Si concludono il 28 giugno gli scritti della "maturità": nel prossimo anno scolastico un nuovo Polo in bassa Valle ed i soliti problemi dopo l'inapplicabilità della "buona Scuola"

redazione 12vda.it
Studenti aosta in uscita dal Liceo dopo gli esami di maturità

La maturità come la conosciamo è agli sgoccioli: slitta infatti di un anno, ma la riforma arriverà comunque a giugno 2019, con "Invalsi" a sbarramento, anche se non farà media, con meno prove, ma se salta la terza scritta arriverà l'alternanza "scuola - lavoro" a pesare nella valutazione. Intanto gli studenti, anche in Valle d'Aosta, hanno affrontato i tre scritti, mercoledì 21, giovedì 22 e lunedì 26, mentre i loro docenti sono impegnati a sostenerli e ad arginare eventuali pregiudizi di commissari esterni che arrivano da altri indirizzi di studio «per bocciare».

L'imbarazzo per l'errore ortografico del Ministero con approcci esageratemente inclusivi. Del resto, con le nuove metodologie didattiche, persino alle scuole elementari e alle medie la bocciatura sarà prevista solo in casi estremi. D'altronde bisogna anche calcolare che la quantità di alunni con "bisogni educativi speciali - bes", in particolare legati alla dislessia, secondo gli esperti è sottostimata, ma gli approcci inclusivi si spera aiutino anche chi arriva in prima superiore con una storia scolastica di fotocopie crocettate e senza sapersi esprimere oltre i "pensierini".
Le tracce della prima prova, superato lo shock degli errori di ortografia sul sito ufficiale del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, non hanno sconvolto: lo svolgimento era più o meno "tracciato" per tutte, con tematiche ricorrenti, dal disastro ambientalista al pessimismo sul rapporto uomo-macchina. Insomma, il futuro dell'umanità sembra ben tracciato solo senza uomini, al massimo con una natura selvaggia e robot che sostituiscono chi non ha saputo "upgradarsi".
Arrivano quindi i consigli di alcuni siti di settore al Miur, per "spiegare come vanno scritte le tracce", ma del resto si sa, mentre ai docenti si chiede una iper specializzazione, dall'altra parte siamo già tutti professori senza titolo o, come si scrive nei social, "laureato all'università della vita".

«Dimostrate alla "maturità" quanto valete». Per i maturandi valdostani martedì 28 giugno gli scritti si concludono con la quarta prova, in francese, che per le scuole che lo seguono vale anche per l'"Esabac", il doppio diploma italo-francese. Sulle lingue si sono già cimentati anche i loro colleghi di seconda che, dopo l'Invalsi in matematica e italiano, hanno affrontato anche i due test in francese e in inglese: «l’esame, qualunque esame, mette sempre in agitazione - ha scritto l'assessore regionale all'istruzione e cultura Chantal Certan nel suo messaggio di auguri ai maturandi - ancora di più l’esame "di maturità" che in qualche modo simula e anticipa le prove della vita. Ecco, vorrei dire proprio questo a voi ragazzi: non è il momento del giudizio, dell’interrogazione, della dimostrazione: quelli fanno parte dell’anno scolastico terminato. La prova che affrontate oggi è un momento di riflessione, di pensiero, un momento in cui vi si chiede di dimostrare che siete proprio voi, con i vostri pregi e i vostri difetti che sapete strutturare i vostri pensieri, le vostre conoscenze e competenze. Certo, come tutte le volte in cui si è chiamati a affrontare una sfida, appariranno alcune difficoltà e ansie, esattamente come succede in una competizione sportiva, ma anche la soddisfazione di misurarsi, di dimostrare che si può, che si sa, che si è cresciuti. Auguro a tutti voi di affrontare questa prova con la giusta tensione, con la giusta serenità e con la giusta voglia di dimostrare quanto valete. Sono certa che darete il meglio di voi».

