Piccole modifiche all'ultima parte di sperimentazione prevista dalle "adaptations" in attesa della valutazione del Comitato tecnico

redazione 12vda.it
Emily Rini parla delle 'adaptations' alla conferenza stampa di fine anno

Il "Consiglio scolastico regionale", organo consultivo composto da rappresentanti istituzionali, rappresentanti dei genitori e dirigenti scolastici, ha riveduto alcuni aspetti della sperimentazione sulle "adaptations", cioè l'insegnamento in francese e inglese di parte delle materie non linguistiche, anche se le modifiche non sono sostanziali e la sperimentazione proseguirà fino alla fine dell'anno, il secondo, come previsto.
La riunione di giovedì 28 dicembre, dopo le proteste di alcuni collegi docenti delle scuole medie e l'incontro tra l'assessore regionale Emily Rini ed il sovrintendente Fabrizio Gentile con alcuni docenti, ha portato il Consiglio scolastico a deliberare che, nella seconda parte dell'anno scolastico 2017-2018, restino invariate "le attività di sperimentazioni" per quanto riguarda la scuola dell'infanzia e la primaria, ma per le secondarie di primo e secondo grado "non si ritiene necessario modificare le attività di sperimentazione in atto laddove la progettazione didattico - educativa non ne evidenzi la necessità".

Resta, seppur ridotto, l'insegnamento di materie in francese ed inglese. L'osservazione arriva dopo diverse richieste da parte di collegi docenti di sospendere la sperimentazione, per limitare la "banalizzazione dei contenuti" dovuta ad un approccio in lingue che gli studenti non praticano fluentemente e in materie che i docenti non sono preparati ad insegnare secondo altre impostazioni linguistico culturali. Alle medie, inglese su più materie, ma almeno quattro moduli settimanali. Il Consiglio scolastico recepisce e, per la scuola media, scrive: "nel caso in cui gli organi collegiali abbiano ravvisato delle criticità, occorre distinguere preliminarmente tra i moduli da svolgere in lingua francese e in lingua inglese, tenuto conto del diverso rilievo che le due lingue assumono sia dal punto di vista dello Statuto speciale e delle caratteristiche socio - linguistiche e culturali della nostra Regione sia dal punto di vista delle competenze dei docenti e degli studenti". Di fatto, restano i 66 moduli annuali complessivi di insegnamento in lingua francese: nell'orario settimanale, sei moduli sono frontali di lingua francese, altri due moduli sono "di compresenza obbligatoria, da svolgersi in lingua francese con i docenti di discipline non linguistiche".
"Pertanto - continua il Consiglio scolastico - non si ritiene di ridurre i 66 moduli annuali, ma è possibile il monte ore complessivo su ulteriori discipline rispetto a quelle individuate in via sperimentale per gli adattamenti (geografia, musica e storia) compatibilmente con la programmazione".
Invece per l'inglese "in ragione della minor padronanza linguistica degli studenti rispetto al francese e di una non sempre adeguata competenza linguistica dei docenti", si procede ad una rimodulazione "attraverso l'individuazione di ulteriori discipline non linguistiche, rispetto a quelle stabilite in via sperimentale per gli adattamenti (scienze, informatica ed educazione fisica), anche in deroga al monte ore complessivo previsto ma garantendo un minimo di quattro moduli per le discipline già stabilite e le ulteriori individuate, da svolgere con eventuali pratiche didattico organizzative diverse da quelle già programmate e con gli esperti esterni, laddove presenti", senza specificare che, al momento, le materie non toccate dall'insegnamento in francese ed in inglese sono solamente matematica e arte.

Alle superiori, monte ore invariato ma su più materie. Per la secondaria di secondo grado, si parla soprattutto del francese, dal momento che "l'insegnamento di discipline non linguistiche in lingua inglese si realizzerà a partire dall'anno scolastico 2019-2020". Anche qui "non può essere oggetto di riduzione il monte ore annuale di 66 moduli previsti nei licei e negli istituti tecnici e i 33 moduli previsti negli istituti professionali" ma, "nel caso in cui gli organi collegiali abbiano ravvisato delle criticità, è possibile distribuire il monte ore complessivo anche su altre discipline del curricolo scolastico ltre a quelle dell'area storico-sociale".

