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Anche in Valle d'Aosta il presidio davanti alla Regione contro "La buona scuola" dopo lo sciopero "Invalsi": a rischio un quinto di docenti precari

redazione 12vda.it
Un gruppo di docenti protesta contro 'La buona scuola'

Continua a soffiare anche in Valle d'Aosta il vento della protesta contro il disegno di legge su "La buona scuola", di cui il primo articolo è stato approvato alla Camera nella mattinata di venerdì 15 maggio, annunciato su "Twitter" dal ministro Stefania Giannini: «finalmente si potrà dare piena attuazione all'autonomia» ha scritto.
Il prossimo passo è il presidio permanente di lunedì 18 e martedì 19 maggio, giorni in cui il resto del decreto che stravolge la scuola e manderà a casa un quinto del corpo insegnanti della Valle d'Aosta sarà votato a Montecitorio.
Si muovono sindacati e "rappresentanze sindacali unitarie" di tutta Italia, prevedendo tra l'altro due gruppi proprio avanti alla Camera dei deputati: "il presidio "Riforma sì, ma non così" sarà luogo e occasione per sensibilizzare l'opinione pubblica sulle rivendicazioni del sindacato rispetto alla proposta governativa - spiegano, in una nota congiunta le organizzazioni sindacali della scuola della Valle d'Aosta "Cisl scuola", "Flc Cgil", "Savt ecole" e "Snals Confsal", che danno appuntamento a partire dalle ore 10 di lunedì in piazza Deffeyes - nell'ambito del presidio permanente, è previsto un "flash mob" con appuntamento alle ore 20.30, sempre sotto al Palazzo regionale. All'iniziativa sono invitate anche le famiglie e gli studenti; ognuno deve portare con sé una candela o un lumino".

La protesta ha portato, lo scorso martedì 5 maggio, ad uno sciopero nazionale generale della scuola, che raggiunto un picco tra l'ottanta ed il novanta per cento, un'adesione che non si registrava da anni. Poi è venuto il blocco delle prove "Invalsi": nella scuola primaria (le elementari) intere Istituzioni hanno chiuso i battenti perché anche le famiglie hanno contribuito non mandando neppure i ragazzini a scuola. Per le secondarie di secondo grado (le superiori), sono stati molti gli studenti del secondo anno che martedì 12 maggio hanno annullato il test, scrivendo le proprie motivazioni invece di compilare gli esercizi, oppure staccando il codice con cui la scuola abbina ogni ragazzo al proprio lavoro anonimo.
"Invalsi" è l'acronimo di "Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione" ed ogni anno propone un test che è uno dei metodi di valutazione delle Istituzioni scolastiche. I risultati, meri numeri, vengono poi organizzati classe per classe, dividendo gli alunni in "bravi", "nella media", o "fragili", confrontando poi i punteggi con i voti dati dall'insegnante di materia (italiano o matematica), con le altre scuole della regione, del nord ovest, con il dato italiano e con scuole con stesso contesto socio-economico-culturale: «la percentuale di classi che hanno aderito e svolto il test è significativa e quindi i dati verranno elaborati - spiega a 12vda la referente regionale Silvana Viérin, dirigente della scuola "Mont Rose A" di Pont-Saint-Martin, riportando il comunicato ufficiale "Invalsi" - a livello nazionale si è avuta la partecipazione dell'81 per cento delle classi campione con osservatore esterno e del 77 per cento del totale».

