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Si è conclusa alla quarta puntata l'avventura a "Masterchef" di Alain Stratta, primo valdostano ad indossare il grembiule del talent culinario di "Sky"

Angelo Musumarra
Alain Stratta con il grembiule di 'Masterchef'

Si è conclusa alla quarta puntata, nella serata di giovedì 12 gennaio, l'esperienza a "Masterchef" del valdostano di Donnas Alain Stratta, 33enne perito assicurativo appassionato di cucina: fatali gli sono state le "animelle", una frattaglia presente nel collo di bovini ed ovini, la cui preparazione è stata definita «sbagliata» dallo chef Bruno Barbieri, anche se forse, per i più superstiziosi, la causa della sua eliminazione dalla sesta edizione del talent culinario di "Sky", è stato l'errore di Carlo Cracco, che prima di assaggiare il suo precedente piatto durante il "Pressure test", aveva clamorosamente fatto cadere il sale: «mai far cadere il sale - ha scherzato Alain sulla sua pagina "Facebook" - ma poi nel 2017 chi mangia ancora le animelle?».

Il primo valdostano che è entrato nella cucina di "Masterchef". Eppure Alain Stratta era partito piuttosto bene: selezionato tra i primi centocinquanta cuochi amatoriali, ha superato la seconda selezione, entrando nei cento che si sono dovuti confrontare con i quattro giudici: nella prima puntata del talent show, giovedì 22 dicembre, aveva portato dei ravioli fatti con lo stampo e conditi con la fonduta di "Fontina" raccontando il suo desiderio di cambiare vita perché il suo lavoro di perito assicurativo «ogni tanto è un po' pericoloso». Se Barbieri lo ha "rimbrottato" per aver aggiunto l'olio nei ravioli, Cracco gli ha ricordato che anche l'ambiente culinario non è un granché («nessuno che paga, tutti che mangiano»), mentre Joe Bastianich, tra il serio ed il faceto, si è chiesto se non fosse un rischio esagerato, per lui e per gli altri, farlo entrare nella cucina di "Masterchef", visto che negli Stati Uniti, chi fa il lavoro di Stratta è, di norma, dotato di scorta personale. Con Antonino Cannavacciuolo che ha sottolineato che «più che un assicuratore sembra un pastore dato che ha una faccia che richiama la stalla», Alain ha comunque raccolto quattro "sì", diventando così uno dei quaranta candidati che hanno indossato l'ambito grambiule bianco.
Nella successiva selezione, andata in onda giovedì 29 dicembre, dove ha dovuto cucinare "a vapore", non è stato subito scelto dai quattro giudici, ma nell'ultima prova, dove ha preparato, in dieci minuti, il pesto alla genovese, Cracco, dopo aver assaggiato la sua salsa, gli ha letteralmente urlato «Alain, cosa fai, vuoi dormir lì? Vaaaai!».

«Un domani vorrei aprire un piccolo ristorantino con la mia fidanzata». «Sono un perito assicurativo ma il lavoro mi fa impazzire tutto il giorno e voglio cambiare vita - aveva raccontato sul sito di "Sky" - la mia vera passione è la cucina e, vista la mia testardaggine, quando mi fisso su un obiettivo faccio di tutto per raggiungerlo. Di base sono misterioso e introverso ma queste mie caratteristiche sono un punto di forza visto che mi permettono di restare calmo anche in situazioni di tensione. E' stato mio nonno paterno ad aver tramandato la passione del buon cibo a miei genitori che a loro volta l'hanno trasmessa a me: mia madre mi ha insegnato le basi della cucina, ma se potessi tornare indietro frequenterei una scuola alberghiera. Mi piacerebbe un domani aprire un mio piccolo ristorantino con la mia fidanzata, ma non prima di aver viaggiato e conosciuto i segreti delle altre cucine in giro per il mondo. La mia è una cucina tradizionale italiana. Amo sperimentare abbinamenti diversi ma sempre restando legato alla tradizione. Nel tempo libero amo andare a pesca, a cercare funghi, viaggiare, sorridere e scherzare con gli amici di una vita. "MasterChef " per mettermi alla prova, conoscere ambienti nuovi e sperare di apprendere il più possibile i segreti della cucina».

