L'homeschooling interessa anche in Valle d'Aosta ma risulta di difficile realizzazione: una scuola montessoriana potrebbe sorgere a Gressan

redazione 12vda.it

Potrebbe essere il sogno di tanti ragazzini: trovare una scusa per non andare a scuola, definitivamente. La normativa italiana permette la cosiddetta "educazione parentale" o "homeschooling", che nel 2016-2017 risultava praticata per un migliaio di studenti in età scolare. Dai sei ai sedici anni, i dieci dell'obbligo scolastico, le famiglie possono decidere di provvedere direttamente all'istruzione dei figli, per motivi legati alla salute, alla gestione familiare, alla non condivisione dei metodi di insegnamento o della eccessiva socializzazione nelle classi, in quest'ultima tesi ispirandosi​ anche​ alle teorie dello psicologo canadese Gordon Neufeld.

Legge poco chiara ed impugnabile. Istruire i figli a casa, secondo la legge italiana, prevede che si dichiari, con un'autocertificazione, di esserne in grado, dal momento che al termine di ogni anno scolastico il bambino o ragazzo dovrebbe sostenere un esame nella scuola più vicina a casa, per dimostrare che la preparazione è stata svolta regolarmente​ e che i ragazzi non ricadono nei numeri della dispersione scolastica. ​Il decreto legislativo numero 62 del 13 aprile 2017, "Valutazione e​ certificazione delle competenze del primo ciclo ed esami di Stato", norma di attuazione della legge detta "la buona Scuola", pare però non del tutto chiaro e impugnabile, tanto che alcuni legali si sono già mossi.
Il Ministero dell'Istruzione precisa, citando le leggi precedenti, che risalgono fino al 1994: "I genitori o gli esercenti la potestà parentale, che intendono provvedere in proprio all'istruzione di minori soggetti all'obbligo di istruzione, devono rilasciare al dirigente scolastico della scuola viciniore un'apposita dichiarazione, da rinnovare anno per anno, circa il possesso della "capacità tecnica o economica" per provvedervi. Il dirigente scolastico ha il dovere di accertarne la fondatezza. A garanzia dell’assolvimento del dovere all'istruzione, il minore è tenuto a sostenere un esame di idoneità all'anno scolastico successivo".

Ad Aosta meno di una decina di "scolari casalinghi" lo scorso anno. In realtà, fino ad ora molti dirigenti scolastici, non tutti, hanno un po' lasciato correre, evitando tutta la trafila di controlli: anche i siti e i blog di sostegno alla "homeschooling" sono in genere vaghi sul tipo di preparazione da fornire ai figli, che comunque, alla fine, dovrebbero sostenere un esame uguale a tutti gli altri. Anzi, in certi casi, complici gli uffici, le famiglie si limitano a comunicare la propria decisione al sindaco: nel 2016-2017 ad Aosta le richieste sono state meno di una decina. Con le restrizioni che derivano dall'obbligo vaccinale, però, i numeri potrebbero alzarsi vertiginosamente, comprendendo anche la fascia da zero a sei anni che in realtà non rientra nell'obbligo scolastico e neppure nelle competenze del Ministero dell'Istruzione, ricadendo invece sotto i servizi sociali.
Niente libri, di sicuro con un risparmio che in Italia può essere di centinaia di euro l'anno, ma in Valle d'Aosta i testi scolastici sono pagati dalla Regione, e niente programmi, orari, compagni: finora erano soprattutto i genitori a seguire l'istruzione a casa dei figli, comprendendo il supermercato, la biblioteca ed il parco. Ora però si parla già di scuole alternative, per esempio la montessoriana per l'infanzia e la steineriana o "scuola del bosco" per i più grandicelli, che dovrebbe aprire, negli obiettivi di un gruppo che si sta formato a Gressan, nel mese di settembre 2018.

Confronto sbilanciato tra "homeschooling" e scuola pubblica. Certo, però, il confronto con la scuola pubblica o paritaria diventa complesso: da un lato il genitore "fai da te", dall'altro l'istruzione gratuita con un numero variabile di insegnanti, da cinque-sei a dieci-quindici per le superiori, che hanno conseguito una laurea, seguito corsi di formazione, superato abilitazioni e concorsi, in una materia specifica, non in qualunque disciplina. Tanto che si comincia a parlare di "maestre" che potrebbero ospitare a casa propria più bambini non vaccinati e impartire loro gli insegnamenti necessari. Aprire una scuola materna (scuola dell'infanzia) a casa propria è possibile, rispettando la normativa comunale, le richieste ed eventualmente i controlli dell'Azienda sanitaria e, perché no, stipulando una assicurazione per ogni evenienza.
Per i livelli successivi, le "competenze tecniche" previste dalla legge intendono che chi impartisce le lezioni abbia un livello di istruzione superiore a quello dello studente, ad esempio una licenza media per insegnare ad un alunno di scuola primaria (mentre i maestri di scuola devono essere laureati). In teoria, un ragazzo può non mettere mai piede in aula fino all'università. Dovrebbe invece sostenere gli esami ad ogni fine d'anno scolastico e poi gli esami di Stato: qui viene sottolineata un'altra mancanza di chiarezza normativa, dal momento che il legislatore non specifica cosa debba fare lo studente non in regola con le vaccinazioni, se recuperarle tutte anche per gli esami intermedi, se il vaccino non sia rilevante, oppure se possa essere interrogato a distanza, magari in videoconferenza.

L'unica certezza è rispetto dell'obbligo scolastico. Intanto valgono i due obblighi: l'istruzione obbligatoria e gratuita che è "impartita per almeno dieci anni e riguarda la fascia di età compresa tra i sei ed i sedici anni". E poi "l'obbligo formativo, ossia il diritto-dovere dei giovani che hanno assolto all'obbligo scolastico, di frequentare attività formative fino all'età di diciotto anni" in varie forme: "proseguire gli studi, seguire corsi di formazione professionale (regionali o provinciali) iniziare un percorso di apprendistato" oppure frequentare un corso di istruzione per adulti.
Anche su questi punti manca ancora la precisazione per chi non è vaccinato, ma che potrebbe essere cresciuto nella libertà concessa finora ai genitori di autocertificare la propria posizione diversa sul tema.

Ultimo aggiornamento: 
Lunedì 18 Settembre '17, h.19.30

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