Il Comitato tecnico deciderà della sperimentazione. Il Consiglio decide invece "di rinviare a una successiva deliberazione le decisioni in merito alla revisione della sperimentazione per l'anno scolastico 2018-2019, alla luce del monitoraggio del progetto sperimentale in corso e delle analisi prodotte dal Comitato tecnico", composto da Gisella Langé, dirigente tecnico in quiescenza del Ministero dell’istruzione, già in servizio a Milano presso l’Ufficio scolastico regionale della Lombardia, con funzioni di coordinamento, Diana Saccardo, dirigente tecnico del Ministero, in servizio a Roma presso il Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione, Carmen Mary Coonan, docente ordinario di didattica delle lingue straniere presso l’università "Ca’ Foscari" di Venezia ed esperta di fama internazionale della metodologia "Clil"Gabriella Vernetto, dirigente tecnico dell’Assessorato regionale all'istruzione e cultura.

«Un messaggio di apertura ed un passo avanti per i nostri ragazzi». «Questa decisione di accoglimento di istanze - commenta l'assessore regionale all'istruzione e cultura, Emily Rini - vuole essere un messaggio di apertura alle richieste ed esigenze del mondo scolastico al fine di porre le basi migliori per progettare tutti insieme le modalità per potenziare le competenze linguistiche dei nostri studenti per i prossimi anni scolastici. Come ho già avuto modo di dire non si tratta di un passo indietro, bensì di un passo in avanti volto al rafforzamento delle competenze linguistiche. Le modifiche più importanti saranno apportate per l’anno scolastico 2018/2019, poiché in corso d’anno scolastico è possibile intervenire ma in maniera più circoscritta. Il mio auspicio è quello di riuscire a trovare una sinergia tra l’amministrazione e il mondo della scuola nel suo complesso al fine di individuare congiuntamente gli strumenti e le strategie migliori per raggiungere un obiettivo comune: dare maggiori opportunità ai nostri ragazzi».
«Abbiamo incontrato rappresentanti del mondo del lavoro, ormai l'inglese è richiesto anche a chi vuol fare il cameriere - ha poi ribadito nel corso della conferenza stampa di fine anno della Giunta regionale - e dobbiamo chiederci come mai all'università di Torino si tengano corsi interamente in inglese. Crediamo fermamente nella bontà del progetto che abbiamo iniziato due anni fa. Progetto che abbiamo voluto fin dall'inizio portare avanti in forma sperimentale, vuol dire avevamo già previsto che si sarebbero dovuti apportare dei correttivi. Soltanto chi non fa, chi non ha il coraggio di partire, non arriva da nessuna parte».
«Abbiamo recepito e compreso tante delle richieste venute dal corpo docenti - ha proseguito la Rini - ed il Consiglio scolastico ha deciso di intervenire già in corso d'anno, cosa che era fattibile al contrario di quanto era emerso nelle ultime settimane, venendo incontro alle esigenze. Quindi non è un passo indietro ma un passo in avanti».

«Impianto con evidenti limiti che scarica le scelte sulle scuole». «A giudizio della "Flc-Cgil" - sottolinea il sindacalista Luca Sacchi - è il loro stesso impianto che presenta evidenti limiti: dalla scelta di concentrare prioritariamente sul plurilinguismo le risorse regionali, e non su altre urgenze del sistema scolastico valdostano, come la dispersione, all’individuazione di un modello di insegnamento sulla falsariga del "Clil", ma che lo distorce, utilizzando insegnanti senza le competenze ritenute necessarie da questo modello pedagogico. La delibera approvata dal Consiglio scolastico regionale, al di là di questi elementi di fondo, presenta per noi anche altri numerosi elementi critici, non rispondendo a diversi problemi sollevati da tempo sia dalla nostra organizzazione sindacale, sia dalle assemblee e dai collegi docenti di diverse scuole. In particolare valutiamo negativamente la scelta di concentrarsi esclusivamente sulla secondaria, in particolare di primo grado. In questo settore, anche per l’intreccio con le modifiche su compresenze e insegnamento tecnico, sono emerse le critiche più acute ed evidenti, dalla scelta di alcuni docenti di educazione fisica di non applicarle alla presa di posizione di diversi collegi docenti. Però è tutto il sistema scolastico valdostano che vive problematicamente l’applicazione di questo modello: ad esempio anche l’utilizzo dell’inglese nella scuola primaria presenta evidenti criticità, sia sul piano dell’organizzazione del lavoro sia su quello didattico per gli alunni, a partire dal senso e dall’efficacia dei percorsi individuati. Inoltre, le soluzioni proposte mantengono sostanzialmente fermo il monte ore prestabilito, con una piccola riduzione per l’inglese, semplicemente scaricando sulle scuole la scelta delle discipline non linguistiche su cui condurre la “sperimentazione”, a metà anno scolastico, e quindi rischiando di innescare una conflittualità diffusa, senza concrete possibilità organizzative di modificare le scelte applicate in sede di programmazione delle attività. Oggi come ieri riteniamo infatti sia necessaria una revisione complessiva e strutturale dell’insieme delle "adaptations", in ogni ordine di scuola».