Salvato dal "sugo alla norma" ed al "ragù alla bolognese". Con la terza puntata, giovedì 5 gennaio, per Alain Stratta è iniziato il vero e proprio percorso dentro la cucina di "Masterchef": nella "Mystery box" che conteneva platano, zucca, bietole, cime di rapa, carote, melanzana, patate, farina, avocado e friggitelli, con l'obbligo di non usare il sale, il suo piatto vegetariano non è stato tra i tre migliori, ma nel successivo "Invention test", dove ha dovuto cucinare un pollo al caffè, non è stato neanche tra i peggiori ed ha scansato così la prima eliminazione, che è toccata ad Alves "Lalla" Pedrali, la partecipante più anziana.
Per la prima prova in esterna i partecipanti di "Masterchef" si sono spostati a Matera dove hanno dovuto preparare tre piatti tipici, la "cialledda", gli "gnocchi di pane al ragù materano" ed il "cecio fritto": Alain, non scelto da Valerio Braschi, il giovane vincitore della precedente prova, è finito nella squadra rossa che, condizionata dal nervosismo di Mariangela Gigante, originaria della città lucana (ad un certo punto le ha risposto «non sono un cane!»), ha perso la sfida e così gli è toccato indossare il grembiule nero del "Pressure test", alla fine del quale il peggiore dovrà uscire dal talent.
La prima prova prevedeva che i concorrenti dovessero indovinare, osservando solo gli ingredienti nel piatto, tra trenta combinazioni, di quale sugo o salsa si trattava («l'abc di ogni cuoco» ha sottolineato Carlo Cracco): la conoscenza di Alain gli ha permesso di riconoscere senza problemi prima il "sugo alla norma" e poi il "ragù alla bolognese" garantendosi così la salvezza, agevolata anche dal fatto che ben tre concorrenti si sono bloccati sul "sugo alla carrettiera": alla fine la seconda eliminata è stata la beneventina Antonella Orsino.

Un valdostano sconfitto in montagna. Alla quarta puntata, giovedì 12 gennaio, si è ricominciato con una nuova "Mystery box", anzi due, una "safe" ed una "risk". Alain ha scelto il rischio ed in 45 minuti ha dovuto preparare un piatto con capesante, calamaretti spillo, mazzancolle, sedano, olive, pomodori, foie gras, miele, lime e mango, senza l'obbligo di utilizzare tutti gli ingredienti, a differenza dell'altra "box". Alain non ha vinto la prova ma, esattamente come nella precedente puntata, non si è classificato tra i peggiori nell'"Invention test", dove ha dovuto utilizzare il formaggio "Blu di Morozzo", creando delle tagliatelle. La peggiore, che ha lasciato "Masterchef", è stata invece la bresciana Vittoria Polloni.
La nuova prova in esterna si è tenuta a Bolzano, al "Parco naturale dello Sciliar" («a mille chilometri dalla Valle d'Aosta» ha rimarcato Carlo Cracco), ed Alain è stato il primo ad essere scelto da Gloria Enrico, vincitrice del precedente "Invention test", proprio perché arriva dalla montagna ed ha fatto parte della squadra blu che ha preparato i tipici "schlutzkrapfen", "gulash con patate e crauti" e lo "strudel di mele con panna montata".
A vincere, questa volta, è stata la squadra rossa ed Alain Stratta si è ritrovato di nuovo al "Pressure test" che questa volta gli è risultato fatale, dato che non ha superato le tre prove che prevedevano di scegliere prima cinque ingredienti in trenta secondi e cucinare un piatto in venti minuti, poi scegliere, tra quelli rimasti, altri quattro ingredienti in venti secondi e cucinare un altro piatto sempre in venti minuti ed alla fine, rimasti in due, scegliere ancora tre ingredienti in dieci secondi tra i pochi rimanenti e cucinare un terzo piatto: la "fregola" imperfetta di Marco Moreschi è stata giudicata dai quattro giudici meno peggiore delle "animelle" di Alain che ne hanno decretato l'uscita dallo show televisivo: «non ci aspettavamo di uscire così presto - ha raccontato il cuoco valdostano nell'auto-intervista pubblicata sul sito di "Masterchef" - il destino è questo, non prendiamocela, ma mi sono alterato in sud Tirolo, mi aspettavo di vincere».

Carlo Cracco il giudice preferito. «E' stata un'esperienza unica - ha poi scritto sul suo profilo pubblico di "Facebook" - ho conosciuto persone fantastiche, che in un momento difficile della mia vita mi sono state vicine e da semplici concorrenti son diventati parte del mio cuore e lo rimarranno per sempre! Grazie, grazie, grazie mille e grazie a tutti coloro che mi hanno supportato e anche a quelli che mi hanno dato contro, son coloro che nella vita ti butteranno giù di morale ma ti insegneranno a credere ai sogni!».
«Vediamo dove ci porta tutto ciò - ha concluso Alain Stratta nell'auto-intervista, dove ha dichiarato la sua preferenza, tra i quattro giudici, per Carlo Cracco - cucineremo sempre, anche perché dobbiamo mangiare durante il giorno. Penso che alla fine, vincerà o Robi (Roberto Perugini, operaio di Predappio, n.d.r.) o Giulia (Giulia Brandi, commerciante di Fermignano, n.d.r.)».

L'inizio dell'avventura a "Masterchef" del valdostano Alain Stratta da 12vda su Vimeo.

Qui la gallery fotografica dell'avventura a "Masterchef" di Alain Stratta:

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