Dopo mesi di discussioni è stata depositata la mozione di sfiducia nei confronti di Nicoletta Spelgatti. Antonio Fosson indicato come nuovo presidente

redazione 12vda.it
Antonio Fosson, indicato come nuovo presidente della Regione

Alla fine sono stati in diciotto a firmare la mozione di sfiducia costruttiva nei confronti della presidente della Regione Nicoletta Spelgatti, presentata nella mattinata di mercoledì 5 dicembre, prima dell'apertura del Consiglio Valle e che si discuterà il prossimo lunedì 10, in una riunione straordinaria dell'Assemblea.

Antonio Fosson proposto alla Presidenza della Regione con sette Assessorati. La nuova maggioranza, che vede, dopo mesi di discussioni, il passaggio di Alpe, Stella Alpina, "Pour Notre Vallée" ed Emily Rini dall'accordo dello scorso luglio con Lega e Mouv' a quello con Union Valdôtaine ed Union Valdôtaine Progressiste, propone alla Presidenza della Regione Antonio Fosson, presidente del Consiglio Valle dimissionario, già senatore della Valle d'Aosta ed assessore alla sanità, e sette assessori, due all'UV, con Renzo Testolin che torna alla guida dell'Assessorato alle finanze, attività produttive ed artigianato ed avrà il ruolo di vice presidente della Regione, Mauro Baccega, di "Epav", che dopo aver gestito finanze ed opere pubbliche, passa all'Assessorato alla sanità, salute e politiche sociali. Altrettanti Assessorati vanno all'UVP, con l'ex presidente della Regione Laurent Viérin, che dopo essersi occupato di istruzione e sanità andrà nella "plaine", a Saint-Christophe od a Pollein, nel nuovo Assessorato al turismo, sport e commercio che avrà anche competenze su agricoltura e beni culturali, e l'ex assessore alla sanità Luigi Bertschy che dovrà gestire il nuovo Assessorato agli affari europei, politiche del lavoro, inclusione sociale e trasporti.
Due posti di governo vanno anche ad Alpe, che aveva aperto la crisi, con il ritorno di Chantal Certan che, dopo la breve esperienza alla sanità, avrà un rinnovato Assessorato all'istruzione, università, ricerca e politiche giovanili, mentre il collega Albert Chatrian, dopo essersi occupato di finanze e Casinò nella passata Legislatura gestirà l'ambiente, le risorse naturali ed il Corpo forestale.
L'unico ad essere confermato nell'incarico è Stefano Borrello, della Stella Alpina, che tornerà ad all'Assessorato alle opere pubbliche, territorio ed edilizia residenziale pubblica, così come Emily Rini, del gruppo misto, che dopo aver gestito l'istruzione e la cultura nella passata Legislatura, siederà nuovamente nel seggio più alto dell'aula del Consiglio Valle, tornando nel ruolo di presidente dell'Assemblea.
Restano quindi fuori dal governo i "papabili" Augusto Rollandin, Joël Farcoz, Pierluigi Marquis e Claudio Restano, assessore uscente al turismo, che nell'ultima conferenza stampa della Giunta Spelgatti aveva sottolineato come i due consiglieri di "Pour notre Vallée" sarebbero stato i "pontieri" tra un Governo e l'altro.

