Quasi trentamila visitatori per le mostre organizzate dalla Regione nel 2014: «numeri sbalorditivi, la promozione funziona» commenta Emily Rini

redazione 12vda
L'allestimento al 'Centro Saint-Benin' di Aosta della mostra su Antonio Canova

Programmazione e pianificazione: sono le richieste per la proposta culturale regionale da parte dei consiglieri regionali di Alpe, che nella seduta del Consiglio Valle di mercoledì 20 gennaio hanno presentato un'interrogazione ed un'interpellanza sul tema. Le mostre sono, in particolare, croce e fiore all'occhiello, dal momento che i numeri a fine stagione si mostrano sempre spietati e sembrano avere la meglio sulla qualità che, nonostante tutto, le proposte cercano di mantenere. Anzi, i consiglieri di minoranza vorrebbero anche una valutazione "che tenga conto degli impatti e delle ricadute economico - sociali di tali iniziative".
«Un'offerta culturale di qualità si gioca su più fronti – ha sottolineato Patrizia Morellil'educazione culturale dei residenti, soprattutto i giovani, e l'attrattiva turistica della Valle, in termini di economia locale. Il Forte di Bard in questo è riuscito, con esposizioni che attirano un grande pubblico anche da fuori Valle. Sarebbe quindi importante attivare sinergie nell'ottica di una strategia nella programmazione che, per quanto riguarda l'amministrazione regionale, sembra oggi essere caratterizzata da una certa improvvisazione».

Si torna quindi a battere dove il dente duole: tutto il comparto della cultura, ormai da anni, soffre della determinazione tardiva del budget, ma anche, va specificato, di destinazioni che non corrispondono ad una immediata disponibilità di fondi. L'indeterminatezza del capitale disponibile va quindi ad incidere sugli accordi che si possono prendere con altri enti o con agenzie, che potendo giocare d'anticipo potrebbero offrire condizioni migliori rispetto ai lunghi pourparler ed alle decisioni prese per forza all'ultimo: «la programmazione delle sedi istituzionali, vale a dire "Museo archeologico regionale", "Centre Saint-Bénin", "Hôtel des Etats", Chiesa di Saint-Laurent e castello "Gamba" - ha spiegato l'assessore regionale all'istruzione e cultura, Emily Rini - è già definita l'anno precedente, ma non può essere definita se non nei primi mesi dell'anno successivo, quando abbiamo la certezza del budget, condizione indispensabile per la programmazione stessa. Il criterio di scelta è quello di relizzare una programmazione ricca, variegata, di buon livello culturale, che tenga conto degli aspetti artistici legati alla Valle d'Aosta e di una apertura a livello nazionale e internazionale, con lo scopo di proporre ai valdostani e ai turisti una offerta culturale valida, attuale e ampia».

«Il turismo culturale, nonostante la crisi, è in aumento ed è l'unico in controtendenza - ha ribadito Alberto Bertin, consigliere regionale di Alpe - in Valle d'Aosta purtroppo questo segmento turistico è poco considerato e i risultati restano modesti. Manca una programmazione e quindi una promozione adeguata, non sappiamo ancora cosa si farà quest'estate. Bisogna inoltre dotarsi di strumenti per valutare le ricadute economiche e sociali delle attività museali ed espositive. E' un peccato poiché in questo settore, se spese bene, anche risorse finanziare limitate possono far ottenere risultati importanti, dal punto di vista culturale, economico e sociale. Si conferma l'assenza di programmazione e di promozione: un'attività da ripensare integralmente».

Intanto i numeri danno ragione a mostre di ampio respiro e nomi celebri, come quella su "Antonio Canova, all'origine del mito", scelta di gessi e di bozzetti ben curata e completa persino della ricostruzione del laboratorio dell'artista: proposta al "Saint-Bénin" per i mesi estivi, da giugno ad ottobre, con un costo di 135mila e 529 euro per l'organizzazione e di 34mila e 625 euro per il personale, ha registrato l'ottanta per cento dei visitatori da fuori Valle, sui 5.708 complessivi: «per quanto concerne la mostra "Chicco Margaroli. Passaggio a dimora. Bedding out" - ha continuato l'assessore - sono stati spesi 23mila euro, i visitatori sono stati 2.920, di cui 990 paganti con ingresso intero, 330 con ingresso ridotto, 1.271 gratuiti. Inoltre sono state effettuate trentasette visite guidate, 86 attività per famiglie, 206 attività per bambini. I costi della mostra "Davide Camisasca. Lost in Japan" sono stati di 21.544 euro per l'organizzazione e di quasi 29mila per il personale, con un numero totale di 5.153 visitatori; per "L'acquerello oggi" (coordinata da Pasqualino Fracasso ed aperta a "San Lorenzo" da luglio ad ottobre, con ingresso gratuito, n.d.r.) il costo di organizzazione è stato di circa 10.710 euro per 8.027 visitatori. I costi relativi ad "Expo VdA" (al "Museo archeologico regionale" da luglio a novembre, con ingresso libero, n.d.r.) non sono stati sostenuti dall'Assessorato, ma dalla società preposta: i visitatori sono stati 8.027. Per il castello "Gamba" non è stato necessario assumere ulteriore personale oltre a quello già in servizio per la custodia della collezione permanente, così come per la mostra "l’Acquerello oggi", per la quale si sono utilizzate le assistenti alle mostre già in ruolo».

«Quanto al Forte di Bard
- ha concluso la Rini - questo polo culturale è parte integrata e integrante del sistema culturale della nostra regione e riceve fondi dall'Assessorato stesso: non vi è quindi la necessità di istituzionalizzare una collaborazione, in quanto esiste già. Stiamo cercando di rafforzare la sinergia con iniziative integrate e complementari, con una programmazione maggiore e più efficace. Quest'anno abbiamo avuto dei numeri sbalorditivi nell'accesso ai monumenti regionali, il che significa che la politica di promozione sta funzionando. Non è una gara a chi fa meglio: tutti vogliamo fare bene e vogliamo fare bene insieme».