Dalla Giunta regionale oltre 450mila euro per i corsi per i docenti valdostani che partono a settembre: i sindacati proclamano lo stato di agitazione al liceo "Bérard"

redazione 12vda.it
Chantal Certan, assessore regionale all'istruzione e cultura

La Giunta regionale ha stanziato, lo scorso lunedì 5 giugno, 452mila euro per il "Piano regionale per la formazione dei docenti" per il biennio 2017-2019 e dell’offerta formativa per l’anno scolastico 2017-2018, ma pone alcuni paletti su date e modalità, che già stanno facendo discutere: «una delle richieste che sono venute maggiormente dal mondo degli insegnanti è proprio stata quella della formazione - spiega Chantal Certan, assessore regionale all'istruzione e cultura, che negli ultimi due mesi ha effettuato sopralluoghi e visite in tutte le scuole - la formazione non è più obbligatoria da molti anni, nella scuola, però è chiaro che il mondo scolastico deve essere in costante aggiornamento, non si può pensare di essere attivi e propositivi senza essere aggiornati, perché la scuola forse è il luogo per eccellenza dove passano tutte le novità e tutti gli aggiornamenti della società. Da una parte la scuola addirittura deve anticipare questi aggiornamenti, perché ha proprio la vocazione di preparare i suoi studenti ad essere i futuri cittadini. Credo che uno degli obiettivi della politica educativa, non solo regionale ma in generale, dovrebbe essere proprio quello di trovare già un "fil rouge" ed anticipare certi cambiamenti».

Nei prossimi tre anni corsi di numerose tipologie. Vengono quindi stanziati 112mila euro per il 2017, 170mila euro per il 2018 ed altrettanti per il 2019, nelle diverse modalità di erogazione dei corsi, a livello regionale ed in partenariato, a livello territoriale attraverso la sottoscrizione di accordi inter-istituzionali, e nelle Istituzioni scolastiche attraverso modelli di tutoraggio e di "mentoring". Potranno essere corsi in presenza, in modalità ibrida, integrando apprendimento online tutorato e incontri in presenza, corsi interamente online, percorsi di "ricerca-azione" che associano lo studio e la riflessione sui principi teorici e la sperimentazione in classe monitorate da un tutor esterno o da un docente esperto, o ancora atelier di produzione di strumenti didattici da utilizzare in classe coordinati da un tutor esterno o da un docente esperto. Sono previsti anche gli stage all'estero ed il "job shadowing", vale a dire stage di osservazione all'estero in classi di docenti della stessa disciplina.

Plurilinguismo, competenze digitali, scienze sperimentali e matematica. Gli ambiti di formazione seguono le indicazioni nazionali e comprendono competenze di sistema, quindi autonomia organizzativa e didattica, valutazione, didattica per competenze e innovazione; competenze per il ventunesimo secolo, che abbraccia plurilinguismo, competenze digitali e ciò che riguarda scienze sperimentali e matematica, ma anche il rapporto fra scuola e lavoro; competenze per una scuola inclusiva, quindi integrazione e competenze di cittadinanza, inclusione e disabilità, coesione sociale e prevenzione del disagio giovanile. Le ore di formazione per ogni settore sono già state definite e distribuite in momenti diversi lungo l'anno scolastico.
In più, recita il Piano, "per ogni attività di formazione, i docenti saranno tenuti a rispondere a questionari di autovalutazione e di valutazione per la verifica delle competenze acquisite e, par talune formazioni, a compilare un portfolio o a sostenere prove di certificazione delle competenze linguistiche o metodologiche".

Cinque giorni di formazione in quattro diversi mesi. Sulla calendarizzazione si tocca un tasto dolente, dal momento che si va a toccare la scadenza fin troppo vicina degli esami di riparazione ed, a cascata, la distribuzione dei giorni di ferie che, soprattutto per i docenti della secondaria di secondo grado, cadono forzosamente fra metà luglio, fine delle prove di maturità, e fine agosto: «abbiamo cercato di ovviare al fatto che in genere la formazione degli insegnanti veniva finora proposta dopo l'orario scolastico, vale a dire la sera - precisa la Certan - noi invece la proponiamo durante la giornata. Una formazione che sia continuativa nel corso dell'anno, dove gli insegnanti che vanno in formazione siano sostituiti, per un totale di cinque giorni a settimana per quattro settimane, a settembre, novembre, febbraio ed aprile. Abbiamo anche cercato di cercare mesi in cui non ci siano altri impegni, come gli scrutini. Proponiamo metodologie innovative e livelli diversi per la lingua, in particolare abbiamo cercato di organizzarle soprattutto in lingua francese e in lingua inglese, tenendo conto anche del quadro linguistico europeo, dividendo su livelli di competenza, mentre per altri moduliamo per gradi di scuola, indirizzi, materie. La sostituzione è uno degli elementi più importanti, perché una delle motivazioni per cui era difficile andare in formazione pareva essere il problema delle sostituzioni e dell'organizzazione interna della scuola».