Nicoletta Spelgatti non si dimette. L'entusiasmo per la ritrovata compattezza del "fronte autonomista" (a parte Borrello e Marquis, gli altri sedici sono tutti unionisti ed ex) è stato però smorzato dalla mancata presentazione delle dimissioni da parte di Nicoletta Spelgatti dal ruolo di presidente della Regione, che non ha consentito l'immediata iscrizione della mozione di sfiducia nella riunione del Consiglio Valle già convocata, con l'ennesima sospensione ed il rinvio al prossimo lunedì.
Nelle sei pagine della mozione di sfiducia costruttiva, i diciotto firmatari si dichiarano "consci dell'attuale preoccupante politica regionale, caratterizzata da un sostanziale immobilismo dell'azione amministrativa che ad oggi impedisce di fornire risposte adeguate ai tanti problemi che affliggono la Valle d'Aosta".
"La Valle d'Aosta è affetta da una grave crisi economica, occupazionale, sociale e culturale - aggiungono i diciotto "autonomisti" - che ha contribuito a generare nella popolazione un senso di sfiducia nei confronti delle istituzioni e della politica in generale. La rilevante contrazione del bilancio della Regione, causata dal venire meno di importanti entrate, oltre che dall'obbligo per la nostra comunità di concorrere in maniera eccessiva al ripianamento del debito pubblico italiano, ha di fatto provocato un arretramento generale della pubblica amministrazione, indebolendo quello che, fino a qualche anno fa, rappresentava il principale baluardo contro la precarietà. La relativa rapidità con cui tali cambiamenti sono avvenuti ha impedito di farvi fronte in maniera adeguata e le misure messe in atto non sono state sempre in grado di rispondere pienamente ai problemi della popolazione. Si è così giunti alla crisi di settori, che un tempo erano traino dell'economia valdostana, quali l'agricoltura, l'edilizia e l'industria, oltre che di aziende che costituivano un volano importante per il territorio, come la Casa da Gioco di Saint-Vincent. Tutto questo è aggravato da mancanze strutturali come le evidenti carenze del sistema dei trasporti e della mobilità. Le cure poste in essere non sono risultate sempre efficaci, arrivando a trasmettere, tanto nella popolazione quanto in parte della classe politica, un senso di diffusa rassegnazione".

"Abbiamo a cuore la Valle d'Aosta e tutti i suoi abitanti". La proposta è quindi quella di "fornire risposte adeguate ai tanti problemi che affliggono la nostra comunità" e quindi i diciotto consiglieri regionali "sanciscono la creazione di una nuova maggioranza e di un nuovo governo regionale, in armonia con i principi statutari dell'Autonomia, della Costituzione e dell'Europa dei popoli, al fine di affrontare l'attuale situazione di crisi, valorizzando ideali e visioni comuni, con metodi di trasparenza, di condivisione e di rispetto reciproco e superando le divisioni e i personalismi che hanno caratterizzato l'ultimo periodo politico della Valle d'Aosta".
Viste le numerosi voci relative alle feroci discussioni interne sui posti di governo, con tanto di veti incrociati, i consiglieri regionali firmatati della mozione di sfiducia ribadiscono "di avere a cuore la Valle d'Aosta e tutti i suoi abitanti, di credere nel confronto e di opporsi alla colonizzazione del pensiero populista emergente, perché, con passione e impegno, vogliono fare della Valle d'Aosta un luogo migliore, credendo nella sussidiarietà, nella forza della comunità e nel confronto finalizzato al bene comune. Vogliono promuovere, rilanciare e arricchire l'Autonomia della Valle d'Aosta, strumento per rendere concreta e responsabile l'azione di autogoverno. Intendono governare con attenzione e lungimiranza, convinti che Cultura, Storia e Ambiente siano risorse e ricchezze da rispettare e valorizzare. Vogliono essere il motore di una crescita sostenibile nella quale il lavoro sia fulcro del progresso e vero investimento per le generazioni future, capitalizzando adeguatamente le potenzialità e le opportunità di sviluppo a disposizione. Si impegnano inoltre a garantire dignità alle persone svantaggiate, agli anziani, ai malati, alle minoranze e a tutti coloro che, nel rispetto della nostra storia e delle nostre tradizioni, hanno deciso di vivere in Valle d'Aosta", chiedendo la cessazione della carica di presidente della Regione di Nicoletta Spelgatti "vista l'impossibilità di radunare intorno a sé le forze politiche necessarie alla continuità governativa e considerata l'incapacità di esprimere adeguatamente la propria azione amministrativa, oltre che di raccogliere l'imprescindibile consenso sulle sue proposte".

