Giancarlo Muzzolon, gli allievi di Franco Grobberio, Lydia Brunod e Marco Tarea espongono a novembre alla "Galleria San Grato" di Aosta

Claudia Camedda
Giancarlo Muzzolon tra le sue opere in mostra

Con la mostra "Pittura per la serenità" di Giancarlo Muzzolon si è aperto il mese di novembre alla "Galleria San Grato", in via De Tiller ad Aosta: il pittore aostano, iscritto alla "Associazione artisti valdostani", presenta, fino a venerdì 6 novembre (dalle ore 10 alle 12 e dalle ore 16 alle 19) la sua prima personale. Muzzolon, pittore figurativo, che nel 1974 ha conseguito una laurea di orientamento umanistico all'università degli studi di Torino, e in seguito il diploma di strumentazione presso il Conservatorio "Giuseppe Verdi", sempre nel capoluogo piemontese, espone venticinque quadri realizzati ad olio e qualche acquarello. Giancarlo Muzzolon, che ha ottenuto diversi riconoscimenti in Valle d'Aosta, Piemonte e Lombardia, dipinge diversi aspetti della realtà circostante, puntualizzando i particolari dai quali si sente ispirato. Per la sua pittura lui sceglie angoli, scorci, portoni, vecchie serrande, finestre e facciate di case antiche che il passare del tempo ha impreziosito di colori e particolari, trasformando tutto in un'esposizione unica e speciale. Dell'autore sono suggestivi gli squarci di Venezia o della laguna, così come i paesaggi di Burano, Chioggia e l'isola di Pellestrina, ed ancora piccoli centri montani della Valle d'Aosta. Maestosa è l'opera del Palazzo Ducale di Venezia, dalla vena romantica è la rappresentazione dell'antica serratura nel castello di Gressan, sublime è il dipinto sul castello di Entrèves all'inizio della primavera. Il quadro dal titolo "Sul ponte di Bassano ci daremo la mano" risulta unico nel suo messaggio morale. Di ispirazione nostalgica è il lavoro "Costeggiando l'isola di Pellestrina" così come "Prato fiorito con vista sul monte Bianco" esalta la bellezza del paesaggio montano naturale valdostano, ed infine di genere realistico è l'opera "Baita in frazione Glassier".

Da sabato 7 a venerdi 13 novembre ad esporre saranno gli allievi della scuola di Franco Grobberio, di Nus, che porteranno venti acquarelli: infatti, dal 2000, Grobberio tiene corsi di acquarello, dai quali sono emersi dei talento. I partecipanti dell'ultima edizione sono Rupf Piperno, Tiziana Vallet, Lilia Balla, Federica Breuvé, Eleonora Brunod e Pietro Fioravanti che esporanno paesaggi, figure e "luoghi dell'anima" come ama definirli Grobberio: l'esposizione sarà visitabile dalle ore 16 alle 19.30.

Da sabato 14 novembre sarà Lydia Brunod a presentare la sua personale dal titolo "Mes petites bêtes" con venti dipinti a olio su tela di jeans riciclata e su legno tarlato. I soggetti dei lavori dell'artista sono gli animali come cani, gatti, asini, mucche ed i fiori. Recentemente Lydia Brunod è stata premiata, ad Aosta, dalla "Universum Academy" per l'originalità, grazie ad un'opera di un quadro che raffigura un toro che indossa un piumino blu. L'esposizione sarà aperta tutti i giorni, fino a venerdì 20 novembre, dalle ore 10 alle 18.

Da sabato 21 al venerdì 27 novembre esporrà quindi Marco Tarea, con la sua mostra intitolata "Si selfie chi può": l'artista presenterà venti quadri acrilici dai soggetti classici di stile valdostano, come figure, tatà o gufi reinterpretati con colori vivi e surreali. Marco Tarea ama dipingere anche paesaggi molto stilizzati con montagne naïf e sta evolvendo nel suo stile, adottando un genere di pittura comunemente definita "materica", ottenuta fissando un gessetto acrilico sulla tela o legno, che giunto poi ad essiccazione risulta ruvido con tante scanalature. Il genere artistico dell'autore è innovativo, presentando un'espressività pittorica che rompe i comuni schemi dell'arte tradizionale valdostana: la mostra sarà visitabile dalle ore 10 alle 12, e dalle ore 15 alle 19.

Tutte le esposizioni sono organizzate dalla "Associazione artisti valdostani", presieduta da Marcella Curcio, con il patrocinio del Comune di Aosta.