Si inizierà quindi a settembre. La modifica del calendario interno scolastico viene discusso in questi giorni, perché una lettera della Sovrintendenza ha già invitato ad anticipare gli "esami di riparazione" in modo da concludere le operazioni entro fine agosto, ma il cambiamento deve essere deliberato dai collegi docenti: «per noi un punto di criticità è che non possiamo chiedere l'obbligatorietà - aggiunge ancora l'assessore - conto sulla professionalità e sulla serietà degli insegnanti, che portino a termine i corsi che iniziano. Abbiamo previsto una certificazione che permetta agli insegnanti di avere crediti per la loro professione ma anche eventualmente in altri ambiti. Per fare questo, abbiamo posticipato l'inizio della scuola per permettere la settimana del 14 settembre le riunioni di programmazione e di filone, mentre la settimana dal 4 all'8 sarà destinata proprio alla formazione. A tal fine abbiamo dovuto anche anticipare di quattro giorni il termine degli esami per il recupero dei debiti. Anche se abbiamo cercato di fare una mediazione fra la circolare ministeriale che chiede di terminare gli esami entro il 31 agosto, mentre noi chiediamo almeno di iniziarli entro il 28 agosto. La settimana precedente di solito ci sono i corsi di recupero laddove le scuole li organizzano».

"Negli ultimi dieci anni i corsi conclusi entro il 31 agosto". L'ordinanza ministeriale risale in realtà alla fine del 2007 ed è già stata prontamente ripresa dall'organizzazione sindacale "Snals", che commenta come negli ultimi dieci anni i corsi di recupero siano stati erogati entro il 31 agosto, concludendo esami e scrutini entro i primi giorni di settembre: "tale scelta è stata motivata dalla necessità di consentire agli studenti un congruo periodo di riposo - sottolineano dal sindacato - ed ai docenti di usufruire delle ferie come sempre avvenuto, in base al "Testo unico" ed al contratto nazionale di lavoro. Inoltre il comma 1 dell'articolo 13 del contratto indica chiaramente che nei periodi di ferie sono escluse le "indennità previste per prestazioni di lavoro aggiuntivo" e, in conseguenza, i giorni in cui si svolgono corsi di recupero non possono essere rubricati come giorni di ferie. Si ricorda che nel periodo indicato per lo svolgimento delle operazioni di scrutinio le segreterie delle Istituzioni scolastiche e gli stessi docenti precari saranno impegnati nelle operazioni di nomina dei supplenti dalle graduatorie di istituto, che richiedono la presenza dei medesimi alle chiamate".

La "Bérard" stato di agitazione per le modifiche al calendario. Intanto, in alcune istituzioni scolastiche il calendario è stato modificato d'ufficio, provocando, come al Liceo "Bérard" di Aosta, lo stato d'agitazione da parte dei docenti, "non tanto per la presentazione del Piano formazione, ma per la prevaricazione delle funzioni del collegio docenti", non interpellato preventivamente in merito alla variazione di calendario: "in un contesto lavorativo già compromesso - denunciano i sindacati "Flc-Cgil", "Savt-Ecole" e "Snals" - l'alterazione unilaterale da parte del dirigente scolastico del Piano delle attività didattiche approvato ad inizio anno scolastico. Spetta infatti al Collegio dei docenti deliberare la programmazione delle attività di sostegno e di recupero, decidere i tempi delle verifiche del saldo dei debiti e il calendario degli scrutini conclusivi, tenendo conto delle particolari situazioni del singolo Istituto, che potrebbero anche non rendere possibile la conclusione di tutte le operazioni entro il 31 agosto, in modo da garantire agli studenti il diritto e il tempo per la preparazione al recupero del debito scolastico. L'unico vincolo che deve in ogni caso essere rispettato è che tutti gli adempimenti si concludano prima dell'inizio delle lezioni dell'anno scolastico successivo. Ne consegue il mancato rispetto del ruolo e delle prerogative del collegio dei docenti in ambito didattico, per l'organizzazione dei corsi di recupero, e di valutazione, per il calendario esami".

Ultimo aggiornamento: 
Mercoledì 7 Giugno '17, h.10.40

Commenta..

Scrivi qui sopra il tuo commento alla notizia.

CAPTCHA
Questa domanda serve a verificare che il commento non venga inviato da procedure automatizzate
CAPTCHA con immagine

Inserire i caratteri mostrati nell'immagine.