A luglio, alla "Galleria San Grato", le esposizioni di Beatrice Di Tommaso, Domenica Rughini, Michele Melfa, Domenico Minniti ed Anna Moretto

Claudia Camedda
Anna Moretto mentre pulisce una sua scultura esposta in via Martinet ad Aosta

Si conclude venerdì 24 luglio la mostra collettiva "Racconti cromatici" delle autrici Beatrice Nadia Di Tommaso e Domenica Rughini, ospitata nella "Galleria San Grato" in via De Tillier ad Aosta: la Di Tommaso espone venti quadri, acquarelli e dipinti su seta. I soggetti sono per lo più elaborazioni di fantasia, di notevole espressione artistica è un'icona russa che raffigura una Madonna con il bambino. L'artista, che ha frequentato l'Istituto d'Arte con il professor Rolando Robino, ed ha svolto per diversi anni la professione d'insegnante di arte ed immagine presso le scuole medie della Valle d'Aosta, si è occupata anche di ceramica, vetro, découpage, presentando i suoi lavori alla "Foire de Saint-Ours" ed alla "Foire d'été". Numerose le sue opere ad acquarello, pastello, matita, carboncino e ad olio, ma la sua più grande passione è la pittura su seta.
Domenica Rughini propone invece venticinque quadri, diversi acrilici e qualche acquarello, dei lavori a matita, china del genere "Kandisky", detti "grafismi". La pittrice, autodidatta, ha affinato il suo stile frequentando diversi corsi di pittura, i soggetti delle sue opere variano, fiori, paesaggi, figure, riuscendo a spaziare da un tema all'altro, da una tecnica all'altra, ripercorrendo la linea che va dall'astrattismo all'informale.

Da sabato 25 luglio a venerdì 31 esporrà i suoi lavori Michele Melfa, nella personale intitolata "Colori e Natura" con venti quadri acrilici, paesaggi marini, di montagna e surreali. "Enigma" è una rappresentazione ottenuta con la stesura di una macchia di colore, che lascia libera interpretazione ai visitatori della mostra, mentre "Inganno" raffigura invece gli indiani d'America nel 18esimo secolo. Il dipinto "Lupo solitario", immagine dell'animale rivolto verso la luna, trasmette sentimenti di tenera nostalgia.

Il mese di luglio era iniziato con la mostra di Domenico Minniti dal titolo "Colore del legno". L'artista, che ha conseguito negli anni '60, il diploma di "maestro d'arte" presso l'Istituto regionale d'Arte, e ha poi frequentato corsi di intaglio, ha esposto venti bassorilievi in legno di tiglio, noce, abete, cirmolo, quattro sculture a tutto tondo di cui una è rappresentata da un tronco di legno scavato con un gufo e dei topolini incollati, un'altra è la figura di un contadino che spacca la legna, e poi ancora un gallo forcello o meglio fagiano di montagna molto colorato: il corpo nero bluastro, il collo verde bottiglia e la coda bianca.
Tra le opere che Minniti ha proposto, dal titolo "Avifauna alpina", vi sono quattro bassorilievi che rappresentano marmotte, galli forcelli, una cotornice delle Alpi, più precisamente una pernice alpina dalle striature bluastre. Dell'autore sono esposti anche un pannello dove sono scolpiti dei camosci, altre sculture di animali, e ancora una donna al lavatoio e la figura di un Cristo stilizzato.

Sabato 11 è stata la volta di Anna Moretto, che ha presentato, per una settimana, una serie di ritratti incentrati sul tema dell'"Incomunicabilità". L'artista che nel 1994 si è avvicinata alla scultura frequentando la scuola bottega di Franco Crestani, ha poi esplorato altri ambiti artistici fra cui la pittura, dedicandosi a temi quali il degrado dei valori, la chirurgia estetica, come negazione del passare del tempo, o meglio alla falsità a scapito dell'autentico.

Le esposizioni sono aperte al pubblico dalle ore 10 alle 12.30, e dalle ore 15.30 alle 19.30, e qualche sera anche dalle ore 21 alle 23.30. La rassegna è organizzata dalla "Associazione artisti valdostani" presieduta da Marcella Curcio, con il patrocinio del Comune di Aosta.