Due punti nel programma di governo, il primo "affrontare le emergenze". La nuova maggioranza, salvo futuri sconvolgimenti interni, non sarà "a tempo" ne "di scopo", ma punta ad arrivare a fine Legislatura, nel 2023, con un preciso programma di governo, non un "contratto" come sta avvenendo a livello nazionale, dove, da Roma, la Valle d'Aosta sarà quindi vista in un'ottica "oppositiva", a differenza di quanto è avvenuto finora, visto che sia la Lega e sia il "Movimento Cinque Stelle" saranno in minoranza.
Sono due i punti previsti dal programma di governo, che comunque non prevede verifiche precise sulla sua effettiva applicazione ed i relativi tempi. Il primo vuole "affrontare le emergenze" e prevede di "predisporre e approvare il bilancio previsionale 2019, per dare certezza di risorse ai diversi ambiti. Revisionare la legge elettorale regionale, la legge per le elezioni comunali, la legge per il sistema delle autonomie e lavorare per garantire la rappresentanza della Valle d'Aosta al Parlamento Europeo. Creare dialogo, confronto e collaborazione con gli Enti Locali per la modifica della legge regionale 48/1995. Riorganizzare la fiscalità avvalendoci della manovrabilità garantita dalle norme di attuazione, al fine di incoraggiare le assunzioni e rilanciare l'economia, destinare allo sviluppo economico le risorse derivanti dalla valorizzazione del proprio patrimonio ("Cva", patrimonio immobiliare, ottimizzazione partecipate regionali). Mantenere le azioni di sostegno per il ricorso al credito del sistema produttivo valdostano. Creare l'Ente Unico di promozione, che, attraverso la razionale concentrazione delle risorse già disponibili, possa adeguatamente valorizzare il territorio e le singole peculiarità, produzioni ed offerte, in un'accezione moderna e sostenibile. Garantire la semplificazione dei servizi ai cittadini e alle imprese, tramite la profonda riforma dell'Amministrazione regionale che porti alla riduzione dei tempi di risposte e alla chiara identificazione delle strutture preposte. Attuare politiche di attrattività per i professionisti del settore sanitario e potenziare la territorializzazione dei servizi, medicina di montagna".

Il secondo punto del programma di governo vuole "progettare il futuro". Il secondo punto è quello che vuole "progettare il futuro" e prevede di "dare certezze al mondo agricolo, anche attraverso l'avvio di tavoli di confronto sulla futura programmazione di sviluppo rurale, da condividere con altri territori montani e da presentare in sede europea, al fine di giungere alla semplificazione del sistema dei pagamenti a favore dei nostri agricoltori. Aumentare il senso di sicurezza delle persone e delle loro comunità, attraverso la legalità, il presidio e il controllo del territorio. Valorizzare in termini economici il territorio della Valle d'Aosta, le sue peculiarità paesaggistiche, culturali e linguistiche, anche attraverso il rilancio del patrimonio culturale (materiale e immateriale) con l'integrazione e gli interscambi culturali. Formare i giovani a una visione aperta sul mondo partendo dalle nostre lingue, italiano, francese, francoprovenzale e parlate germaniche, per arrivare al plurilinguismo, con una preparazione moderna, orientata alla conoscenza della propria storia e delle proprie tradizioni, in una prospettiva di sviluppo delle competenze in stretta sinergia col tessuto economico della Regione. Riorganizzare il Welfare adottando un unico percorso di sostegno a favore delle persone e delle famiglie in condizione di disagio socioeconomico (misura unica) per superare l'attuale frammentazione e sovrapposizione di aiuti. E' altresì necessario performare il modello esistente di conciliazione lavoro-famiglia e di attenzione ai disabili e ai nostri anziani. Salvaguardare il territorio attraverso la puntuale manutenzione dello stesso (creazione di una struttura coordinata per la gestione del territorio e delle sue risorse) e conservare il nostro patrimonio naturale nella prospettiva dello sviluppo ecosostenibile; potenziare la sentieristica e la ciclabilità del territorio al fine di sviluppare politiche ambientali, turistiche e del tempo libero. Definire un piano di riqualificazione del patrimonio edilizio ed infrastrutturale esistente e di realizzazione di nuove opere coerenti con il nostro territorio e le nostre peculiarità, oltre all'efficientamento di quelle esistenti (ospedale, ferrovia, collegamenti intervallivi, edilizia scolastica). Inquadrare i trasporti pubblici in un sistema integrato ferro/gomma, con biglietto unico; intervenire nella risoluzione del problema dei costi dell'autostrada e riorganizzare l'aeroporto affinché diventi nuovamente punto di riferimento anche per gli appassionati del volo in montagna. Attuare interventi efficaci nei settori del lavoro e dello sviluppo economico attraverso: azioni di politica attiva, sia preventiva che di sostegno per persone ed imprese, l'istituzione dell'Agenzia regionale per il lavoro, per rendere univoche e coordinate le politiche regionali per l'occupazione, misure per lo sviluppo delle imprese nei nuovi mercati e contesti comunicativi e per la crescita e la competitività del lavoro artigiano e delle PMI".

ultimo aggiornamento: 
Mercoledì 5 Dicembre '18, h.12.20

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