la "Madonna con il Bambino" di Giovanni Bellini, capolavoro di colui che è considerato l'innovatore dell'arte veneta del Rinascimento, e maestro di alcuni fra i più grandi artisti del Cinquecento, da Giorgione a Tiziano.
Tiziano, protagonista indiscusso del Cinquecento, è presente in mostra con l'opera "Contadinello". Di grande valore la "Flagellazione" di Palma il Vecchio, e molto intensi i quattro "Ritratti di uomo" attribuiti alla cerchia di Tintoretto, di chiara derivazione tizianesca. Ad arricchire il nucleo di opere del Rinascimento, alcune preziose testimonianze della scuola ferrarese ed emiliana: la tavoletta con "La lotta fra Davide e Golia" di Ippolito Scarsella detto "lo Scarsellino", ed un intenso "San Gerolamo nel deserto" di derivazione del Domenichino.

Sullo scorcio del Cinquecento nei territori rodigini all'egemonia estense succede quella veneziana: un passaggio testimoniato artisticamente dalla "Cena di Pasqua degli Ebrei" di Palma il Giovane, ormai vicino a uno stile manierista. Si apre così la grande stagione del Seicento veneto, rappresentato dalle opere di Pietro Vecchia, Pietro Bellotti e Bernardo Strozzi. Il secolo d'oro di Venezia, il Settecento, è introdotto da Luca Giordano, pittore di origine napoletana, presente con tre olii su tela, e prosegue con Giambattista Piazzetta, Giambattista Pittoni, Giuseppe Nogari ed Alessandro Longhi. La pittura di paesaggio è affidata ai toni cromatici luminosi e chiari della "Marina" di Luca Carlevarijs e ai paesaggi arcadici di Francesco Zais. Il percorso si conclude con una galleria di ritratti: dal raffinato autoritratto di Rosalba Carriera, all'ironica rappresentazione del conte Giulio Contarini da Mula di Alessandro Longhi, al "Ritratto di Antonio Riccobono", energico e volitivo, realizzato da Giovan Battista Tiepolo.

La mostra propone anche una video intervista a Vittorio Sgarbi sul percorso espositivo e sarà disponibile il catalogo, pubblicato da "Forte di Bard edizioni", completo di schede delle opere, oltre ad un sistema di audioguide.
L'esposizione "Da Bellini a Tiepolo. Capolavori dell'Accademia dei Concordi", si può visitare dal martedì al venerdì dalle ore 11 alle 18, mentre il sabato, la domenica ed i giorni festivi dalle ore 11 alle ore 19.
Il biglietto di ingresso costa otto euro (sei euro il ridotto), e quello cumulativo con la mostra "Sebastião Salgado. Genesi", 14 euro (12 euro il ridotto).