«Accogliamo con favore il riconoscimento delle istanze del corpo insegnante». «Il "Savt école" - fa da contraltare Alessia Demé, segretario regionale - accoglie con favore il il riconoscimento delle istanze del corpo insegnante della Valle d'Aosta che hanno portato alla luce le criticità riscontrate in un anno e mezzo di sperimentazione dei nuovi adattamenti, criticità che peraltro sono emerse sia nella scuola primaria sia nella scuola secondaria di primo e secondo grado. Si richiede che dopo questo primo momento di decisioni assunte in emergenza, che ha riguardato solo la scuola secondaria, altrettanta attenzione sia applicata da parte dell'Amministrazione e dello dello stesso Consiglio scolastico regionale nella fase di valutazione vera e propria e complessiva, che dovrà essere effettuata per la revisione degli adattamenti in vista del prossimo anno scolastico. Anche la scuola primaria ha necessità di essere rafforzata in termini di risorse umane e finanziarie per poter acquisire le competenze e gli spazi necessari per organizzare le attività scolastiche in modo non frammentario e non a discapito dell'efficacia didattica. Per tutti gli ordini e gradi di scuola rimane fermo il principio che per aumentare la qualità dell'offerta formativa sia necessario dotare le istituzioni scolastiche delle risorse adeguate, principio che la mancata sostituzione dei docenti assenti e il taglio di cattedre alla scuola media mettono in forte discussione».

«Solo una pillola per lenire il dolore causato appositamente». «Dopo l’inedita convocazione del Consiglio scolastico nella pausa natalizia - stigmatizza, su "Facebook", Chantal Certan, ex assessore regionale all'istruzione e cultura - una sterzata non da poco, con l’obiettivo che questo rimodulasse le "adaptations", l’assessore Rini e la vecchia nuova maggioranza prendono atto del fallimento della sua legge del 2016, fatta senza concertare il mondo della scuola in modo superficiale e approssimativo e, prima che il mondo scolastico scoppi loro nelle mani, iniziano a fare dichiarazioni assecondanti. Positivo il fatto che l'assessore finalmente sia disponibile ad ascoltare finalmente la voce degli insegnanti, ma nello stesso tempo non ci facciamo impressionare da questo candido grigiore. Oggi nessuno più sembra ricordare che il fallimento di questa sperimentazione, voluta da Union Valdôtaine, Partito Democratico ed Union Valdôtaine Progressiste, era annunciata poiché non aveva nessuna base pedagogica e didattica solida, ma basata su novità modaiole che negli altri Paesi europei han già evidenziato i limiti. Non ci stupisce che per l’ennesima volta il potere di scelta e decisione venga attribuito al Consiglio scolastico, organo che seppure sia deputato a dare parere, da diversi anni non viene più rieletto o reintegrato in modo organico, chiaro e trasparente, ma convocato "selon nécessité". Forse le proposte di revisione della legge dovrebbero essere portate alla Commissione competente ed in Consiglio regionale, la cui maggioranza, pressoché simile all’attuale, aveva avvallato nel luglio 2016 le sciagurate disposizioni conosciute come "adaptations". Presenteremo in Consiglio Valle le nostre proposte che avevamo preparato per la finanziaria ma che, vista la pochezza della discussione e delle proposte della maggioranza, abbiamo preferito tenere per una discussione dedicata alla tematica scolastica. E' chiara la superficialità e l‘improvvisazione della sterzata di questi giorni, più simile ad una pillola per lenire il dolore che han causato appositamente alla scuola valdostana che non una cura puntuale per risolvere i problemi reali e mettere in valore gli atouts che la nostra scuola ha ed aveva».

ultimo aggiornamento: 
Venerdì 29 Dicembre '17, h.19.30