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Dopo la storia di Franca Viola, "la ragazza che disse no", Katja Centomo racconta "il soccorso impossibile" a Brigitte Djajasmita

redazione 12vda.it
Romaine Pernettaz, Silvia Guichardaz e Katja Centomo

E' giovanissima come i destinatari dei libri di Katja Centomo anche Silvia Guichardaz, tredicenne anni di Aosta, che domenica 19 agosto ha "intervistato" la scrittrice nella piazzatta della libreria "Mondadori Brivio", in piazza Chanoux ad Aosta. Infatti è da uscito da poco, per "Einaudi Ragazzi", il secondo libro in cui la Centomo racconta con linguaggio semplice storie di grande coraggio: «in "Franca Viola, la ragazza che disse no" - spiega l'autrice - cerco di raccontare la storia della ragazza e della sua famiglia, che nella Sicilia degli anni Sessanta sfidarono la società e si opposero alla tradizione del matrimonio riparatore».

E' stata la prima esperienza con la collana "Semplicemente eroi", inizio di una collaborazione che stimola il lato puramente narrativo dell'ormai romana, ma originaria di Nus. La prima storia era stata "commissionata" dall'editore, «un racconto non facile - continua la Centomo - perché Franca Viola vive in grande riservatezza, anche se abbiamo cercato di attenerci il più possibile ai fatti e le abbiamo mandato le bozze. Per il secondo libro, invece, ho avuto un piccolo margine di scelta e ho proposto una sfida alla montagna, per fortuna finita bene, che è realmente accaduta in Valle d'Aosta».

Dall'avventura accaduta nel 1996 a Brigitte Djajasmita, scialpinista svizzera di Thônex, ritrovata dopo tre giorni in un crepaccio lungo il ghiacciaio delle Grandes Murailles, nasce così "In fondo al crepaccio, cronaca di un soccorso impossibile", pubblicato a giugno: «mi sono affidata al racconto della guida alpina Lucio Trucco - conclude l'autrice - raccontare un'impresa tanto incredibile aumenta ancora l'ammirazione per le guide alpine: non hanno mai smesso di cercare Brigitte e lei, nel crepaccio, ha impiegato tutte le sue forze per resistere, confidando in loro».