«Per la nostra realtà regionale - continua la Viérin - ci sono due scuole i cui esiti saranno poco significativi: il liceo "Maria Adelaide" avrà l'elaborazione delle due classi campione, però le altre sette seconde non hanno svolto la prova. L'altra situazione simile è quella dell'istituto "Manzetti", le due scuole i cui ragazzi hanno aderito pesantemente al boicottaggio. In tutte le altre sono state fatte regolarmente o in maggioranza. Hanno partecipato tutti al Liceo linguistico di Courmayeur, Institut Agricole, alla "Brambilla" di Verres, al "Don Bosco" di Châtillon, all'istituto professionale "Corrado Gex" ed all'istituto alberghiero. Ai licei scientifici "Binel-Viglino" della media e bassa Valle tre classi l'hanno fatta e due no mentre al "Bérard" di Aosta il test è stato svolto da sei classi e da due no».
E' la prima volta che una parte dei test viene invalidata, anche se molti studenti spesso hanno risposto svogliatamente o saltato interi esercizi «perché tanto non fa media».
Di fatto, però, la protesta studentesca non ha potuto bloccare le valutazioni, che anche per le primarie hanno visto una partecipazione nazionale, per le seconde e le quinte, superiore all'87 per cento. Resta fuori dalla protesta il caso delle secondarie di primo grado (le medie), dove la prova "Invalsi" è parte integrante dell'esame di terza: «dal momento che una situazione simile non è mai successa - conclude la professoressa Viérin - sarà l'Invalsi a decidere se prendere o no provvedimenti nei confronti delle Istituzioni scolastiche che non hanno partecipato, ma non sappiamo ancora cosa succederà».

Per cercare di far arrivare al presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi in modo chiaro la protesta, alla sua lettera agli insegnanti in alcune regione si è risposto con un'altra lettera, mentre si parla già anche di referendum abrogativo, dal momento che gli annunci delle modifiche in piazza non corrispondono a correzioni reali del decreto.
Tra l'altro c'è polemica tra il Partito Democratico e la "Cgil" per il mancato incontro tra Renzi ed una rappresentanza dei docenti e studenti valdostani che doveva tenersi nel retro del teatro "Giacosa" , venerdì 8 maggio, dopo il comizio aostano: «forse non sai o non ricordi bene che eravamo stati invitati ad un incontro con lui per parlare delle problematiche della scuola - scrive la segretaria regionale della "Flc Cgil", Katya Foletto sul profilo "Facebook" del neo sindaco di Aosta, Fulvio Centoz - viste le contestazioni avvenute anche in Valle d'Aosta. Incontro che, ci avvertono, sarebbe ovviamente saltato se qualcuno avesse fischiato durante il discorso in teatro. Questo confronto è stato anche confermato dallo stesso Renzi durante il suo breve discorso, tra l'evocazione della "legge Gelmini", della sua cara maestra di quand'era bambino ed il gusto che dobbiamo avere per il futuro. Alla fine l'incontro salta, senza che nessuno ci avverta e nonostante avessimo concordato con la scorta di trovarci in un punto ben preciso. Nessuno ci avverte, semplicemente lui se ne è già andato, con un'addetta che, imbarazzata, alla fine ci dice che non poteva perché doveva essere a Genova alle ore 18. Vi lascio immaginare lo sguardo dei ragazzi e dei precari, ha fatto uno sgarbo a dei diciassettenni,  lasciandogli un bel ricordo della politica,  oltre che ai precari che da settembre hanno il "sacro terrore" di perdere il lavoro, ma questo è il Governo "del fare"».
«Hai ragione Katya
 - ha risposto Centoz - è stato un comportamento inqualificabile e te ne devo dare atto. Un po' come quelle maestre delle scuole dell'infanzia che fanno disegnare ai bambini una pattumiera con dentro il disegno di legge "La buona scuola" e poi li appendono alle finestre e postano le foto su "Facebook"».
«Lascia stare le maestre che stanno difendendo con i denti la qualità della scuola pubblica
- ha ribattuto la Foletto - quando avrai la voglia leggiti il disegno di legge ed allora discuteremo nel merito dei contenuti. La strumentalizzazione dei bambini l'ha fatta Renzi quando ha detto che più di tutto era dispiaciuto per aver fatto aspettare loro, si sa che cani e bambini fanno subito simpatia».

Intanto, a livello nazionale, è stata organizzata una petizione on line per chiedere il ritiro del progetto di legge, che in cinque giorni ha raccolto quarantamila firme.

Nel video, il discorso di Matteo Renzi ad Aosta, al comizio del PD:

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