Non arriva al cinque per cento la produzione in francese del "Tgr" valdostano, mentre nei "programmi" si sfiora il 35 per cento

Angelo Musumarra
La sede 'Rai' della Valle d'Aosta, a Saint-Christophe

Risulta un ruolo più significativo della struttura dei "programmi" di "Rai Vd'A" sull'uso del francese rispetto alla redazione della "Testata giornalistica regionale - Tgr", da quanto si legge nel monitoraggio realizzato dall'"Osservatorio di Pavia" per conto del "Co.Re.Com." della Valle d'Aosta. Lo studio, che ha preso in considerazione due mesi di programmazione televisiva, dal 15 ottobre al 15 dicembre 2015, monitorando 287 trasmissioni andate in onda in quasi 93 ore, evidenzia che la struttura diretta da Luciano Caveri, su oltre 26 ore di programmazione, ne ha realizzate più di nove in francese, con una percentuale del 34,75 per cento, mentre la "Tgr" valdostana, cui al vertice c'è il caporedattore Anna Nigra, su poco più di 62 ore di telegiornali, ha dedicato al francese due ore e 47 minuti, pari al 4,50 per cento, nella maggior parte dei casi con servizi realizzati dall'emittente transalpina "France3": "nel periodo analizzato - sottolinea lo studio, costato ottomila euro - la composizione linguistica dei programmi mostra la prevalenza della lingua italiana con 80 ore, cinque minuti e 56 secondi, pari all'86,2 per cento del totale, che è di 92 ore 55 minuti ed undici secondi, seguita dal francese con dodici ore 35 minuti e 29 secondi, equivalenti al 13,6 per cento del corpus e dal patois con tredici minuti e 46 secondi, lo 0,2 per cento. Gli spazi di palinsesto in cui il francese è più presente sono i programmi domenicali, mentre l'italiano prevale nel resto della programmazione. Rispetto al monitoraggio precedente la percentuale dell'utilizzo del patois è in diminuzione".

In televisione, la "Tgr" produce tre edizioni quotidiane del telegiornale, una trasmissione mattutina dal lunedì al venerdì ed una trasmissione settimanale il sabato, mentre la struttura "programmi" trasmette dal lunedì al giovedì dalle ore 20 alle 20.25 e la domenica dalle ore 9.45 alle 10.45: secondo la convenzione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, la radiotelevisione di Stato "si impegna alla produzione e diffusione delle trasmissioni radiofoniche e televisive in lingua francese per la Regione autonoma Valle d'Aosta, nella misura di 110 ore di trasmissioni radiofoniche in lingua francese, 78 ore di trasmissioni televisive in lingua francese" con "trasmissioni che devono comprendere servizi giornalistici, e programmi di contenuto informativo, artistico e culturale aderente alle particolari esigenze delle zone interessate". Il francoprovenzale, il cui utilizzo, in questo studio, lo ha visto "confinato" esclusivamente ai servizi realizzati in occasione della finale della "Bataille des reines", non è tutelato dalla convenzione.

Il monitoraggio potrebbe però non essere un campione affidabile della reale attività della radiotelevisione di Stato in Valle d'Aosta, tanto che i dati emersi vanno in contraddizione con quello che era stato dichiarato l'ufficio stampa della "Rai", in una nota diffusa nel giugno scorso: "il Tgr" della Val d'Aosta e i notiziari radiofonici regionali sono realizzati in lingua italiana e francese - si legge - per un totale di circa 380 ore di televisione e 150 di radio all'anno, di cui 26 ore televisive e 32 di radio in lingua francese (che rispettivamente sono pari al 6,8 e 21 per cento, n.d.r.). Il palinsesto della programmazione radiotelevisiva regionale presenta attualmente un'articolazione ormai consolidata, alla trasmissioni in lingua francese, che ammontano a 52 ore di televisione e 78 di radio, si aggiungono circa 60 ore televisive e 190 radiofoniche in lingua italiana".

"I dati relativi al contesto linguistico francese "peggiorano" rispetto al 2011, l'attenzione al territorio valdostano, da solo o in combinazione con altre aree geografiche, si riduce passando dal 60 per cento al 37 per cento - continua lo studio - come nelle passate rilevazioni, nei "Tgr" la lingua francese non è mai utilizzata per i lanci dei servizi e per le notizie lette in studio, ma solo nei servizi esterni. Rimane invariato anche il posizionamento delle notizie in lingua francese nelle scalette dei telegiornali: esse si addensano a metà notiziario, in nessun caso si collocano in apertura e rimangono sporadiche nelle prime cinque o sei posizioni. Migliora invece il dato relativo alla ripetizione dei servizi nei vari contesti linguistici: la ritrasmissione di servizi, identici o tagliati, presenta valori pressoché identici in italiano e in francese, rispettivamente del 15 per cento e del 16 per cento, mentre nelle rilevazioni passate si osservava un maggior ricorso alla ripetizione per i servizi in francese. Sia nella comunicazione in francese, sia in quella in patois si osserva un ampio ricorso alle interviste: questa componente ammonta al 44 per cento del tempo totale della programmazione in francese e al 61,4 per cento del tempo complessivamente dedicato al patois. Il resto del tempo è riconducibile agli spazi gestiti da giornalisti, conduttori o voci fuori campo".

La convenzione triennale tra "Rai" e Presidenza del Consiglio dei Ministri, scaduta alla fine del 2015 è stata prorogata, alle stesse condizioni, anche per il 2016: nello stesso decreto, dove la radiotelevisione di Stato evidenza che in Valle d'Aosta e Friuli-Venezia-Giulia "l'offerta di un servizio pubblico per sua natura non è remunerativo", oltre ai due milioni e 200mila euro annuali per la Valle d'Aosta, sono stati stabiliti undici milioni e 600mila euro per il Friuli-Venezia-Giulia, che incassa anche altri 200mila euro supplementari per le trasmissioni radiofoniche in friulano. Per quanto riguarda Trento e Bolzano, dal 2013 è direttamente la Provincia a pagare i cento milioni di euro per la sede "Rai" di Bolzano che si occupa di realizzare trasmissioni radiofoniche e televisive in lingua tedesca e ladina irradiate in tutto il Trentino-Alto-Adige.

Dal monitoraggio resta però esclusa la parte radiofonica, che presenta una produzione più ampia rispetto a quella televisiva, visto che i programmi regionali vanno in onda su "Radio1" dal lunedì al sabato dalle ore 12.35 alle 13 e dalle ore 13.30 alle 14, oltre alla messa in onda di tre edizioni del radiogiornale "La Voix de la Vallée", che sono, in pratica, la parte audio del telegiornale. Lo studio dell'"Osservatorio di Pavia" non ha coinvolto la stessa "Rai" della Valle d'Aosta, che per legge deve comunque monitorare la programmazione in francese ed inviarla al Ministero dello sviluppo economico: «il "Co.Re.Com." - precisa a 12vda la presidente, Enrica Ferri - è un organismo di vigilanza e non possiamo certo chiedere a chi controlliamo di partecipare alle nostre rilevazioni».



Qui lo studio 2015 dell'"Osservatorio di Pavia" sul francese nella "Rai" valdostana:

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