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Dopo oltre nove anni, Pilar Ottoz lascia la "Tgr" valdostana: da agosto si trasferisce a Roma, nella redazione di "Rai Parlamento"

Angelo Musumarra
Pilar Ottoz a 'Rai Parlamento' con Michele Pisani, l'altro debuttante

«Ed è tutto, vi auguro una buona giornata!». Così Pilar Ottoz, dopo oltre nove anni, si è congedata dai telespettatori del "Tgr" valdostano, nel corso della sua ultima conduzione dell'edizione delle ore 14 del telegionale regionale della televisione pubblica: dal 1° agosto, infatti, farà parte, nella sede romana di Saxa Rubra, della redazione del telegiornale di "Rai Parlamento", la testata giornalistica che segue le Istituzioni politiche nazionali, diretta da Nicoletta Manzione (che il 4 agosto è stata nominata al posto di Gianni Scipione Rossi), con Paolo Corsini nel ruolo di caporedattore: «mi trasferisco a Roma - ha annunciato la Ottoz sul suo profilo "Facebook" - lascio nella redazione di Aosta molte persone meravigliose, voi che in questi anni mi avete insegnato molto del lavoro e degli uomini. Molti mi mancheranno, anzi molti di voi già mi mancano».

Pilar Ottoz, nata a Brescia una quarantina di anni fa, terzogenita di Eddy Ottoz e Lyana Calvesi, ha iniziato la sua attività giornalistica professionista nell'agenzia transfrontaliera "Alp-Info", lavorando anche al "Messager des sports" e poi debuttando in "Rai" nel 2006 con una collaborazione nel "Segretariato sociale" diretto, all'epoca da Carlo Romeo. Ha quindi curato la redazione delle notizie in francese per la sede aostana dell'agenzia "Ansa" per poi entrare, con la "modalità assessment", alla "Tgr" valdostana, venendo assunta a tempo indeterminato nell'agosto 2014, dopo sette anni e mezzo di attività: «in questi giorni ho ricevuto davvero tanto affetto, tra i corridoi e le salette di montaggio sento solo frasi che mi abbracciano - prosegue la giornalista valdostana - "non te ne andare...", "mi mancherai...", "e adesso con chi ridiamo...", "ma è uno scherzo...", "davvero ti lasciano andare?", "Ma è come se il Barcellona vendesse Messi...", "lascerai un vuoto enorme...", "questa redazione non sarà più la stessa...", "sono felice per te ma qui sarà una tragedia...". Non sono frasi di circostanza, si vede dai vostri occhi e ogni tanto mi verrebbe da commuovermi non fosse che sono truccata come un pagliaccio per la diretta del telegiornale e non posso permettermelo. Però ve lo devo dire, ragazzi qui se continuate così mi sciolgo ed a Roma arrivo che sarò uno straccio, felice ma uno straccio e si chiederanno tutti "ma se questa montanara-straccio vi piaceva tanto perché non ve la siete tenuta?". Abbiamo passato nove anni insieme a lavorare molto trovando però sempre il tempo per coltivare anche i rapporti umani. Ci siamo scelti tra tanti e ci siamo sempre rispettati. Abbiamo riso, ci siamo consolati, abbiamo fatto troppo rumore... siamo cresciuti insieme».

Le opportunità di vedere in video Pilar Ottoz sui canali nazionali della "Rai" probabilmente non mancheranno, visto che "Rai Parlamento", dove operano tre diverse redazioni, produce tre telegiornali specifici, in onda alle ore 6.55 su "Rai1" alle 17.45 su "Rai2" ed alle una del mattino su "Rai 3" oltre a quattro programmi di approfondimento, "Le pagine della politica" su "Rai3", "Punto Europa" il sabato su "Rai2" ed in replica la domenica su "Rai1", "Settegiorni" su "Rai1" e "Spaziolibero" su "Rai2" e le dirette delle sedute del Parlamento: chissà se proprio la capacità di parlare fluentemente in francese la porteranno ad occuparsi di temi europei.

La Ottoz, che ritroverà a "Rai Parlamento" Serena Mautone, altra collega che è passata per la redazione del "Tgr" valdostano, non è la prima giornalista valdostana che dalla "Rai" regionale spicca il volo verso il nazionale: a parte il compianto Livio Forma, storica voce di "Tutto il calcio minuto per minuto", si ricordano Claudio Valeri, nominato lo scorso maggio vice direttore di "Rai sport", e Daniela Tagliafico, già vice direttore del "Tg1", che si dimise dall'incarico nel 2004, in polemica con l'allora direttore Clemente Mimun, passata, nel 2006, alla Direzione di "Rai Quirinale" (il canale che segue l'attività del Presidente della Repubblica) per pensionarsi poi, nel 2013, grazie agli incentivi aziendali.
In ogni caso la Valle d'Aosta rappresenterà sempre il "buen retiro" per Pilar Ottoz, tanto più che il Parlamento fermerà le attività dopo la prima settimana di agosto ed il lavoro riprenderà a settembre: «passo davanti alla segreteria, vedo il cartello "Garderie" e rido - aggiunge la Ottoz nel suo messaggio di saluto - con alcuni di voi basta uno sguardo e sono già di buon umore, avete alleviato momenti da dimenticare e mi si è sciolto il trucco dal ridere un giorno sì e l'altro anche. Vi lascio con un'indicazione precisa: a turno fate un po' di casino, ridete come sappiamo ridere, chi ride lavora di più e meglio quindi nessuno potrà mai dirvi nulla. Al massimo non farete carriera, ma non è nemmeno detto. Vi voglio felici. Più felici che potete. E comunque a Roma prenderò una stanza in più e sarà la vostra stanza. Grazie per questi nove anni. Non vi lascio andare nemmeno sotto tortura. Ecco, il trucco da pagliaccio si sta sciogliendo...».

Pilar Ottoz sarà sostituita dalla quasi coetanea Chiara Spegni, giornalista romana che si è classificata trentunesima tra i 106 vincitori del "concorsone Rai" (al quale avevano partecipato, senza successo, anche cinque giornalisti valdostani, quattro dei quali bocciati alla prima selezione) con il punteggio di 83,75, (il primo, Giacomo Segantini, ha riportato 91,50 punti), che ha preso servizio a Saint-Christophe proprio lunedì 25 luglio, dopo un'esperienza di undici anni da freelance per l'agenzia "Ansa" di cui sette come corrispondente delle Istituzioni europee a Bruxelles, oltre ad una collaborazione con il quotidiano "Il Tempo" di Roma.

 «Ci sono quei piccoli sogni, cose semplici ma che desideri molto, che, per un motivo o per l'altro, non vanno mai in porto - conclude Pilar Ottoz - più diventi grande e più diventa difficile. Un po' perché si rallenta nel sognare, un po' perché si viene triturati dal conformismo anche quando ci si crede così diversi dalla massa. Beh, questa volta mi sa che ci sono... il mio piccolo, stupido, meraviglioso sogno mi sa che sta proprio per concretizzarsi. Se non va in porto chissenefrega, è da questa mattina che sorrido felice già solo per la possibilità che possa avverarsi. Ho già vinto, posso solo stravincere».

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