Dal prossimo anno nuova organizzazione in bassa Valle ed anche ad Aosta. Mentre i neo-maggiorenni si cimentano con la maturità e ai preparano a decidere cosa fare l'anno prossimo, se proseguire gli studi, tentare un'occupazione, del resto la disoccupazione tra i 15 e di 64 anni è scesa all'8,5 per cento, oppure andare a nutrire le schiere di "inoccupati", quelli che un lavoro neppure lo cercano, si preparano i cambiamenti per il prossimo anno scolastico. Anche se la nuova maturità slitta di un anno, da settembre si attuano le modifiche previste dalla delibera di Giunta del febbraio 2016 che contiene le linee guida per l'applicazione della legge nazionale cosiddetta "buona Scuola".
In particolare, si prevede "a decorrere dall’anno scolastico 2017-2018, l’istituzione di un Polo unico scolastico di istruzione liceale, tecnica e professionale, con sede principale a Verrès e sedi associate a Saint-Vincent e Pont-Saint-Martin, con permanenza della sede associata nel Comune di Pont-Saint-Martin fino a quando non saranno trasferiti in via definitiva in detto Comune la sede del Politecnico e i laboratori di ricerca attualmente ubicati a Verrès".
Cambia quindi non solo l'organizzazione di classi e cattedre, ma anche la dislocazione delle scuole, cui si aggiungono gli interventi di edilizia scolastica già previsti, come l'aumento della capienza della "scuola polmone" ad Aosta, dove ora è trasferito il Liceo delle scienze umane e scientifico "Regina Maria Adelaide". Parte della istituzione resta nella "succursale", che usufruisce di diverse aule del "Manzetti", il quale però potrebbe chiedere alcuni cambiamenti per recuperare spazi necessari all'indirizzo di ragioneria, proponendo in cambio classi nella struttura occupata dai geometri.

Sempre valide le "graduatorie ad esaurimento" nonostante la "buona Scuola". Intanto continua il reclutamento per i docenti, che a breve saranno chiamati dalle "graduatorie ad esaurimento" per ricoprire i posti di potenziamento e per la regolare immissione in ruolo, mentre non ci sono ancora novità sui vincitori del concorso, ad un anno dal termine delle prove: anche loro dovranno infatti compilare e consegnare entro il 30 giugno le domande in aggiornamento o nuovo inserimento nelle graduatorie di istituto, quelle che la legge 107 avrebbe dovuto far sparire.
Invece continuano le bocciature agli aspiranti docenti "di sostegno", nonostante già nella prima edizione la referente Serenella Besio avesse lamentato una scarsa partecipazione. Nel 2014-2015 potevano mancare docenti abilitati in altre discipline, con titolo d'accesso necessario. Nel frattempo però chi ha potuto ha conseguito le abilitazioni dei "Percorsi abilitanti speciali - Pas" e del "Tirocino formativo attivo - Tfa", spesso proprio all'Università della Valle d'Aosta e con gli stessi docenti, magari ha anche tentato il "concorsone", eppure le stroncature continuano anche dopo la prova orale. Su venticinque posti disponibili per la scuola primaria, sono stati ammessi allo scritto ventisette dei trenta candidati che si sono presentati, diciannove sono stati ammessi all'orale che hanno superato in diciassette. Per i quindici posti per la scuola secondaria di primo grado si sono presentati in tredici, di cui dieci sono stati ammessi allo scritto e poi solo sei ammessi all'orale, che hanno tutti superato. Per la scuola secondaria di secondo grado, per i trenta posti disponibili si sono presentati in sedici, di cui dodici hanno potuto sostenere lo scritto e ne sono rimasti sette ammessi all'orale, sei dei quali potranno immatricolarsi.

Oltre 2.600 euro da spendere per chi vorrà abilitarsi. Gli aspiranti hanno già versato un contributo per la selezione, da 87 a 261 euro, in base al numero di specializzazioni cui hanno concorso. Ora i selezionati verseranno la prima parte, 916 euro, dei 2.616 richiesti per il corso, che durerà almeno otto mesi e inizierà già il 10 luglio, prevedendo solo la pausa per Ferragosto. I nuovi abilitati non basteranno comunque a coprire i posti necessari, che si avvicinano pericolosamente al centinaio.
Come già visto, si ripeterà la situazione per cui, dove non bastano i "super specializzati", lavoreranno regolarmente, e probabilmente al loro meglio, proprio i candidati che l'università non ha ritenuto idonei alla specializzazione.

Ultimo aggiornamento: 
Lunedì 26 Giugno '17, h.10.30

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