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I titolari della "Brio Blu" chiedono a Flavio Insinna oltre due milioni di danni. Alla mamma aostana, dopo sei mesi, nessun rimborso per gli insulti in televisione

Angelo Musumarra
Flavio Insinna ad Aosta, nel 2015

Non c'entra nulla, direttamente, Rosaria Maria Seracusa, la mamma aostana oggetto di una sfuriata fuori onda di Flavio Insinna resa pubblica lo scorso maggio da "Striscia la notizia" , con la decisione della società romana "Co.Ge.Di. - Compagnia generale di distribuzione" di chiedere all'attore e presentatore due milioni e 200mila euro di danni e la restituzione di 275mila euro percepiti nel 2017.

La "Co.Ge.Di.", che distribuisce le acque minerali "Uliveto" e "Rocchetta", aveva subito sospeso la programmazione degli spot della "Brio Blu" e rescisso il contratto con Insinna, puntando sulla nuova testimonial Elena Santarelli, e ritiene che la triste vicenda che ha visto protagonista l'ex conduttore di "Affari tuoi" (che è tornato in televisione curando una rubrica per "Carta bianca", il talk show settimanale condotto da Bianca Berlinguer su "Rai3") abbia provocato loro un "danno di immagine" che ha avuto come conseguenza un drastico calo di vendite dell'acqua minerale, facendo segnare, per l'appunto, due milioni e 200mila euro di fatturato in meno: «l'acqua si richiama ad un'idea di purezza e genuinità - spiega l'avvocato Alfredo Morrone, legale di "Co.Ge.Di." insieme alla collega Chiara Izis - e mal di può accompagnare a chi appare in un modo e poi agisce in un altro».

«La richiesta di danni della "Co.Ge.Di." è infondata - ha commentato Flavio Insinna, che si era opposto alla rescissione del contratto pubblicitario - sono io, piuttosto, ad essere stato danneggiato dal loro comportamento in piena violazione del contratto. Invece che difendermi da quanto stava avvenendo per una campagna sistematica di denigrazione, mi hanno lasciato solo, "scaricandomi" e facendolo apprendere a me e a tutti da un social network. Di questa vicenda, per me già molto dolorosa, si occuperà l'Autorità competente, nonostante questa sia l'ultima cosa che avrei voluto fare. Sarebbe opportuno che gli sviluppi di questa faccenda restassero privati, come ho sempre fatto per le questioni che mi riguardano».

La signora Seracusa, madre lavoratrice con due figli, che sta faticosamente cercando di dimenticare la vicenda, aveva sporto una regolare denuncia contro ignoti per calunnia e diffamazione, ma al momento non ha avuto nessun riscontro né da Insinna (che ha le chiesto scusa pubblicamente), né dalla "Rai", né tantomeno da "Striscia la notizia" o da "Mediaset".
La questione della richiesta danni da parte di "Co.Ge.Di." dovrebbe invece risolversi rapidamente, in quanto i legali della società hanno l'arbitrato, una formula che eviterà di finire in Tribunale.

ultimo aggiornamento: 
Giovedì 2 Novembre '17, h.21.00

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